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Il numero delle vittime del terremoto nel sud est asiatico è salito a 120.000. Migliaia le persone scomparse

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Secondo l'ultimo aggiornamento il numero totale delle vittime è arrivato a quota 120.000.
E' aumentato anche il numero delle vittime italiane salito a 14. Lo ha detto ieri il ministro degli Esteri Gianfranco Fini alla Farnesina. "Se i morti accertati sono 14, sappiamo che sono di più. Altrimenti non vi avrei detto che siamo fortemente preoccupati per gli altri di cui non ci sono notizie", ha poi precisato con amarezza il ministro.
Sono circa 600 invece gli italiani di cui non si hanno notizie. "E questa è una stima prudenziale. Cresce il timore sulla loro sorte", ha precisato il ministro degli Esteri. "Dobbiamo prepararci al peggio - ha aggiunto Fini - Il numero di connazionali presenti nell'area è superiore a quanto si pensava", forse in tutto oltre 8 mila persone. Di questi circa 3.500 risultano essere residenti nella zona. "Il numero è alto e ci ha sorpreso", ha commentato il ministro rendendo noto che alla Farnesina "nelle ultime 36 ore sono arrivate oltre 3mila telefonate", che hanno portato a quota "5mila e 500 le segnalazioni all'unità di crisi" da parte di persone che chiedevano notizie di familiari che si trovavano nella regione.

E mentre si continuano a contare i morti, che aumentano di minuto in minuto, risputati dal mare, ricoperti dalle macerie, galleggianti su fiumi che prima erano strade, l'animo abietto dell'uomo non ha vergogna nemmeno davanti al dolore. E' infatti arrivata l'ora degli sciacalli sulle spiagge thailandesi colpite dal maremoto. Ladri travestiti da poliziotti o da appartenenti alle squadre di soccorso razziano tutto ciò che può avere un valore sull'arenile di Khao Lak, dove lo tsunami ha ucciso oltre 3 mila persone. Gli sciacalli frugano nelle valigie dei turisti, nelle casseforti degli alberghi, mentre aumentano i casi di microcriminalità dato che la polizia è impegnata nelle operazioni di ricerca e soccorso in quella che in Thailandia è l'area più duramente colpita dal maremoto di domenica.
Ma se è pensabile che sia la fame e la disperazione a far diventare sciacalli gli uomini in quei luoghi di disastro, incomprensibile diventa la sciagurata sfacciataggine di tutti quei turisti occidentali che avendo prenotato i loro viaggi verso i paesi colpiti dal maremoto adesso avanzano ai Tour operator richieste di risarcimento inaudite e vergognose.
''Ho intenzione di partire lo stesso, ma voi dovete garantirmi che tutto funzionerà bene e che non vedrò nulla di sgradevole o di sconveniente'': anche questo, negli ultimi giorni, si sono sentiti dire i funzionari di un tour operator di Torino, dopo il terremoto che ha sconvolto il sud est asiatico. La testimonianza arriva dal presidente dell'agenzia,che riferisce di essere rimasto ''sorpreso e perplesso'' dalle richieste, giunte da persone che avevano programmato un viaggio in Asia proprio in questo periodo a volte in zone non direttamente toccate dalla catastrofe.
''Abbiamo invitato alcune persone - raccontano i funzionari di un tour operator torinese - a non partire. Per noi il viaggio non è solo vacanza, ma occasione di conoscere luoghi, persone e culture diverse''.

A fare da contraltare le dichiarazione del presidente della provincia di Treviso, Luca Zaia che, indignato, ha chiesto al governo di valutare la possibilità di declinare ogni assistenza a chi decide di proseguire la villeggiatura nelle zone colpite dal sisma.
A far scattare l'indignazione di Zaia sono state le dichiarazioni di alcuni turisti italiani, apparse sui media, che hanno deciso di continuare le vacanze. Dichiarazioni, rileva Zaia, che ''ci spiazzano e ci fanno vergognare''. Zaia rileva che questi turisti, nonostante tutti gli appelli, sembrano preferire la vacanza: ''Per loro, niente conta più di una settimana di relax, meglio se in un albergo di lusso. Ai giornalisti, alle radio e alle televisioni raccontano di esser stati fortunati: è stata una straordinaria esperienza di viaggio che verrà ricordata in tutto il mondo per decenni. Non si scompongono nemmeno di fronte alle file di cadaveri allineati sulle spiagge dei loro desideri, e magari, a pochi metri da un mare che rigurgita in continuazione cadaveri, si crogiolano al sole, spalmandosi creme protettive ed unguenti abbronzanti''. ''Non posso pensare - prosegue Zaia - che questo sia l'esempio dato dai cittadini italiani al mondo. Dov'è il rispetto per la sofferenza? In quale lontana ed esotica località di vacanza si trova la loro coscienza civile?''.

Intanto la Terra continua a traballare e a muoversi, sono state infatti diversi i terremoti avvertiti in Italia e in Europa tra ieri sera e stamane.
Una scossa sismica di magnitudo 3.9, come ha registrato l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si è verificata alle 5,04 nella provincia di Ragusa, con epicentro a 5 chilometri a sud di Ragusa, vicino ai centri di Modica e Scicli. Il sisma è stato avvertito dalla popolazione. Molte persone a Ragusa e nei paesi limitrofi, sono scese in strada. Il Dipartimento della Protezione Civile ha riferito comunque che non risultano al momento danni né a persone né a cose.
La Protezione civile ha sottolineato che la scossa è stata avvertita anche dalla popolazione delle province di Siracusa e Catania.
Poco prima della mezzanotte di ieri una leggera scossa di terremoto è stata avvertita in provincia di Brescia, nella zona del lago di Garda, dove già il 24 novembre scorso si erano registrate alcune scosse. Alcune chiamate sono giunte in serata ai vigili del fuoco. Finora non ci sono state segnalazioni di danni a cose e persone.
Un'altra scossa sismica è stata avvertita ieri sera alle 23,40 nella provincia di Trento ma dalle verifiche della Sala Operativa del Dipartimento della Protezione Civile non si registrano danni a persone o cose. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia si è trattato di un evento con magnitudo 3.4. L'epicentro e' stato registrato tra i comuni di Riva del Garda, Arco e Rovereto.
Sempre la scorsa notte, una scossa di terremoto di magnitudo 4,6 della scala Richter è stata registrata la scorsa notte nella Turchia centrale, nei pressi di Cubuk, circa 25 chilometri a nord di Ankara. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa Anadolu, precisando che al momento non si hanno notizie di vittime o danni.

- Tsunami, Stromboli sorvegliato speciale (da "La Sicilia")

30 dicembre 2004
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