Gli arresti di Nicchi e Fidanzati e i dubbi di Genchi

Il superconsulente Gioacchino Genchi nutre dei dubbi sulla genuinità degli arresti avvenuti sabato scorso

Si è tenuto stamane, davanti al gip del Tribunale di Palermo Luigi Petrucci, l'udienza di convalida dei due favoreggiatori del boss Giovanni Nicchi, arrestati sabato pomeriggio, insieme con l'astro nascente di Cosa nostra, in un appartamento nei pressi del Palazzo di giustizia di Palermo.
In carcere con Nicchi sono finiti, per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra, Giusi Amato, 27 anni, ex moglie dell'autista di un boss mafioso poi morto suicida, e Alessandro Presti, 19 anni, disoccupato. I due sono stati interrogati dal giudice per le indagini preliminari alla presenza dei pm Roberta Buzzolani e Ambrogio Cartosio.
Nessun interrogatorio di garanzia, invece, per Nicchi, visto che i due procedimenti penali a suo carico - per entrambi pendevano ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti del boss - sono in fase dibattimentale.
Come appreso dall'Adnkronos, il boss non verrà interrogato dal gip, come prevede la prassi per gli arrestati, perché la sua posizione riguarda due processi in appello, 'Gotha' e 'All bridge'. In primo grado, il boss era stato condannato rispettivamente a 15 e a 6 anni di reclusione. La decisione è stata presa dai magistarti Buzzolani e Cartosio. La Corte di Cassazione si è già pronunciata in passato sull'eventuale interrogatorio di garanzia di un arrestato che ha dei processi già pendenti in appello. Giovanni Nicchi "se vorrà - hanno fatto sapere da ambienti giudiziari - potrà sempre rendere dichiarazioni spontanee". Il boss venerdì prossimo potrebbe comparire davanti alla corte d'appello che lo processa per mafia ed estorsione e chiedere di essere ammesso all'esame o rendere dichiarazioni spontanee.

Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, inoltre, ha annunciato oggi che proporrà il 41 bis per il boss Nicchi. "E con questo i detenuti sottoposti a regime speciale saranno ben 645, è il record storico", ha aggiunto presentando i risultati del contrasto alla criminalità organizzata durante il governo Berlusconi.
Nel ringraziare il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo per "il tris degli arrestati Raccuglia, Nicchi e Fidanzati", il Guardasigilli ha poi sollecitato i magistrati a stare lontani dalla ribalta dei mezzi di informazione. "Lavorando di più in Procura e senza le luci delle telecamere - ha sottolineato Alfano nel corso della conferenza stampa al Senato con il collega dell'Interno Maroni e i vertici del Pdl - si arresta qualche latitante in più, quindi con qualche convegno in meno e qualche latitante in più si fa il bene del Paese".

E sempre oggi si è tenuto l'interrogatorio di garanzia per il boss mafioso dell'Arenella, Gaetano Fidanzati, 74 anni, arrestato sabato scorso a Milano. Fidanzati è stato sentito nel capoluogo lombardo dal gip di Palermo, Silvana Saguto. Nel corso dell'interrogatorio il boss palermitano si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il gip è lo stesso firmatario dell'ordinanza di custodia cautelare 'Perseo' che nel dicembre 2008 portò in carcere un centinaia tra boss e gregari. Fidanzati era sfuggito invece alla cattura.
Fidanzati, nei cui confronti pendevano due richieste di misura cautelare - una per omicidio, l’altra per associazione mafiosa -, era ricercato per l’omicidio di Giovanni Bucaro, tossicodipendente, secondo gli inquirenti, punito per avere picchiato la figlia del vecchio padrino. Successivamente, a carico del boss, venne disposto un altro ordine di carcerazione nell’ambito dell’operazione 'Perseo'.

Arresto Nicchi e Fidanzati: è polemica tra l'ex consulente Genchi e Addiopizzo - A distanza di pochi giorni dall'arresto del boss emergente Giovanni Nicchi, scoppia la polemica sulla presenza dei giovani dell'associazione 'Addiopizzo' che hanno festeggiato sotto i locali della Squadra Mobile con tanto di Inno di Mameli e applausi per gli uomini della 'Catturandi'. A innescare la miccia sono state le dichiarazioni dell'ex consulente della Procura di Palermo Gioacchino Genchi (ma anche dell'ex pm di Catanzaro e oggi europarlamentare dell'Idv Luigi De Magistris) che in un intervento ha parlato di "tifo organizzato" con persone "accompagnate fino alla questura con un pullman" per assistere a quelle scene "vergognose" di giubilo sia da parte dei giovani che degli agenti. "Mi hanno telefonato dei poliziotti - ha detto Genchi - dicendomi 'hai visto che schifo sta succedendo'".
Immediata la replica di Daniele Marannano, portavoce di 'Addiopizzo'. "Al di la' della presunta coincidenza temporale sugli arresti di sabato - ha detto - posso garantire a tutti quanti che le persone presenti alla Squadra Mobile di Palermo hanno rinunciato a qualcosa pur di essere li' e si sono pagate tutte la benzina di tasca propria senza aver avuto alcun pullman per manifestare la loro sincera e vera solidarietà che avevano già avuto modo di esprimere in occasione di altri arresti, fin dai tempi della cattura di Bernardo Provenzano e di Salvatore Lo Piccolo". E ha aggiunto: "Gente comune e semplice di cui parte si riconosce nel movimento 'Addio pizzo' che lo scorso 28 marzo ha scelto altrettanto spontaneamente e liberamente di essere presente al sit-in presso la questura di Palermo per esprimere la propria solidarietà allo stesso Gioacchino Genchi".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, La Siciliaweb.it]

