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Dopo la Befana si parte con i SALDI

Cacciatori di affari è arrivato il vostro momento. Ma attenzione, dietro gli sconti si nascondono mille insidie

05 gennaio 2004
Fortunatamente, la corsa agli acquisti di Natale e Capodanno è finita! Magari un’ultima corsettina la faranno oggi i papà e le mamme distratte, ai quali è passato di mente quanto importante possa essere la Befana per i più piccini, e quindi si ritroveranno a girar per negozi senza poter troppo sindacare sui prezzi.
Comunque niente paura, perché già dall’indomani, dal 7 gennaio, si darà il via ufficiale alle vendite di fine stagione in molte regioni italiane. Iniziano, infatti, gli sconti.
In realtà non pochi esercizi hanno già iniziato l’abbassamento dei prezzi, applicando sconti, magari riservati solo alla clientela di fiducia, già da qualche tempo.
Ma attenendoci al calendario ufficiale dei saldi, a partire dal giorno dopo l'Epifania in città come Milano, Napoli e Firenze verrà esposto il doppio cartellino. Il 10 gennaio sarà la volta di Roma. I consumatori che dovranno aspettare di più sono quelli di Aosta, in attesa fino al 10 febbraio.

Massima attenzione, come ogni anno, alle fregature. Per evitare le ormai classiche "bufale" che si possono nascondere dietro il mondo del 'Saldo' bisogna tenere gli occhi aperti, magari facendo un giro prima che vengano messi gli sconti.
A consigliare sono le associazioni dei consumatori, che sottolineano in particolare di guardarsi dai saldi che superano il 50%. Nessuno regala niente.
Inoltre, anche per i saldi vale la nuova garanzia europea sui prodotti difettosi introdotta dal decreto legislativo n. 24/2002, che ha allungato da 8 giorni a 2 mesi il termine entro il quale il consumatore può reclamare per l’eventuale difetto del prodotto e chiederne la sostituzione.
È quanto segnala l’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it/) ricordando, però, che gli acquirenti non hanno diritto a una riduzione del prezzo se, dopo aver comprato un prodotto a saldo (o in qualsiasi vendita straordinaria), lo vedono in un altro negozio a un prezzo inferiore. Prezzi e sconti sono infatti completamente liberi. È vero, invece, che il venditore deve essere in grado di dimostrare la veridicità di qualsiasi asserzione pubblicitaria relativa agli sconti o ribassi dichiarati, oltre che alla composizione e qualità della merce. I controlli spettano ai Vigili urbani e non sono di competenza di Carabinieri, Polizia o Guardia di finanza.
Non sono rare poi le liti con i negozianti che sostengono di non poter rimborsare i clienti per prodotti difettosi, perché non ne sono responsabili o perché l´annullamento dell’operazione di cassa sarebbe vietato dalle norme fiscali. Nei casi più benevoli, sono disposti al rimborso se il capo d’abbigliamento è riconsegnato nella stessa giornata, ovvero prima della registrazione del totale degli incassi. In altri casi, sempre benevoli ed eccezionali, se il prodotto non è sostituibile viene proposto al cliente il rilascio di un "buono" di spesa per lo stesso importo e valido per sei mesi o un anno (più oltre scatterebbe la prescrizione), in modo che possa decidere con calma l’acquisto di un altro capo nel medesimo negozio.
Occorre poi ricordare che durante il periodo dei saldi circola molta merce scadente proprio per la forte domanda dei consumatori.

Il "decalogo" che segue suggerisce una serie di accorgimenti prima, durante e dopo l’acquisto che possono aiutare, vista la frenesia che spesso attanaglia il consumatore desideroso di "fare l'affare", a non prendere la tradizionale fregatura:
Prima di scegliere l’acquisto
1) Non fare acquisti, se non indispensabili, prima dell'avvio dei saldi. Nei giorni pre-saldi sarebbe opportuno fare un giro per i negozi e individuare i prodotti che potrebbero interessare, segnando i prezzi a cui vengono venduti, per poi verificare che nel periodo dei saldi il prezzo sia realmente calato.

