E finalmente arriva l'etichetta Made in Italy!

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Arriva l'obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti gli alimenti per valorizzare la produzione nazionale

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Con un emendamento al Dl semplificazioni arriva l'obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti gli alimenti per valorizzare la produzione nazionale e consentire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori, contro gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per Made in Italy.

Con un emendamento al Dl semplificazioni arriva l'obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti gli alimenti per valorizzare la produzione nazionale e consentire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori, contro gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per Made in Italy

La norma consente di adeguare ed estendere a tutti i prodotti alimentari l'etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti, ponendo fine ad un lungo e faticoso contenzioso aperto con l'Unione europea oltre 15 anni fa.

La norma è una grande vittoria della Coldiretti

"E' una nostra grande vittoria" afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini: "un risultato che siamo certi troverà nell'iter parlamentare un sostegno bipartisan per una norma a costo zero a difesa dell'interesse nazionale e a tutela della salute dei cittadini, del territorio, dell'economia e dell'occupazione".

Coldiretti è certa che l'iter parlamentare avrà un sostegno bipartisan perché: è una norma a costo zero a difesa dell'interesse nazionale e a tutela della salute dei cittadini, del territorio, dell'economia e dell'occupazione.

In particolare, precisa Coldiretti, si individuano disposizioni nazionali autorizzate nell'ambito di una consultazione con la Commissione sulla base del Regolamento quadro sull'etichettatura del 2011, in ragione della protezione della salute pubblica e dei consumatori, della prevenzione delle frodi e della protezione dei diritti di proprietà industriale e di repressione della concorrenza sleale. Sono previste sanzioni in caso di mancato rispetto delle norme che vanno da 2mila a 16mila euro, salvo che il fatto non costituisca reato di frode penalmente rilevante.

In caso di mancato rispetto delle norme, sono previste sanzioni che vanno da 2mila a 16mila euro

L'obiettivo, spiega ancora Coldiretti, è dare la possibilità di conoscere finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per salami e prosciutti fin ad ora nascosta ai consumatori, ma anche difendere l'efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro.

21 gennaio 2019
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