E se Adamo ed Eva fossero stati cacciati dal Paradiso per un bicchiere di vino?

Se il frutto del peccato non fosse stato un frutto?

A proporre la singolare interpretazione, perché di interpretazione si tratta, sono Elisabetta Broli e Roberto Beretta coautori del libro "Gli undici comandamenti" con prefazione di Monsignor Gianfranco Ravasi.

Tutto ha avuto inizio due anni fa quando Elisabetta, dopo avere svolto per anni l'attività di giornalista, abbandona la professione per iscriversi ad un corso di teologia alla facoltà di Milano.

Dopo avere letto attentamente la Bibbia e avere approfondito gli studi arriva a delle conclusioni a dir poco sconvolgenti e imprevedibili: Adamo ed Eva non hanno mangiato la mela, Gesù non è nato il 25 dicembre, i Re magi non erano in tre, Giuseppe non era né vecchio né falegname, i comandamenti sono undici anziché dieci e la stella cometa, forse, non era cometa.

I due coautori però ci tengono a precisare che non hanno buttato giù le loro teorie a caso. "Se noi leggessimo più attentamente la Bibbia - dice Elisabetta - ci accorgeremmo di tante cose che pensiamo ci siano scritte, ma di cui in realtà non c'è nemmeno traccia".

Qualche esempio: Genesi 3,6 - "Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò".
Che fine ha fatto la mela?

Secondo i due autori quello che per i cristiani è stato immaginato come "la mela del peccato" per gli ebrei si trattava di fico, per gli ortodossi di una arancia e per i musulmani, naturalmente, di un bicchiere di vino.

Probabilmente il motivo è da rintracciare nella "traduzione" e negli adattamenti che i versi originari della Bibbia hanno subito col passare degli anni, non tanto perché i primi cristiani o la Chiesa volessero prenderci in giro, ma per un motivo di praticità. Nel medioevo, per esempio, pochissime erano le persone che sapevano leggere e scrivere - la lettura e la scrittura per anni rimarranno privilegio di pochi - ma tutti, sicuramente, sapevano osservare.
 
La storia del peccato, così come le altre rappresentazioni sacre, presero vita nelle immagini pittoriche e nelle vetrate a mosaico delle chiese.

Beretta e Broli affermano di aver voluto scrivere il libro non con l'intento di demitizzare o andare contro la fede ma per cercare di colmare quello che loro stessi definiscono un vuoto, un bisogno culturale.

Tra le altre interpretazioni che possiamo trovare nel libro: i comandamenti che a quanto pare in origine erano 11 ma che furono portati a dieci per poterli forse contare meglio con le dita delle mani, la data della nascita di Gesù che apparve a Roma nel 326 e fissata definitivamente da Papa Liberio solo nel 354, in corrispondenza di più antiche celebrazioni legate al solstizio d'inverno.

Si discute pure sull'ora della nascita di Gesù in quanto non è fissata in nessuna parte del Vangelo. L'unico accenno lo troviamo nei versi di Luca: "C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte..".
E "alcuni" non necessariamente tre sono anche i mitici Re Magi: il Vangelo di Matteo afferma che "alcuni" Re Magi furono guidati da una "stella" e per giunta non cometa.

E cosa dire delle famose tre cadute di Cristo con la croce sul Monte Calvario?
Rileggendo il Vangelo di Giovanni, che racconta la salita d Gesù al Calvario, non vi si trova traccia delle cadute sotto il peso della croce: probabilmente il numero è altamente simbolico ed indica, così come spesso accade, la perfezione. Con le tre cadute si vuole esprimere il massimo grado della sofferenza per redimere gli uomini e poi nelle rappresentazioni sacre animate doveva essere di grande effetto. Vedi per esempio le processioni sacre che si tengono, con grande affluenza di pubblico, ancora oggi a Marsala durante la Pasqua o in altri luoghi d'Italia.

Gli autori ribadiscono che il loro tentativo non è quello di distruggere le nostre convinzioni ma quello di dare una nuova interpretazione ai fatti. Un interpretazione che non sia fatta, come spesso accade, solo di dogmi.

"Non vogliamo andare contro la fede - dice Elisabetta Brolo - in fondo cosa cambia per un cristiano sapere se al posto della mela vi era un bicchiere di vino?". Resta l'importanza dell'atto simbolico, del trasgredire ad un divieto.

E allora per il prossimo Natale… prima di rivoluzionare l'aspetto del vostro Presepe, magari aggiungendo un esercito di Re Magi, approfondite la lettura dei Vangeli.

Roberto Beretta - Elisabetta Broli
Gli undici comandamenti
pp. 208 - Euro 12,90 - Edizione in brossura con sovraccoperta

10 gennaio 2003
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