Gela, un'altra piccola Chernobyl nella porzione di terra che il petrolchimico dell'Eni ha sottratto alla Sicilia

E' impossibile che Gela non si interroghi sui 50 anni di industrializzazione e di inquinamento ambientale selvaggio che ha subito, alla luce dei tanti, troppi casi di bambini malformati, di tumore e di malattie renali, respiratorie e cardiovascolari, che in questa parte di Sicilia hanno un'incidenza doppia rispetto alla media nazionale.
Il pensiero va subito ad un'altra città, sita sempre in quell'angolo di Sicilia, Augusta. E come è successo nel Siracusano, anche qui le accuse e i sospetti vengono rivolti al ''mostro'', come lo chiamano in tanti: il petrolchimico dell'Eni.

Tre anni fa, il geologo Giuseppe Risotti e il chimico Luigi Turrito, incaricati allora dal sostituto procuratore della Repubblica, Serafina Cannatà, consegnarono una relazione secondo cui nella falda sottostante lo stabilimento giacevano 44 mila tonnellate di gasolio, proveniente dalle perdite dei serbatoi. Il magistrato chiuse allora la fabbrica per obbligare l'azienda a rifare i fondi alle cisterne.
Oggi, altri dati allarmanti stanno venendo fuori dalle indagini svolte dai periti (Fabrizio Bianchi, epidemiologo del Cnr, e dal genetista Sebastiano Bianca, di Catania) nominati dal sostituto Alessandro Sutera Sardo, che sta indagando su malformazioni e tumori negli 11 anni presi a campione: dal 1992 al 2003.
Le malformazioni neonatali accertate in questo periodo riguardano 520 bambini su 13.060 nati vivi, con una incidenza del 4%.

Il riferimento ai ''nati vivi'' è indispensabile, perché non esistono fonti capaci di fornire indicazioni attendibili sulle malformazioni dei piccini nati morti o di quei feti malformati per i quali i genitori hanno deciso l'aborto, dopo l'accertamento di patologie genetiche durante i primi mesi di gestazione. Il ginecologo Giuseppe Turco, ha detto che ''i dati sulle malformazioni sono molto più gravi di quanto non emerga dallo studio ordinato dalla magistratura, perché alle statistiche sfuggono i casi che noi mandiamo presso strutture di altri centri''.
Le malattie genetiche sarebbero causate dall'esposizione agli ''interferenti endocrini'' (prodotti chimici, policiclici aromatici, fenolici, metalli pesanti come il mercurio, pesticidi, solventi, ecc.) che entrano nel ciclo alimentare (verdure, pesci, ecc.) e fanno impazzire le funzioni ormonali dei soggetti che li ingeriscono. Particolarmente alta tra le malformazioni l'incidenza (una su sei) delle ''ipospadie'', ovvero l'insufficiente sviluppo dell'uretra.
Ma si assiste anche alla nascita di bimbi con sei dita alle mani o ai piedi, senza un orecchio, senza il palato, idrocefali con teche craniche di dimensioni abnormi, ed altro.

Ora che i dati sono stati resi noti sia dal magistrato inquirente sia dal sindaco di Gela, Rosario Crocetta, le famiglie dei bambini malformati si sono riunite in comitato, sollecitate da un pediatra, Antonio Rinciani (consigliere comunale della Rosa nel pugno e presidente della commissione consiliare alla sanità), che ha più volte denunciato una ''situazione da allarme''.
Il sindaco ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile nei processi per i casi gravi di inquinamento ambientale ed ha annunciato l'istituzione di un fondo di 300 mila euro per aiutare le famiglie povere di quei malati di tumore costretti ad affrontare spese insostenibili.
Per il 20 novembre prossimo ha convocato una conferenza di servizi con autorità sanitarie, enti di controllo regionali (Arpa) e provinciali (Assessorato al Territorio e Ambiente) e l'Eni sulla questione della tutela dell'eco-sistema per uno sviluppo sostenibile, ma soprattutto per la riduzione delle emissioni e la bonifica del comprensorio.
Il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Federico (Mpa) ha convocato per dopodomani, giovedì 16 novembre, una riunione monotematica sulla questione ambientale.

Gela sembra così svegliarsi e scoprire in modo eclatante ciò che tutti sanno sul ''mostro'', che sbuca terribile e imponente praticamente davanti al centro abitato, ''palla al piede'' ormai per qualsiasi programma di rilancio del centro che da questo pesante insediamento non ha finito per avere quelle ricadute positive che le amministrazioni succedutesi nel tempo si attendevano.

14 novembre 2006
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