I senza tetto di Librino. Rientrata la protesta degli abusivi davanti al Municipio di Catania

Il comune istituirà una commissione per valutare le priorità delle famiglie che cercano un alloggio popolare

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I senza casa occupano piazza Duomo
Diverse decine di persone senza casa che nei giorni scorsi avevano occupato abusivamente alcuni alloggi di edilizia cooperativa stanno manifestando in piazza Duomo a Catania, bloccando il traffico nella zona. Tre di loro sono saliti su una impalcatura allestita all'esterno della cattedrale. Sul posto sono presenti polizia e carabinieri.
Fonte: La Sicilia, 2 Dicembre 2004
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Salvatore ha 24 anni, una moglie incinta e una figlia di 6 anni, lavora in nero guadagnando 600 euro al mese e vive con i suoceri, complessivamente 11 persone, in una casa di tre vani.
Angela ha il marito malato e disoccupato, e tre figli, uno di pochi mesi e abita in ''una casa diroccata, che quando piove entra l'acqua''.
La notte scorsa hanno dormito nella Cattedrale di Catania.


Sono alcuni dei ritratti dei circa mille abusivi che da domenica a oggi hanno occupato oltre 270 alloggi di case di edilizia cooperativa nel popoloso rione Librino di Catania.
Casi di ''disperazione senza soluzione'', come si definiscono loro stessi, sottolineando che ''la situazione può diventare esplosiva da un momento all'altro''. Per questo dopo che polizia e carabinieri hanno fatto sgombrare gli appartamenti che avevano illegalmente invaso molti di loro hanno deciso di ''continuare la protesta fino a quando non ci sarà una soluzione definitiva''. Così hanno inscenato una serie di proteste in piazza Duomo davanti al Municipio e occupato la Cattedrale.
Ma in serata la protesta è rientrata dopo un incontro nella sede dell'assessorato comunale ai Servizi sociali. La soluzione trovata, ritenuta ''ponte'' dai contestatori, è quella di istituire una commissione mista che valuti le priorità delle famiglie che cercano un alloggio popolare. ''Occupare - aveva detto l'arcivescovo metropolita di Catania, Salvatore Gristina, prima della sospensione della protesta - è un termine che non mi piace. La Chiesa è sempre aperta a tutti, soprattutto a chi ha bisogno, anche se rimane un luogo di preghiera''.

Ieri la tensione, fuori dalla Cattedrale, è stata palpabile per l'intera giornata: il portone del Comune è stato chiuso e presidiato dalle forze dell'ordine, mentre vigili urbani continuano ancora a sorvegliare le altre palazzine di edilizia convenzionata in fase ultimazione nel rione Librino, una città satellite di Catania che conta circa 70 mila abitanti.
In molti hanno urlano la loro disperazione per non avere ottenuto ''una casa chiesta da anni all'Istituto autonomo case popolari e al Comune''. E davanti al municipio una giovane più esagitata che teneva in mano una bottiglia di benzina ha minacciato di darsi fuoco, ma è stata calmata dalla polizia.

Una soluzione è stata auspicata anche dal prefetto, Anna Maria Cancellieri Peluso, che ha presieduto un vertice urgente sull'emergenza case a Catania. Il presidente dell'Iacp (Istituto autonomo case popolari) di Catania, Vincenzo Gibiino, ha ribadito che ''gli alloggi saranno consegnati soltanto nel rispetto delle graduatorie'' e ha invitato gli abusivi a ''presentare una domanda ufficiale per l'assegnazione di case popolari'' che ''altrimenti non saranno concesse''.
Il sindaco di Catania, Umberto Scapagnini, ha sottolineato la ''necessità di muoversi all'interno della legalità''. ''Valuteremo comunque le emergenze e - ha aggiunto - interverremo anche se le nostre competenze dirette sono quasi nulle''.

Ma che il problema casa a Catania sia un'emergenza lo ribadisce anche il SUNIA (Sindacato Unitario azionale Inquilini e Assegnatari) che sulla questione chiede l'attivazione di un tavolo comune. Secondo il sindacato degli inquilini assegnatari nel capoluogo etneo sono ''12 mila le famiglie che sono in attesa di un alloggio'' e lancia la proposta di ''costruire 5mila alloggi da finanziare con il concorso della Regione''.

Fonte: La Sicilia

2 dicembre 2004
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