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Da questa estate si apriranno i cancelli del carcere per chi abbandona o maltratta gli animali

Con la nuova legge entrata in vigore il maltrattamento agli animali è diventato ''delitto''

03 agosto 2004

Dall'8 luglio scorso per chi abbandona o maltratta gli animali si apriranno i cancelli del carcere.
Non stiamo parlando di fantagiustizia ma di uno dei punti qualificanti della Legge Antimaltrattamento approvata dal Senato ed entrata in vigore con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Per i senza cuore che abbandonano gli animali, le nuove regole prevedono infatti l'arresto fino a un anno o un'ammenda da 1.000 a 10mila euro. Pene, queste, applicate anche per detenzione incompatibile con la natura degli animali e produttiva di grandi sofferenze.
La legge fissa anche un altro fondamentale punto a favore degli animali: il maltrattamento diventa "delitto". Una novità che cancella la possibilità di estinguere il reato con una semplice ammenda e allunga la prescrizione a 5 anni (7 e mezzo se prorogata) a fronte degli attuali 2 (3 se prorogata).

La legge finalmente viene a mettere un punto fermo in una piaga che colpisce ogni anno 350.000 animali. Secondo le stime delle associazioni animaliste, di questi 200.000 sono gatti e 150.000 cani, mentre i randagi sono almeno 2 milioni. Emilia Romagna Campania, Calabria Puglia, Sicilia e Lazio le regioni più 'randage' mentre è di 100 milioni di euro l'anno, rileva l'Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione animali ), il business dei canili privati. Per quanto riguarda i cani, l'85% muore entro i primi 20 giorni dall'abbandono.
In Italia sono oltre 14 i milioni di animali che vivono con il 35% delle famiglie italiane mentre la Federazione dei veterinari ha calcolato che il 25% degli animali presi in adozione viene prima o poi abbandonato.

Per quanto riguarda i maltrattamenti in generale, in sei mesi, secondo l'ultimo rapporto dell'Enpa (Ente nazionale protezione animali), sono stati 41.667 gli animali coinvolti in casi di maltrattamento di cui 2.267 cani e 249 gatti; 30.179 gli animali uccisi di cui 201 cani e 181 gatti. Ma il numero di casi accertati nei primi sei mesi del 2004 è stato solo di 373, 280 le denunce. Nel 46% delle volte non si conosce l'autore ma una quota rilevante (30%) è fatta di proprietari.

Sui combattimenti e competizioni non autorizzate, l'altro capitolo dove la legge stringe le maglie della prevenzione: reclusione da 1 a 3 anni e multa da 50mila a 160mila euro per chi promuove, organizza o li dirige. Aumento di un terzo della pena se presenti minorenni, persone armate o promozioni video.
Secondo la LAV (Lega Antivivisezione), che ha fortemente voluto la legge, sono 15.000 gli animali sfruttati ogni anno in Italia nei combattimenti clandestini, di cui 5.000 cani condannati a morte certa, con un business legato alle scommesse e al commercio dei campioni che frutta alla criminalità organizzata quasi 800 milioni di euro.

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03 agosto 2004
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