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Gli ultimi successi italiani contro la criminalità

Vertice al Viminale con i capi delle forze dell'ordine per illustrare gli ''ottimi risultati'' degli ultimi sei mesi

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A sei mesi dall'insediamento del governo, il ministro dell'Interno Roberto Maroni in una conferenza stampa al Viminale con accanto il sottosegretario Alfredo Mantovano, i vertici delle forze dell'ordine (il capo della Polizia Antonio Manganelli, il comandante dei Carabinieri Gianfrancesco Siazzu e quella della Guardia di Finanza Cosimo D'Arrigo) e il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, ha tirato un bilancio dell'attività di contrasto a Cosa nostra, 'Ndrangheta, Camorra e la Sacra corona unita pugliese.
"Il governo non sì perderà in trionfalismi e non avrà flessioni di alcun tipo perché c'è la determinazione assoluta di combattere senza quartiere ogni forma di criminalità", ha detto il ministro Maroni.

Le parole di Maroni sono state accompagnate dalle cifre che hanno illustrato i risultati conseguiti dalle forze dell'ordine: 918 arresti, tra i quali 73 latitanti, da maggio al 15 novembre in 49 operazioni di polizia (12 contro la mafia, 16 contro le cosche calabresi, 13 nei confronti dei clan camorristici e 8 contro la criminalità pugliese); quasi 3 miliardi di euro di beni sequestrati, tra aziende, beni immobili e terreni.
E proprio l'aggressione ai patrimoni mafiosi rappresenta, ha detto il capo della Polizia Antonio Manganelli, la carta vincente. "Togliere alla mafia i propri beni significa togliere loro il frutto del loro lavoro e mettere in una condizione di fragilità chi invece è stato sempre visto come invincibile". Ma l'"impennata positiva" nei risultati ottenuti, aggiunge, è anche il frutto e la conferma della collaborazione tra le forze di polizia. Manganelli ha ricordato alcune operazioni concluse con successo: gli arresti di Giuseppe Coluccio a Toronto e di Patrizio Bosti a Girona (entrambi inseriti nella lista dei trenta latitanti più pericolosi) ma anche i fermi dei killer della strage di Castelvolturno, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia.

"Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza - ha sottolineato Maroni - svolgono ogni giorno un lavoro eccezionale su tutti i territori e contro tutte le mafie». Per proseguire su questa strada, però, sono necessari ulteriori interventi legislativi ed è per questo che il ministro ha auspicato un'approvazione 'in tempi rapidi' del disegno di legge sulla sicurezza in discussione al Senato". Misure che prevedono, tra l'altro, l'obbligo di denuncia in caso di estorsione per gli imprenditori che hanno vinto appalti pubblici, pena l'esclusione dalle future gare e la revoca dello stesso appalto, la bonifica "fino in fondo" della pubblica amministrazione, punendo non solo gli eletti in odore di mafia ma anche i burocrati collusi, accelerare le procedure per il riutilizzo dei beni sequestrati e confiscati.

Italiani più sicuri rispetto a un anno fa - Gli italiani oggi si sentono più sicuri rispetto ad un anno fa. Il dato emerge da un'indagine condotta da Demos e dall'Osservatorio di Pavia e curata da Ilvo Diamanti per la Fondazione Unipolis, dal titolo 'La sicurezza in Italia: significati, immagine e realtà', realizzata su un campione nazionale rappresentativo composto da oltre duemila persone.
In particolare, stando alla ricerca, sarebbe cambiato profondamente il clima d'opinione rispetto a quanto rilevato nel 2007. Sono, infatti, le paure 'economiche' e quelle 'globali' (sofisticazioni alimentari, conflitti armati) a sostituire nell'immaginario collettivo le paure 'personali' dettate dalle minacce alla propria incolumità. Tanto che si riduce sensibilmente, evidenzia l'indagine, la percezione che la criminalità stia aumentando a livello nazionale e ancora più a livello locale.

Quanto ai media, la ricerca svolta dall'Osservatorio di Pavia evidenzia una vera e propria impennata nella quantità di notizie relative ad atti criminali verificatasi nel periodo settembre-dicembre 2007. Un trend continuato anche nel primo semestre 2008 (nella realtà si registra un, sia pur lieve, calo dei reati), mentre nel secondo semestre di quest'anno si assiste ad una notevole riduzione del numero delle notizie riguardanti fenomeni criminosi. Da segnalare la correlazione tra il mutamento del clima di opinione sulla sicurezza rilevata da Demos e l'analisi dell'Osservatorio di Pavia sullo spazio dedicato dai media alle notizie sulla criminalità. Così come non sfugge la connessione tra questi elementi e il grande ruolo che il tema della sicurezza ha giocato durante tutta la lunga campagna elettorale sfociata nel voto di metà aprile 2008.

[Informazioni tratte da Il Tempo, Reuters, Adnkronos/Ing]

22 novembre 2008
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