Finalmente libere

Dopo ventuno giorni di prigionia le nostre due Simone sono ritornate a casa

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Simona Pari e Simona Torretta sono state liberate. Dopo 21 giorni di prigionia le due operatrici umanitarie, le "nostre due Simone", sono ritornate a casa.

"Shukran", grazie. Questo hanno detto appena libere, e lo hanno detto in arabo, non in italiano, perché l'Iraq è stata e resterà, prima che la loro prigione, la loro seconda casa.
Probabilmente, le due Simone, appena tutta questa storia sarà finita torneranno in Iraq.
Lo dice anche la mamma di Simona Torretta: "Tornerà, se non sarà così vuol dire che non è più la mia Simona".
Perché Simona e Simona all'Iraq hanno dedicato la vita, e non hanno mai voluto, né giustificato nemmeno per un attimo la guerra che ha spezzato le gambe ad un intero paese, già offeso dall'embargo e dal regime di terrore tenuto da Saddam.

"Stiamo bene, ora è tutto finito". Queste le prime parole dette all'Italia, appena scesi dall'aereo, mentre con dei sorrisi gioiosi ringraziavano tutti i presenti.
"Non preoccupatevi - hanno ripetuto ai familiari - ci hanno sempre trattato bene. Ora tutto è finito".

E sugli infiniti giorni di prigioni qualcosa si è riuscito a sapere dalle parole dette di volata ai giornalisti da Simona Torretta.
Su chi erano i sequestratori: ''Religiosi che ci hanno insegnato i principi dell'Islam e alla fine si sono anche scusati e ci hanno chiesto perdono''. ''Hanno compreso il nostro lavoro e da quel momento il rapporto è migliorato. Gente che ci ha trattato con molto rispetto e con molta dignità''.
Su che cosa hanno provato in quei giorni: ''Ci sono stati momenti in cui abbiamo avuto paura di morire. In altri momenti ridevamo tra di noi''.
Su quello che riuscivano a sapere: ''Non sapevano nulla di quello che succedeva all'esterno. Avevamo poche notizie. Sappiamo della solidarietà del popolo iracheno nei nostri confronti''.
Su quale sia stata la cosa che le ha sostenute in questi 21 giorni: ''La fede. Abbiamo avuto tantissima fede e la forza interiore che ci ha sostenuto anche perché potevamo sostenerci solo da sole''.

"Rifarei tutto, con tutte le conseguenze anche se mi dispiace per la sofferenza fatta provare a mia madre e il dispiacere che non si merita, però fa parte della vita".
Così Simona Torretta ha risposto, senza esitazioni, alle domande dei cronisti. Tornerai in Iraq? le è stato chiesto e lei ha aggiunto: "Vedremo, probabilmente sì, ora devo stare vicino alla mia famiglia". 

Noi ci uniamo all'abbraccio che tutta la nazione adesso vuole dare a queste due donne.

Shukran Simona e Simona

29 settembre 2004
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