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Il pacchetto "Cresci Italia"

Mario Monti nella conferenza stampa di fine anno ha illustrato la fase 2 "mai separata dalla fase 1"

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Il premier Mario Monti nella conferenza stampa di fine anno ha illustrato l'agenda dell'esecutivo, al lavoro sulle misure da adottare per favorire la crescita. Provvedimenti su cui Monti si è confrontato ieri con i membri del suo governo in quasi tre ore di Consiglio dei ministri. "Entro gennaio si punta su liberalizzazioni e lavoro, bisogna fare presto". Sullo sfondo, l'incontro con le parti sociali del 9 gennaio, per una riforma del lavoro che partirebbe dagli ammortizzatori sociali ma mirerebbe ad abbattere la barriera tra lavoratori garantiti e precariato. "Giusto aprire un negoziato, ma che sia breve. L'Europa ci aspetta il 23 gennaio". Il premier ha annuncia anche la visita a Tripoli il prossimo 21 gennaio.

"Non avrei obiezioni che il pacchetto di oggi venisse chiamato 'Cresci Italia'". Lo ha detto il premier Monti in conferenza stampa a proposito delle misure del governo per la crescita.
La riforma del catasto per ammodernare meccanismi e porre fine abusi - La riforma del catasto è stata avviata e richiederà del tempo. L'obiettivo è quello di ammodernare i meccanismi "per conoscere la realtà e introdurre una maggiore aderenza tra fisco e realtà effettiva". La riforma del catasto consentirà, ha aggiunto, di "porre fine ad abusi, anche involontari".
Riforme anche nel prossimo anno - "Il mio augurio al Parlamento e a tutti gli esponenti che sono nei partiti che sostengono il governo e a quelli che sono critici è di lavorare bene nel prossimo anno e di trovare vie d'uscite positive per il Paese per quanto riguarda certe riforme istituzionali che sarebbero complementari al lavoro più modesto che cerchiamo di fare noi".
I pregiudizi sbagliati sull'Italia - "Siamo tutti impegnati nel modificare i pregiudizi sbagliati che l'Europa e il mondo hanno sull'Italia, dobbiamo convincerli che lo sono". Lo ha detto il presidente del Consiglio spiegando che "non c'è tempo" per dar corso a tutte le smentite che sarebbero necessarie, pur rispettando "le critiche di chi ci osserva dal Parlamento o altrove". Monti ha anche citato, per introdurre questo ragionamento, un articolo del 'Washington Post' in cui si diceva che dalle misure che l'Italia saprà prendere o meno "dipende l'economia mondiale".
Una riforma per favorire l'impiego per i giovani - La riforma degli istituti del mercato del lavoro sarà volta "a favorire il lavoro non precario per i giovani". Molte le iniziative, ha aggiunto Monti, sul fronte dello sviluppo economico, infrastrutture, ricerca e capitale umano, e coesione territoriale.
Richiesto a ciascuno qualche arretramento - "A ciascuno viene richiesto qualche arretramento, qualche apertura, qualche sacrificio" ha detto il presidente Monti in merito alle liberalizzazioni.

Strumenti per lotta all'evasione mai avuti prima - Con le misure contenute nel decreto legge 'Salva Italia' sono stati messi a disposizione strumenti contro la lotta all'evasione che gli uomini incaricati a contrastare questo fenomeno "mai avevano avuto a disposizione". Questa una delle affermazione di  Monti nella conferenza stampa di fine anno. Nel decreto, ha sottolineato il premier, ci sono misure per "l'azione di antievasione attraverso il controllo di tutti i movimenti bancari e all'uso del contante, che avrà anche un forte impatto alla lotta alla criminalità". Le forze delle Agenzie, gli "uomini di valore che sono incaricati quotidianamente di lottare contro l'evasione, ci hanno dato attestato del fatto che abbiamo messo a disposizione strumento per il contrasto dell'evasione che mai avevano avuto a disposizione". "E cosa c'è di più strutturale in una manovra finanziaria, che il conferimento di poteri per fare la lotta evasione?", chiede Monti. "All'estero, erroneamente credo, l'Italia è considerato il paese nel quale la tara strutturale più grave è considerata l'evasione fiscale".
Nessuna misura specifica da annunciare oggi, ma tempi per nuovi interventi piuttosto veloci - "Nei prossimi mesi vogliamo favorire la crescita e il recupero di credibilità. Ma oggi non ho nessuna specifica misura da annunciare, ci stiamo lavorando". Quanto ai tempi, saranno "tempi piuttosto veloci". "Non ci è dato di lavorare con calma, sappiamo che l'Europa ci attende con ulteriori provvedimenti adottati e altri calendarizzati all'eurogruppo del 23 gennaio poi al Consiglio europeo del 30 gennaio", ha detto il presidente del Consiglio.
Aste titoli andate bene ma turbolenze finanziarie non finite - "Le aste di oggi come sapete sono andate bene" ma "non considero assolutamente terminate le turbolenze finanziarie".
Lo spread non va divinizzato né demonizzato - "Guardo anch'io l'andamento dello spread" nel corso della giornata ma "senza 'divinizzarlo' quando scende e 'demonizzarlo' quando sale". Con queste parole il premier affronta l'argomento dello spread in conferenza stampa di fine anno. Il 9 novembre lo spread toccò una "guglia" di 558 punti e "mi ricordo quella giornata perché ero a Berlino dove ricevetti la telefonata del Capo dello Stato che mi annunciava una nomina". Ma l'andamento dello spread è contrassegnato da "una fase decrescente anche senza acquisti della Bce". "Credo - ha sottolineato - che dobbiamo sentirci più sollevati".
Crescita con poco denaro pubblico ma con equità - "La politica di crescita che proporremo al Paese nelle prossime settimane non fa molto uso di denaro pubblico, ma fa molto uso di equità come leva", ha spiegato il premier. "Sentiamo l'esigenza del consolidamento anche nella fase che si apre", ha detto. "Siamo convinti che l'operazione volta a liberare energie, attraverso liberalizzazioni e concorrenza, a stimolare il capitale umano attraverso università e ricerca e la riforma del mercato del lavoro hanno finalità di crescita ma anche finalità di forte equità".

