Dal 2005 in Francia sarà introdotta la castrazione chimica per i pedofili e i maniaci sessuali

Un tentativo per arginare un fenomeno criminale purtroppo in crescita

La pedofilia e le violenze a sfondo sessuale sono i crimini che più sconvolgono e purtroppo fra i più diffusi, dagli ambienti più degradati, luogo di sottoculture, agli strati sociali più abietti dove vizi e devianze alle volte vengono visti come lussi.
La scoperta dei crimini a sfondo pedofilo sovente provocano lo sdegno comune, sdegno che spesso si mescola all'assoluto sbigottimento quando si si viene a scoprire che colpevoli di tali inenarrabili reati sono maestre di scuola piuttosto che preti, padri e madri piuttosto che nonni.
Punire questi misfatti con pene esemplari mette d'accordo trasversalmente l'opinione pubblica e in materia legislativa possono diventare un unico coro quelle che sono solitamente correnti diametralmente opposte.
Ma quale potrebbe essere una pena esemplare per chi si rende colpevole di tale abominio?
La Francia dall'inizio del prossimo anno sperimenterà la castrazione chimica per i responsabili di reati sessuali.

Tale annuncio è stato dato dal ministro della Giustizia Dominique Perben in un'intervista al quotidiano "Le Parisien". "Di fronte a questa crescita della delinquenza sessuale - ha detto - è urgente trovare nuovi mezzi d'azione. La ricerca scientifica ci può aiutare".
La misura punitiva sarà provata su 48 pazienti - ex detenuti, tutti condannati per crimini sessuali, recidivi e volontari - e durerà 24 mesi. Verranno somministrati due farmaci che contengono prodotti che riducono l'ormone che nell'uomo agisce sul desiderio sessuale. L'obiettivo finale è quello di ottenere l'autorizzazione per mettere sul mercato i medicinali.

Purtroppo in Francia sono in forte aumento i crimini a sfondo sessuale. Se 14 anni fa il numero dei detenuti per questo genere di reati era di 1.100 (il 5% della popolazione carceraria), oggi sono 8.200 (il 22%), con i tre quarti responsabili di stupri su minori.

Il ministro ha precisato che la sperimentazione riguarderà soltanto ex detenuti in modo da escludere la possibilità di uno scambio tra il trattamento e una riduzione di pena o la scarcerazione. E ha spiegato che l'obiettivo dell'iniziativa è verificare se nei pazienti diminuirà la recidività in questo tipo di reati. Il ministero della Giustizia si affianca all'opera dell'Inserm, l'Istituto nazionale di sanità che sarà incaricato di portare avanti questo esperimento.

Dice un responsabile dell'Inserm, Serge Stoléru, che, una volta testata l'efficacia dei farmaci, sarà possibile immetterli sul mercato. Ma la decisione ha suscitato polemiche e perplessità tra gli stessi medici. Alcuni infatti hanno fatto notare che ci sono casi in cui la recidività non è diminuita dopo la castrazione chimica. Altri dicono che comunque l'assunzione del farmaco per chi è incline a pulsioni pedofile resterebbe su base volontaria e se queste persone non hanno l'intenzione di farlo, il prodotto sarebbe inutile. Oltre al fronte medico si innesca anche la discussione etica. Ma Stoléru ha già cercato di arginarla dicendo che i pazienti che si sottoporranno al trattamento saranno comunque assistiti anche da misure psicoterapeutiche.

13 novembre 2004
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