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Eccoli, sono loro!

Grillo mette alla gogna i senatori dissidenti Lorenzo Battista, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella e Luis Alberto Orellana

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Duro attacco di Beppe Grillo contro i 4 senatori del Movimento (Lorenzo Battista, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella, Luis Alberto Orellana) che l’altro ieri dopo le consultazioni con Renzi hanno criticato l'atteggiamento tenuto dal leader 5 Stelle.
"Quattro senatori del M5S manifestano perplessità circa il metodo usato da me nel corso del confronto con Renzie. Sono loro" scrive Grillo in un messaggio sulla sua bacheca Facebook in cui pubblica le foto dei 4 senatori.

Poco prima, Il leader 5 Stelle aveva pubblicato sul suo blog il post di un attivista che criticava i 4 dissidenti in questione, con il titolo inequivocabile: "Fuoco amico (?)". "Quattro senatori del M5S - si legge nel post firmato da Antonio Noziglia, Genova - manifestano perplessità circa il metodo usato da Grillo nel corso del confronto in streaming con un certo Renzi. Chi sono questi 4 senatori? Quanto consenso hanno portato al M5S tutti insieme? Le televisioni di stato riportano lo streaming con tagli mirati ad oscurare la pietosa difficoltà in cui si è trovato il citato Renzi per tutta la durata del confronto. Perché questi 4 signori non denunciano questo comportamento scorretto, lesivo del diritto ad una informazione corretta e lesivo pure della dignità di coloro che conducono certe trasmissioni?". Segue un post scritpum con nomi dei 4 senatori.

I quattro senatori però rivendicano la loro presenza critica all'interna del movimento. "Non c'è nessun fuoco amico. La critica è intrinseca ai percorsi della politica - spiega Francesco Campanella -. Io ho lavorato in team in diverse occasioni della mia vita e ogni voce discordante mi dava sempre la possibilità di interrogarmi e magari correggere la mia posizione. La verità è che gli 'yes man' non sono utili a nessuno". Quanto al rischio espulsione, "non ci sono gli estremi per procedere - a detta di Campanella - mi sono limitato a muovere delle critiche, tutto qui". Non solo. "Non ho mai parlato di consultazioni farsa - ci tiene a precisare - come mi è stato erroneamente attribuito. Ho solo mosso una critica al fatto che la decisione" di sondare la Rete "sia arrivata tardivamente, quando l'assemblea era già riunita per decidere" se vedere o meno Matteo Renzi.

Lorenzo Battista risponde invece con un tweet sarcastico. "Caro Beppe Grillo grazie di avermi dato spazio sul tuo blog. Pensi di risolvere così i problemi? Mi aspettavo qualcosa di più...". Poco dopo il senatore ha inviato un sms a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio per chiedere un incontro. "Mi farebbe piacere avere un confronto con voi", ha scritto Battista ai due cofondatori del Movimento.
Chi ha sentito i vertici del Movimento assicura che la linea dei cofondatori del M5S non è cambiata: niente proposta di espulsione calata dall'alto, come accaduto in passato per la senatrice Adele Gambaro. Da Grillo e Casaleggio solo un cartellino giallo, dunque. Ma i quattro rischiano comunque di ritrovarsi fuori, "ammesso che non decidano da soli di togliere il disturbo", spiega un senatore oltranzista. Alcuni fedelissimi, infatti, starebbero pensando di presentare una richiesta di espulsione in sede di assemblea congiunta. Il codice di comportamento degli eletti stellati, prevede nello specifico che "i parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l'espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L'espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch'essa a maggioranza". In questo caso, spiega un senatore che vorrebbe chiedere l'espulsione dei 4 ribelli, "è venuta meno la fiducia, non si può andare avanti se manca il rapporto fiduciario all'interno di un gruppo. Ormai quella di Battista, Orellana, Campanella e Bocchino è una realtà a sé, distaccata dal resto del Movimento. Si dovrà ragionare sul da farsi. Il che non vuole dire che alla fine verranno espulsi, ma che qualcuno lo chiederà a mio avviso non c'è alcun dubbio. Magari quel qualcuno potrei essere io...".

In molti però chiedono un chiarimento "urgente". "Le loro non sono singole esternazioni ma una organizzata contestazione. Un chiarimento non è più rinviabile" dice Vito Crimi. Intanto sul blog di Grillo fioccano pesanti insulti fra i commenti al post che mette all'indice i quattro senatori dissidenti. "Solo, soltanto e semplicemente quattro figli di p...", "grazie ai quattro maiali, Repubblica di De Benedetti sta ricamando contro di noi". E ancora. "E' come se mentre tutti noi combattessimo contro la mafia, quattro Giuda si incontrassero con il capo e facessero i nomi di quelli più combattivi e il capo gli ordinasse quando fare l'imboscata finale"; "Vedrete che i 4 porci usciranno completamente allo scoperto". Ma c'è anche chi critica il post che li "mette alla gogna" e punta il dito contro i toni usati dal leader M5S. "Son un iscritto al Movimento - scrive tra gli altri Gianni da Ferrara - e non mi è piaciuto come è stato impostato questo post. I 4 senatori hanno tutto il diritto di esprimere il loro pensiero anche se non in linea con quello di Grillo. Gli iscritti che hanno votato per l'incontro di Renzie con il M5S e che sono stati la maggioranza, forse si aspettavano un andamento diverso". "Qui non è questione di traditori o meno - gli fa eco Dino di Ravenna - abbiamo fatto una figura di m..., secondo voi con questa buffonata di Grillo abbiamo conquistato consensi? Ma avete visto il povero Di Maio come era imbarazzato? Abbiamo perso una fantastica occasione".

Anche Il senatore dissidente Luis Alberto Orellana ribadisce di non voler lasciare il Movimento 5 Stelle. Riguardo agli insulti e agli inviti ad andarsene piovuti sul blog di Grillo, "in effetti - ragiona Orellana - stiamo esercitando il nostro pensiero critico e spingendo ad una dialettica interna al Movimento che credo sia sempre una cosa positiva, le nostre sono segnalazioni ben circostanziate. Capisco poco persone che non sono abituate a vedere questo. Conviene che cambino atteggiamento e siano meno intransigenti: se ci sono amanti del pensiero unico, sinceramente faccio fatica a rapportarmi con loro". Nessuna apertura di credito, tuttavia, a Matteo Renzi. "Negare la credibilità di Renzi - assicura Orellana - è un punto che mi trova d'accordo con Grillo al 100%. Ma è stato troppo ribadito, ha passato troppo tempo di quei 9-10 minuti a ribadire questo concetto che mi è sembrato ben chiaro". [Adnkronos/Ign]

21 febbraio 2014
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