Nessuno pensi che occorre un'altra manovra - "Nessuno pensi né che occorre un'altra manovra, nel senso classico della restrizione, né che siccome è stata fatta una manovra, e robusta, adesso la fase della crescita significhi larghezza finanziaria. La fase della crescita - sottolinea il premier - è in sintonia con l'esigenza di continuare il consolidamento dei conti pubblici".
Con il dl 'Salva Italia' abbiamo messo in sicurezza i conti pubblici - "Con il decreto 'decreto Salva Italia' abbiamo messo in sicurezza i conti pubblici". Il consolidamento dei conti pubblici, ha sottolineato, "era un'assoluta priorità".
La "fase uno" non è stata mai separata dalla  "fase due" - "Non c'è mai stata ai miei occhi una fase 1 separata da una fase 2 perché il decreto legge del 6 dicembre convertito ora in legge ha recato come obiettivi quelli di crescita, equità e consolidamento dei conti pubblici" ha detto Mario Monti specificando che quelli indicati costituiscono "lo stesso terzetto di obiettivi" dei provvedimenti dell'esecutivo mirati alla crescita.
Il dovere di attuare gli impegni presi con l'Ue - "Stiamo dando attuazione a impegni che l'Italia aveva già preso e che non vogliamo né pensiamo di discutere nel merito", ha detto  Monti, facendo riferimento agli impegni con l'Europa sottoscritti in estate, come il pareggio di bilancio nel 2013 o il vincolo di ridurre di 5 punti all'anno le eccedenze nel rapporto debito/Pil. "Sarebbe stato rovinoso per l'Italia non passare a una fase di rigorosa e tempestiva attuazione di queli impegni, era un atto dovuto. Ma l'atto voluto del mio governo comincia oggi", ha sottolineato il presidente del Consiglio.
Il problema dei mercati è europeo. Serve una risposta solidale - Il problema dei mercati "è prima di tutto un problema di carattere europeo, cui deve essere data una risposta comune, solidale e convinta. Ma questa risposta - ha sottolineato il presidente del Consiglio - non poteva essere ricercata senza che l'Italia avesse messo in sicurezza i propri conti pubblici e questo lo abbiamo fatto con il decreto 'Salva Italia'".
La candidatura al Quirinale - "Non mi risulta che esistano candidature al Quirinale e non penso minimamente ad una mia candidatura al Quirinale". Il premier ha smentito in questo modo le voci che parlano di una sua possibile successione a Giorgio Napolitano.
Monti non rimarrà in politica - "Ringrazierei e declinerei l'invito" a restare in politica, afferma il premier. Il presidente del Consiglio sottolinea invece il suo impegno a "svolgere bene il compito limitato nel tempo, che ci è stato assegnato".

