Donne in Campo!

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Donne e Agricoltura: un binomio eccellente per l’ammodernamento del settore agricolo

Sono cresciute del 3%, superando la soglia del 33%, le imprese agricole gestite da donne, così come fotografa l’ultimo censimento, relativo al quadriennio 2006-2010. Dati alla mano, le imprese del settore agricolo guidate da un team in prevalenza al femminile, hanno saputo giocarsi, meglio di altri, le carte vincenti dell’innovazione e della creatività, mostrando - in un momento storico di grave crisi internazionale - un valore aggiunto in fatto business.
E’ su questo tema che nei giorni scorsi, nel corso di un seminario formativo organizzato dalla Cia di Catania e dall’associazione "Donne in Campo", si è discusso, con un centinaio di donne arrivate da tutta la Sicilia e dalla Calabria, assieme alle opportunità offerte dalle risorse europee del PSR, il Piano di Sviluppo Rurale, i cui bandi sono in corso di definizione alla Regione Sicilia, da impiegare, in particolare, per la creazione di Fattorie didattiche: imprese che danno l’opportunità di far conoscere ai giovani, la terra, i prodotti, la storia e la cultura di un territorio. Un’idea di impresa che coniuga sia l’esigenza di sviluppare in modo innovativo il settore agricolo, che già da solo rappresenta oltre il 70 % del Pil dell’Isola, crescendo in qualità declinando l’offerta con i temi dell’ambiente e del turismo rurale, sia aprirsi al sociale, alla didattica, alla solidarietà e al welfare.

I lavori sono stati introdotti dalla presidente regionale Cia, Rosa Giovanna Castagna, e da Giuseppe Di Silvestro, presidente Cia di Catania e Messina e sono stati conclusi da Cinzia Pagni, vice presidente vicario della Cia nazionale.
"È stata una bellissima giornata perché abbiamo raccontato una Sicilia straordinaria che ancora stenta a farsi conoscere: fatta di esperienze uniche dove protagoniste sono le donne con la loro naturale capacità di essere sempre un passo avanti nel gestire aziende moderne legate al mercato, che tengono testa alle grandi multinazionali, che sanno coniugare territorio, reddito e innovazione". "Nella nostra organizzazione la presenza femminile è molto forte - ha esordito Cinzia Pagni, vice presidente nazionale Cia - le donne hanno preso in mano molte aziende e le hanno trasformate: la Legge di orientamento ha dato un’opportunità incredibile di sviluppo delle competenze delle professionalità delle donne che prima vivevano nell’impresa agricola solo marginalmente. Questo ha permesso che in venti anni si sono sviluppate tante attività multifunzionali che oggi sostengono l’impresa stessa, che nascono attorno ad una comunità che altrimenti si sarebbe dispersa. Le fattorie didattiche o l’agricoltura sociale sono un’altra prerogativa che nelle competenze femminili trovano pieno sviluppo".

All’incontro hanno partecipato anche Gea Turco, presidente Donne in Campo Sicilia, Antonella Greco, presidente Donne in Campo Calabria, Donatella Vanadia, Donne in Campo Catania. Hanno raccontato la propria esperienza, poi, le vincitrici del premio De@terra: Laura Bargione e Daniela Di Garbo.
"Vogliamo mettere in risalto le capacità delle donne di rendere multifunzionali le imprese agricole - ha dichiarato Donatella Vanadia - non solo recuperando reddito ma introducendo elementi ad alto valore sociale, come lo sono le fattorie didattiche o gli agrinido, in un quadro dove si guarda alla globalizzazione, noi vogliamo puntare alle specificità del nostro territorio". "Le donne hanno consolidato una presenza e un punto di forza, costruiti nel tempo e con impegno - ha sottolineato Gea Turco - che oggi contribuiscono ad accrescere competenze e qualità in questo settore: molte donne sono agronome, sono periti agrari, ma anche psicologhe e sociologhe". "Le opportunità sono tante - ha proseguito Antonella Greco - in Calabria, come in Sicilia, abbiamo la possibilità di sfruttare un territorio bellissimo, un paniere di prodotti eccellenti, per sviluppare tanto turismo e creare attività connesse all'agricoltura. La rete costituita da Cia e Donne in Campo è fondamentale".

Non sono mancate neppure le testimonianze di tante imprenditrici. "Per noi, l’opportunità del PSR è stato un volano di crescita per incrementare l’attività dell’azienda e renderla variegata - ha raccontato Mimma Arena, titolare di un’azienda di Ramacca - noi abbiamo realizzato un allevamento di asine ragusane, valorizzando sia una specie autoctona che rischia l’estinzione, sia ampliato la produzione e la fattoria didattica con le attività annesse, che conferiscono all’impresa valore e slancio".
Le somme assegnate, nell’ambito della programmazione delle risorse FEASR, per il periodo 2014-2020, alla Regione Siciliana sono di 2.212.747.000 di euro con un incremento di oltre 27 milioni rispetto alla dotazione del PSR Sicilia 2007-2013, e costituiscono la maggiore dotazione finanziaria assegnata tra le regioni italiane a livello nazionale.
Per il periodo 2014-2020 sono stati individuati tre obiettivi strategici di lungo periodo (art. 4 Reg. 1305/2013): competitività del settore agricolo; gestione sostenibile delle risorse naturali; sviluppo equilibrato dei territori rurali.
La nuova programmazione è basata su sei "priorità di intervento". Viene abbandonata quindi la vecchia struttura, articolata in 4 Assi e 33 Misure, considerata troppo rigida e poco funzionale all’attribuzione di risorse a sostegno aree di intervento diverse da quelle per cui erano previste.

www.cia.it

6 dicembre 2016
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