Il Messina è in serie A

L'anno prossimo fra i big match di calcio ci sarà anche il derby siciliano Palermo-Messina

La Sicilia non sta più nella pelle. Dopo il Palermo, ecco il Messina in serie A.
Dopo trentanove anni di purgatorio. La squadra dello Stretto batte il retrocesso Como 3-0 e si aggiunge così, con i rosanero, a Cagliari e Livorno. Autorevoli i giallorossi che hanno in Arturo Di Napoli il loro profeta. L'attaccante segna una doppietta e non ha torto a mostrare al pubblico in delirio la scritta impressa sulla maglia "LiberA l'urlo". A completare l'opera ci pensa Parisi ed è festa.
Promozione aritmetica, perché se anche dovesse essere raggiunto dalla Fiorentina nell'ultima giornata, il Messina sarebbe comunque in vantaggio negli scontri diretti (3-0 all'andata 0-2 al ritorno). Festa virtuale, ma è questione di inezie, per l'Atalanta, la quinta promossa, che vince di forza 3-0 a Treviso, grazie ai gol di Saudati, Montolivo e Pazzini, mentre per la Fiorentina lo spareggio con il Perugia è servito dopo la vittoria per 1-0 sul Torino, ottenuto con un rigore trasformato da Graffiedi.

Nel festival delle altre tre neopromosse si diverte soprattutto il Cagliari che vince 3-2 ad Avellino, per i campani due volte Capparella, per i sardi Esposito e doppietta di Suazo. Livorno e Cagliari si accontentano invece dell'1-1: gol di Toni (29 gol e capocannoniere) e Lucarelli (27). La Ternana rifila un netto 5-2 al Venezia (tripletta di Zampagna e doppietta di Adeshina), mentre Triestina-Catania non va oltre lo 0-0. Pari anche a Marassi, 2-2 fra Genoa e Napoli, e all'Arechi, 0-0 fra Salernitana e Vicenza, mentre Albinoleffe e Ascoli danno vita a un 3-3 spettacolare.
Quindi le zone basse della classifica dove c'è il terzo verdetto: il Pescara è in C1, cui erano già condannate Como e Avellino. Gli abruzzesi perdono 4-3 a Verona. Vittoria fondamentale per i veneti, come per il Bari, che batte sul filo di lana il Piacenza 2-1, inguaiando il Venezia. L'ultima retrocessa verrà fuori dal duello tra Bari e Verona, entrambe a quota 50 punti, e Venezia a quota 48. Quart'ultima e quint'ultima spareggeranno per nominare la quarta condannata.

Fonte: Gazzetta.it


Messina, progetti per la A

di Francesco Triolo
La festa è durata tutta la notte. La Serie A è una certezza e non più un traguardo da raggiungere. Adesso, invece, è il momento per porre le basi per il lavoro di programmazione necessario per affrontare il prossimo campionato. Un lavoro che le altre squadre di serie A hanno già cominciato e che il Messina dovrà affrontare in queste settimane.
Il presidente Pietro Franza deve innanzitutto decidere la sua squadra dirigenziale: l'attuale diesse Angelo Fabiani sembra ormai diretto verso la scrivania del Torino. A Messina dovrebbe arrivare, a meno di clamorosi dietrofront, l'ex direttore di Napoli e Palermo, Giorgio Perinetti che già ha lavorato con Mutti a Palermo.
A proposito di Mutti. Il tecnico si è detto stimolato nel poter affrontare un campionato di serie A col Messina: "Non ne abbiamo ancora parlato – ha affermato Mutti – ma continuare a lavorare con questi giocatori e in questa realtà sarebbe davvero bello". Il tecnico bergamasco, a cui va grande merito per la promozione, nell'ultimo mese è stato più volte confermato dal presidente Franza.

Ieri (sabato 5 giugno), al Celeste, era presente in tribuna il direttore generale della Juventus Luciano Moggi, a testimonianza del legame che esiste tra la società bianconera e il Messina. Una collaborazione destinata a continuare. Alla Juve può interessare il terzino goleador giallorosso Alessandro Parisi, mentre si dovranno discutere le comproprietà di Lavecchia, Aronica e Gentile. Dalla Juventus i giallorossi potrebbero ottenere in prestito un paio di giovani talenti della "primavera": Chiumento è in cima alla lista.

Ma in riva allo Stretto hanno intenzione di arrivare anche a qualche pezzo da novanta. Interessano Fresi (già trattato a gennaio), Zalayeta e Baiocco, nell'ultima stagione a Reggio Calabria. Ma i giallorossi hanno anche la possibilità di arrivare a Matteo Brighi. Mutti gradirebbe anche Brienza e Di Donato, due giocatori con cui ha lavorato a Palermo e che vorrebbe di nuovo a disposizione.

Fonte: La Sicilia del 6 giugno

7 giugno 2004
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