Genchi offre una testimonianza allarmante sulla cattura dei due mafiosi
BUFALE GLI ARRESTI DI NICCHI E FIDANZATI?
(www.inviatospeciale.com, 09 dicembre 2009)

Gioacchino Genchi è un uomo dalla vita travagliata. E' un poliziotto, formalmente Vice questore a Palermo, da anni consulente informatico per diverse procure italiane ed ha collaborato tra gli altri con Giovanni Falcone e Luigi De Magistris.
Una parte della stampa lo ha descritto come un "intercettatore" per conto dei giudici, mentre in realtà è un analista, non ha mai messo sotto controllo nessuno e tanto meno registrato conversazioni.
In un dibattito pubblico, all’indomani degli arresti di Nicchi e Fidanzati ha detto alcune cose di grande interesse, del tutto ignorate dalla stampa e dalla televisione. Ha detto Genchi: "Sul piano concreto, poi, queste catture, proprio le catture di ieri… ad orologeria… arrivate puntualmente dopo la dichiarazione di Spatuzza e in concomitanza col 'No Berlusconi day', riguardano due mafiosi: il primo catturato a Palermo che andava scappando perché c’era Lo Piccolo che lo voleva fare fuori. Quindi sostanzialmente questo si trovava vicino al Palazzo di Giustizia e non si capisce se sia stato catturato o se si stava andando a costituire nella speranza di evitare la cattura". Poi il funzionario di polizia ha continuato: "Gaetano Fidanzati era uscito dal carcere appena un anno fa. C’era entrato gravemente ammalato, ha 75 anni, tutte le volte che lo riportano in carcere…in carcere dicono 'no questo non può stare perché è ammalato' e quindi si deve curare. Quindi questo tra qualche giorno uscirà sicuramente dal carcere perchè è ammalato e la sua condizione non è adeguata. Probabilmente a Milano gli avranno fatto una telefonata, l’avranno chiamato e gli avranno detto 'senti ci serve qualcuno da catturare oggi perché c’è Berlusconi che deve fare una dichiarazione'".
Il peso delle parole di Genchi è comunque di rilievo e lascia perplessi il silenzio col quale i media italiani hanno coperto le sue considerazioni.

Ma non basta, quello che sconvolge è il quadro nel quale secondo l’investigatore si sono svolti gli arresti. Genchi, infatti, ha spiegato: "C'era stato il 'No Berlusconi day', c'era stato Spatuzza, ne serviva uno. Ne prendono uno sotto il Palazzo di Giustizia, che andava fuggendo se no gli sparavano e l’altro lo prendono a Milano e quindi esce la dichiarazione. Oggi avete aperto i telegiornali, compreso il Tre, qual’è la notizia, la prima notizia? Il ‘No Berlusconi day’, la manifestazione di Roma, le dichiarazioni di Spatuzza, le indagini sulle dichiarazioni di Spatuzza? No, era la cattura dei due latitanti o la sceneggiata dei poliziotti che cantavano davanti alla squadra mobile. E i poliziotti che hanno fatto la cattura, che hanno fatto le indagini, si sono vergognati e se ne sono andati e mi hanno telefonato e mi hanno detto 'stanno facendo uno schifo, qua sta succedendo uno schifo', perchè hanno organizzato una messa in scena davanti alla questura, portando le persone loro, coi pullman, per organizzare la cosa, quell’apparente solidarietà alla polizia”.
Le opinioni di Genchi, per la loro gravità, debbono essere verificate. E' indubitabile, comunque, che i media abbiano dato un enorme risalto a due arresti che non sembrano davvero di particolare rilievo, perchè l’importanza dei due criminali nella gerarchia di Cosa Nostra è ancora tutta da valutare, se c’è.
Come appare chiaro che sempre i media abbiano deciso di silenziare la testimonianza di una persona che per il suo lavoro è comunque vicino agli agenti della questura di Palermo e che quindi potrebbe aver dato voce ad un malumore reale nei confronti di organi di informazione poco attenti all’osservazione dei particolari.

 

 

9 dicembre 2009
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