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Il governo Crocetta sulle trivelle ha già deciso

Dopo l'ok in IV Commissione al Referendum contro l'art. 38 dello Sblocca Italia, alla discussione in Aula all'Ars non si è presentato nessuno

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E’ arrivato ieri l’ok in commissione Ambiente e Territorio all’Ars sia al Ddl voto che alla proposta referendaria targata Movimento 5 stelle contro l’art.38 dello Sblocca Italia.
La proposta e il Ddl, che intendono fermare un più rapido procedimento di rilascio di autorizzazioni alle compagnie petrolifere per le ricerche di idrocarburi (on-shore e off-shore), sono state accolte favorevolmente a maggioranza dai componenti della IV.
Il voto ha però spaccato il Partito democratico. Sono tre, infatti, i deputati del Pd che ieri mattina hanno votato contro, e quindi a favore delle trivelle; sono gli onorevoli Concetta Raia, Antonio Malafarina e Giovanni Barbagallo.

"Una conquista importante per i nostri mari e per la salute della nostra amata Sicilia". Così ha commenta il voto il presidente della commissione Ambiente, il deputato 5stelle Giampiero Trizzino. Il testo, che intende abrogare l’art. 38 della legge n.164 del 11 novembre 2014, è passato poi in Aula. "Riteniamo indispensabile - ha aggiunto Trizzino - che questa Regione e gli stessi parlamentari si adoperino per scongiurare le gravi conseguenze che questo articolo potrebbe provocare al territorio, considerato che tale procedimento, tra le altre cose, rende possibile il rilascio di concessioni su ampie zone di mare per un periodo complessivo che, tra le fasi di ricerca e coltivazione, e con le eventuali proroghe, può facilmente estendersi oltre i 50 anni".

Nel pomeriggio, sull’argomento, la seduta d'Aula si è ridotta a una discussione di una ventina di minuti. Il tempo di dare spazio per i propri interventi ai deputati 5 stelle Trizzino e Cappello e ai democratici Fabrizio Ferrandelli e Filippo Panarello. Poi, il Movimento cinque stelle ha deciso di abbandonare un'Aula quasi vuota. "Un dibattito-pantomima su un argomento per il quale il governo ha già dato la sua linea. Pertanto vi lasciamo al vostro soliloquio e il M5S abbandona l'aula".
Una linea dura quella adottata dal Movimento che ieri, dopo l’ok della IV Commissione, ha dovuto registrare una nuova puntata davanti ad un'aula praticamente deserta, sulla scorta del chiaro indirizzo del governo, che ha annunciato a chiare lettere nei giorni scorsi di voler proseguire sulla strada delle trivellazioni.

"Crocetta - ha detto il deputato Francesco Cappello - parla di 8 miliardi ma evidentemente si riferisce alle concessioni già in corso non a quelle future".
Il deputato ha anche attaccato la programmazione più che rarefatta dei lavori d'aula. "Questa sarà l'unica aula della settimana - ha detto Cappello - poi se ne parlerà la settimana prossima. E nelle ultime settimane è stata pressoché la stessa cosa, a dispetto delle tantissime cose che potremmo e dovremmo fare. Praticamente mi pare di rubare lo stipendio".

Prima dell'intervento di Cappello, Trizzino aveva smantellato le teorie pro-trivelle del governo, secondo cui sarebbero derivati all'isola grandi vantaggi dal punto di vista economico. "Dati alla mano - ha detto - le trivellazioni alla Sicilia portano pochissimo. Secondo le cifre fornite dal Ministero dello sviluppo economico, il gettito delle royalties per la Sicilia nel 2014 è stato di poco più di un milione mezzo di euro, una cifra ridicola per la quale si svende il territorio".
"E' assurdo - ha continuato - che mentre si comincia altrove a parlare di blue economy, un tipo di economia capace di azzerare totalmente l'emissione di anidride carbonica, qui non è nemmeno arrivata la green economy e si continua a puntare sul vecchio modello industriale degli ultimi 100 anni".

"La discussione sulle trivelle - ha commentato a margine della seduta il vicepresidente della Regione Mariella Lo Bello - va riportata in Aula e affrontata alla presenza di tutti e 90 i deputati". Per l'assessore Lo Bello il voto della Commissione si è svolto alla presenza di un "numero esiguo" di parlamentari regionali, mentre una discussione più ampia è ancora aperta in Aula. "La commissione ha il dovere di esprimersi - dice - ma il voto di oggi si è svolto più nell'assenza della maggioranza, non è possibile considerarla proprio una vittoria della minoranza. Ecco perché bisogna tornare in Aula. L'articolo 38 in sé definisce una serie di prerogative per la Regione siciliana che non possiamo sottovalutare - ha proseguito la vice presidente della Regione - perché ci permette di decidere con il governo nazionale: non dobbiamo più soltanto dare un parere, ma la legge prevede che si decida 'in accordo' con la Regione siciliana". Lo Bello non indietreggia nella difesa del programma di trivellazioni: "Dobbiamo proteggere e sfruttare le nostre ricchezze, anche queste si chiamano idrocarburi. Anch'io vorrei vivere in un mondo di bolle di sapone, ma dobbiamo pensare anche al mantenimento e alla creazione di posti di lavoro".

"E' inutile - ha detto invece il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone - che ci giriamo attorno. Le trivellazioni sono già partite. Ed è una questione che bypassa la Regione. Semmai, dovremmo impegnarci perché, come previsto da una legge voto approvata dall'Ars, dovremmo far rispettare la norma che prevede che le imposte di produzione restino in Sicilia. Martedì i gruppi parlamentari si esprimeranno in maniera chiara e renderanno palese la propria posizione su questo tema. Possiamo fare anche le battaglie ideologiche, che però non portano assolutamente a niente".

3 dicembre 2014
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