Diciannove milioni gli italiani collegati

si stringe il rapporto tra la rete e la ''famiglia telematica''

La rete si allarga e si sviluppa in Italia, un paese nel quale internet in questi anni ha seguito un ritmo di crescita esponenziale, almeno stando alle cifre fornite dall'ottavo rapporto annuale dell'FTI, il Forum per la tecnologia dell'informazione, redatto con la collaborazione del CNEL.

Stando al rapporto "Verso la e-society", in Italia oggi sono 19 milioni gli individui che dispongono a casa, al lavoro o altrove di un accesso alla rete. Si tratta di una percentuale rispetto alla popolazione nel suo complesso pari al 33,37 per cento, una soglia considerata come un importante traguardo perché di poco inferiore al cyberlocomotore tedesco, ormai al 34,49 per cento. Non solo, rispetto a quanto accade nel resto dell'Unione, l'Italia svetta persino sopra la Francia, con dati che indicano un'accelerazione notevole in questi anni. Basti pensare che secondo l'FTI nel 1997 gli italiani connessi non superavano i 400mila.

Tutto questo corre di pari passo alla crescita del mercato dell'Information and Communication Technology che nel 2001 ha seguito un trend di sviluppo dell'8,7 per cento rispetto al 2000, con 63 miliardi di euro come valore complessivo. Significativo secondo la FTI anche il 5 per cento in più che l'Italia fa segnare rispetto alla media internazionale nella crescita del settore delle telecomunicazioni.

La diffusione della rete e in generale delle tecnologie digitali riguarda oggi 8 milioni di famiglie, un dato che contribuisce a spingere gli esperti a parlare di "famiglia telematica", ovvero di una "nuova attenzione diffusa" alle opportunità messe in campo dai nuovi sistemi, in particolare nell'utilizzo del multimediale.

Va detto che permangono però, come già era stato evidenziato in altri studi di settore pur redatti con un altro "taglio", importanti squilibri tra nord e sud dell'Italia, segno dell'esistenza di un divario digitale tutto italiano. In particolare nel sud, dove risiedono il 28 per cento delle aziende nostrane e il 36 per cento degli italiani, la spesa per l'ICT non supera il 15 per cento del totale. Il "grosso" è concentrato nelle ricche regioni del nord.

Da segnalare anche la suddivisione dei più "geek" tra gli italiani da parte dell'FTI in quattro grandi "categorie": net-worker, multimedia class, e-ramblers e @ristocracy. Quattro gruppi che segnalano diversi approcci alla rete, in particolare nella "relazione d'uso e di costume con l'ICT". Per ora i "geek" secondo l'FTI sono 1,4 milioni di italiani. Un numero destinato evidentemente ad aumentare rapidamente.

Fonte: Punto Informatico

30 maggio 2002
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