Durante l’acquisto (Prezzi – Pagamenti – Qualità)
2) Non fermarsi al primo negozio che pratica sconti, ma visitarne diversi e confrontare i prezzi esposti e la qualità della merce di riferimento (dopo non si potrà rivendicare il cambio di un prodotto perché il negozio a cento metri più in la vende lo stesso ad un prezzo dimezzato)
3) Non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Difficilmente un commerciante ha ricarichi superiori al 50% a meno che non si tratti di un artigiano che produca da sè e che nella determinazione del prezzo ha margini e logiche più ampie
4) Ricordarsi che prezzi tipo "49,90" euro vuole dire "50,00" e non "49,00", anche se il prezzo indicato induce a pensare più a 40,00 che a 50,00
5) Le forme di pagamento non differiscono da quelle abituali, perché siamo in presenza di transazioni commerciali e il prezzo di acquisto non modifica le regole. Quindi diffidare da chi impone il pagamento in contanti pur avendo esposta la segnalazione della convenzione con un istituto di carte di credito o bancomat. Si può chiedere di usufruire di questa forma di pagamento, e in caso di diniego segnalarlo all'istituto di credito, che potrebbe anche annullare la convenzione con quel commerciante.
6) Guardare le etichette che riportano la composizione dei tessuti: i prodotti naturali costano di più, quelli sintetici meno. La percentuale di composizione può variare notevolmente e incidere sul costo finale;
7) i capi d'abbigliamento riportano l'etichetta con le modalità di lavaggio e conviene sempre chiedere conferma al commerciante di ciò che è indicato: la sua esperienza può servire a prevenire spiacevoli sorprese dopo che si è portato il capo d'abbigliamento in lavanderia
8) Essere pignoli. Di un capo verificare se è di pura lana vergine o di lana. La seconda lana può essere riciclata, la prima no. Di un capo di cotone chiedere la provenienza: i prodotti provenienti dai Paesi asiatici possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie
9) Diffidare dei capi d'abbigliamento disponibili in tutte le taglie e/o colori: è molto probabile che non sia merce a saldo, ma immessa sul mercato solo per l'occasione e quindi con un finto prezzo scontato

Durante e dopo l’acquisto
10) Diffidare dei negozi che espongono cartelli tipo "la merce venduta non si cambia": esistono regole precise del commercio che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perché difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Ricordarsi che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si è sbagliata la taglia o si è semplicemente cambiato idea, è solo la disponibilità del commerciante che può ovviare al problema, ma non c'è un diritto del consumatore.  

Di seguito la tabella con le date, regione per regione, dell'apertura e chiusura dei saldi di fine stagione.
Abruzzo 10 gennaio / 23 febbraio - Basilicata 7 gennaio / 7 marzo - Calabria non ancora definito - Campania 7 gennaio / 7 marzo - Emilia Romagna 17 gennaio / 17 marzo - Lazio 10 gennaio / 20 febbraio - Liguria 8 gennaio / 21 febbraio - Lombardia 7 gennaio / 6 marzo - Marche 10 gennaio / 1 marzo - Molise 15 gennaio / 28 febbraio - Piemonte 10 gennaio / 31 marzo - Puglia 7 gennaio / 28 febbraio - Toscana 7 gennaio / 7 marzo - Umbria 10 gennaio / 10 marzo - Veneto 7 gennaio / 28 febbraio - Friuli V.G. 7 gennaio / 31 marzo - Sardegna 8 gennaio / 8 marzo - Sicilia 10 gennaio / 15 marzo - Valle D'Aosta 10 febbraio / 31 marzo - Bolzano 10 gennaio / 7 febbraio - Trento 10 gennaio / 28 febbraio.

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05 gennaio 2004
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