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E Sanremo fù… a Ginostra

Arriva la ''luce'' nella piccola frazione di Stromboli che usò Sanremo come grimaldello per ottenere l'elettricità

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Perché Sanremo è Sanremo…
Qualche anno fa, l’Italia tutta, o almeno una gran buona parte, tramite il Festival di Sanremo venne a conoscenza dell’esistenza di Ginostra, una piccola frazione dell’isola di Stromboli (ME). In quale maniera? Quell’anno lì il Festival lo conduceva (se non sbaglio) Pippo Baudo, e siccome Stromboli è in Sicilia, e Pippo Baudo è siciliano, e Sanremo è… "una cosa", dove si possono realizzare i sogni, e a Ginostra non c’era l’energia elettrica e quindi non si poteva assistere al festival della canzone italiana, con un collegamento in diretta, nel quale si vedevano penzolare inquientanti fili sullo sfondo nero della notte, i ginostrani, o ginostrini, o non so come , chiedevano a Pippo Baudo: "Pippo facci mettere la luce che il Festivàl non c’è lo possiamo vedere!".
Pippo Baudo, che aveva sventato suicidi (vi ricordate di quello che voleva buttarsi dal loggione dell’Ariston?), che era stato strizzato da Benigni davanti a milioni di telespettatori con nonchalance, e che accanto a se, per quanto riguarda da longevità televisiva, ha solo Mike Buongiorno, indignato disse: "E’ mai possibile che nel Duemila ci sia ancora qualcuno che non può vedere il Festival? E in particolar modo quando a presentarlo sono ancora una volta io? E’ una vergogna! Enel Vergognati! Presidente della Repubblica (c'era Oscar Luigi?) Vergognati! Presidente del Consiglio (c’era Romano Prodi?) vergognati!". E insomma, vergognati su, vergognati giù, vergognati a destra e a sinistra, Super Pippo con la sua intercessione, ha fatto portare la luce a Ginostra.

Quindi oggi è una giornata storica per i 27 abitanti, che vivono alla base della montagna dell'isolotto vulcanico eoliano, e che fino ad ora avevano utilizzato piccoli gruppi elettrogeni ed elettrodomestici, frigoriferi compresi, a gas. Stasera il popolo di Ginostra potrà finalmente assistere in diretta al Festival di Sanremo, anche se a presentarlo non ci sarà il loro eroe Pippo Baudo.

Dopo sette mesi sono terminati i lavori della centralina fotovoltaica progettata e realizzata da Enel Green Power ed oggi l'energia è giunta in almeno 10 case.
"Siamo felici! - dice una signora residente a Ginostra - Finalmente anche noi possiamo dire di vivere in Italia". Questa signora e suo marito vivono sempre sull'isola. Il marito coltiva olive, raccoglie capperi, e la famiglia ospita i turisti in alcune casette di proprietà. Il figlio della coppia, 25enne, d'estate apre un minuscolo bazar. "Ora i piccoli gesti quotidiani - dice il giovane - come azionare la lavatrice, accendere la tv a qualsiasi ora del giorno, o accendere la luce per leggere di notte diventeranno normali e quotidiani anche per noi". L'energia elettrica che giunge nelle case è uguale a quella del resto d'Italia: 220 volt. L'impianto è costato 2,5 milioni di euro ed è stato finanziato dalla Regione siciliana, in parte con i fondi del documento unitario di programmazione isole minori, e con un impegno del 15 per cento da parte dell' Enel.

Enel Green Power gestisce la centralina garantendone la funzionalità per almeno 7 anni ed Enel distribuzione rende disponibile l'energia agli abitanti applicando le stesse tariffe stabilite a livello nazionale dall' autorità per l'energia elettrica e il gas. L'impianto si presenta come un insieme di pannelli solari, ed un capanno in cemento dove sono contenuti gli impianti e le batterie per accumulare l'energia. Il prossimo appuntamento dei ginostrani è con il molo in costruzione. Finora a Ginostra potevano attraccare solo barche di piccole dimensioni: entro aprile dovrebbe essere completato il pontile per consentire l' approdo a motonavi ed aliscafi.
Con tutto ciò, gli abitanti promettono solennemente a se stessi, di non trasformare la piccola e tranquilla (e ormai "sanremata") frazioncina in un luogo carico di turisti. "La ricettività rimane la stessa – dice il giovane - e noi faremo in modo che Ginostra mantenga le sue peculiarità di oasi di pace e lontana dal tran tran delle altre località. Noi stessi abbiamo chiesto che la frazione non venga illuminata. Non verranno posti pali della luce per le stradelle. Ginostra rimarrà quella che è sempre stata. Ma i suoi residenti potranno vivere con dignità". Riccardo Lo Schiavo, 36 anni, insegnante, portavoce degli abitanti si unisce alle parole del giovane dicendo: "La frazione rimarrà silenziosa e con la sua atmosfera romantica. Sui terrazzi delle case non ci saranno lampadine, non vi saranno insegne luminose o discoteche e nelle abitazioni metteremo per gli ospiti un punto luce solo in cucina e in bagno. Il nostro impegno è che Ginostra rimanga unica".
Perché Ginostra è Ginostra… e Pippo Baudo è Pippo Baudo (?????)

F.M.

2 marzo 2004
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