Denominazione di origine protetta per pistacchi di Bronte e ficodindia etnei

La coltivazione del pistacchio fu introdotta in Sicilia durante la dominazione araba.

Oggi la coltura, caratteristica dei terreni di origine vulcanica della provincia di Catania, si estende su 3.200 ettari con una produzione di circa 1.400 tonnellate.

Da poco è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto di proposta del disciplinare di produzione dei due prodotti tipici catanesi così da avere la Denominazione d'origine protetta (Dop).

In questi anni i produttori di pistacchio etnei hanno intrapreso la strada del miglioramento della qualità, arricchita ora dal riconoscimento dell' Unione europea che garantirà nuovi mercati.

Stesso discorso per il ficodindia: coltivato su 2.500 ettari per un raccolto di 26.000 tonnellate l'anno. Con il marchio Dop si apriranno nuove prospettive di commercializzazione che premieranno gli imprenditori agricoli che hanno scommesso su una delle più antiche produzioni siciliane.
La sua coltura fu introdotta dagli spagnoli alla fine del sedicesimo secolo.

La zona di produzione del ficodindia dell'Etna, , secondo quanto indicato nel disciplinare,si estende in 8 comuni (Bronte, Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Ragalna, Paternò, Belpasso, Camporotondo Etneo) e contribuisce a caratterizzare il paesaggio vulcanico.

15 ottobre 2001
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