I prodotti alimentari Made in Italy piacciono tantissimo in Europa ma sui mercati perdono colpi

Il prodotto alimentare italiano perde colpi sui mercati. E' quanto emerge da una ricerca di Federalimentare-Ismea dal titolo ''Il Made in Italy alimentare alla prova della concorrenza'' presentato nei giorni scorsi a Roma.
Gli indicatori sono chiari: la pressione competitiva delle altre nazioni si fa avvertire in modo preoccupante al punto che il settore alimentare italiano, negli ultimi dieci anni, ha registrato una perdita di competitività mediamente del 15,4%.
E non è l'unico dato negativo. Dal 1996 ad oggi, infatti, il calo di produttività è stato del 3%. Nello stesso periodo di tempo, Francia e Germania hanno invece saputo correre a una velocità superiore a quella italiana.

Dallo studio emerge che l'alimentare italiano esporta oggi il 14% del proprio fatturato contro il 18% del fatturato esportato in media dall’industria alimentare europea ''i quattro punti di differenza - spiega Luigi Rossi di Montelera, presidente di Federalimentare - non sono pochi e nei prossimi anni la situazione competitiva potrebbe peggiorare ulteriormente''. Sebbene i dati congiunturali siano discreti, è la dimensione strutturale che preoccupa Federalimentare. Nel 2005 il settore agroalimentare, con i suoi 107 miliardi di euro di fatturato, ha mostrato una crescita del +1,9%, e un aumento della produzione del +1,7%. Riguardo all'export, invece, l'Italia perde punti rispetto al 2005, passando da un'incidenza del 5,4% nel 2003 a una del 5,2% nel 2005.

La ricerca di Federalimentare individua quali sono i veri ''competitors'' per il settore, identificando nella Spagna e nella Francia i più pericolosi concorrenti, mentre sul fronte extraeuropeo la competizione sarà agguerrita nel futuro con la Cina, per l'ortofrutta, e con l'Australia, soprattutto per le bevande alcoliche. Infine il rapporto di linea di prospettive future per la competitività dei prodotti agroalimentari italiani e lo scenario indicato è preoccupante, ''grazie al diffondersi di processi di liberalizzazione dei mercati - avverte il presidente di Federalimentare - i prezzi mondiali del 2,4% e quelli europei dell'1,6% all’anno, mentre la produttività del lavoro dell'industria alimentare sarà ridotta, se le reti agricole rimarranno stabili al 2,5% in dieci anni''.
Le previsioni di Federalimentare riguardano anche l'approvviggionamento di materie prime agricole dall'estero, che sono destinate a crescere nei prossimi anni, mentre si dovrebbe registrare una riduzione dell’avanzo commerciale dell'industria alimentare. Infine dall ricerca emerge un dato significativo sull'età media dei lavoratori dell'industria alimentare, che è di 65 anni a fronte dei 61 anni di media dei lavoratori dell'industria.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

- il Rapporto ''Il Made in Italy alimentare alla prova della concorrenza''

30 settembre 2006
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