Il 'core business' dell'esecutivo Monti - "Penso nella mente dei ministri non ci sia posto per lavorare su altro rispetto al nostro core business", ossia nella missione specifica dell'esecutivo. Lo ha detto il premier rispondendo ad una domanda se pensi che ci sia la possibilità di una candidatura alle elezioni di alcuni componenti dell'esecutivo. "Lederei qualche principio costituzionale se impedissi loro di parlare a titolo personale, ma se invece nel dibattito pubblico le loro prese di posizione potessero apparire tali da pregiudicare la finalità comune che è quella di servire il Paese, allora esprimerei le mie perplessità". Ma "non vedo questo rischio" e quanto all'intenzione di scendere in campo come candidati, "non percepisco questa intenzione" ha aggiunto Monti.
I possibili effetti recessivi della manovra - La manovra 'Salva Italia' potrà avere "effetti recessivi" ma "non fare la manovra avrebbe comportato rischi di una esplosione recessiva o recessione esplosiva" ha sottolineato il premier.
Monti a Tripoli il 21 gennaio - "E' in preparazione una visita a Tripoli che farò con alcuni ministri il 21 gennaio". Lo ha annunciato il premier. Con la Libia, ha ribadito il premier, che nei giorni scorsi aveva ricevuto a Roma il presidente del Cnt Mustafa Jalil, "vogliamo riattivare il Trattato di amicizia con un'ampia serie di contenuti sui quali abbiamo tenuto una riunione interministeriale nei giorni scorsi, che ha coinvolto tutte le competenze, che sono tante e rilevanti". Monti non è però voluto entrare nel dettaglio delle discussioni che avrà il mese prossimo a Tripoli, in particolare sull'immigrazione. "Preferisco non anticipare nessuna risposta particolare - ha detto - sarò in grado di darle il 21 gennaio, a conclusione della visita".
Preoccupazione sul nucleare iraniano - "Forte preoccupazione che l'avanzamento del programma nucleare iraniano stia per raggiungere un punto di non ritorno". E' questo il sentimento emerso ad una riunione sull'Iran che si è tenuta il 20 dicembre scorso alla Farnesina "a livello di alti funzionari dei cosidetti Paesi like-minded", a cui era presente anche l'Ue, secondo quanto riferito dal premier. Contro il programma nucleare iraniano è "urgente" rafforzare le sanzioni, decidendo anche un embargo petrolifero. "Tutti si sono detti in favore di un urgente rafforzamento degli strumenti di pressione sull'Iran - ha affermato il premier - a cominciare dalla riduzione degli introiti iraniani provenienti dalle esportazioni di greggio". "Tale posizione - ha sottolineato Monti - è condivisa dall'Italia che importa il 13% di greggio" dall'Iran, "con la sola limitazione che l'embargo non riguardi le importazioni che non apportano nuove risorse al programma nucleare".
Berlusconi ha ragione: serve ottimismo - "C'è una frase del mio predecessore che condivido moltissimo". Sull'ottimismo Mario Monti si ritrova vicino a Silvio Berlusconi. Il presidente del Consiglio ha citato la precedente conferenza di fine anno, quelle tenuta da Berlusconi premier: "La guardai come se si trattasse di una cosa lontana e remota, ma interessante". Monti ha spiegato di condividere le conclusioni che fece allora il Cavaliere "in toni che sono i miei e non i suoi, quindi meno comunicativamente trasmettitori di entusiasmo". Berlusconi disse, ha proseguito Monti, "'serve un bagno di ottimismo, nella crisi il fattore psicologico è importantissimo, per questo invito i giornali a non dare solo notizie negative'. Io mi astengo da qualunque invito ai giornali, ma sono sicuro che lo sforzo che stiamo facendo è una cosa che può giustificare moderato ottimismo".

Il 'genero ideale' - "Non so se era un complimento, ma io l'ho preso come tale quando mi hanno definito come il più tedesco fra gli economisti italiani". Lo ha detto il premier. Monti ha citato "il bel complimento" della 'Sueddeutsche Zeitung', ossia che "il nuovo premier italiano è il genero ideale: parla poco, si veste in modo serio e banale, non è rumoroso". "Credo - ha sottolineato Monti - che per i tedeschi il più è fatto".
Nessuna legge elettorale in particolare - "Non caldeggio nessuna particolare riforma istituzionale". Lo ha spiegato Monti a proposito delle varie ipotesi di riforma elettorale. "Sono tifoso come cittadino del fatto che i partiti operino, e so che si accingono a farlo, per sciogliere nel dialogo tra loro questi fondamentali nodi e snodi - ha aggiunto Monti -. Contribuirebbe molto a fare avanzare l'Italia, a creare ulteriore profondità di dialogo tra i partiti, e credo anche un clima che favorirebbe il lavoro del nostro governo e anche il clima complessivo".
Non ci saranno tensioni sociali - "Sono sicuro che il paese ci capisce e che non ci saranno grosse tensioni sociali". E' la convinzione espressa dal premier.
Salvaguradare i lavoratori in mobilità - Il governo è impegnato a risolvere "situazioni di criticità" come quelle di lavoratori, che per effetto della riforma pensionistica, si sarebbero trovati senza lavoro e senza pensione. E' l'impegno assicurato dal premier. "Il Governo, in relazione agli effetti riforma pensionistica, ha adottato misure intese a salvaguardare la situazione di chi si sarebbe trovato senza lavoro o addirittura senza pensione, come nel caso dei lavoratori posti in mobilità. Oltre a questi casi, stiamo procedendo per fare un esame accurato di altri casi che potrebbero trovarsi in situazione di criticità. C'è il massimo impegno a risolvere queste situazione".
Ogni vertice serve a portare l'Italia fuori dal tunnel - "Tutti questi vertici sono fatti per portare l'Italia fuori dal tunnel". Con ironia, Monti ha liquidato la questione dei vertici con i leader dei partiti e, in particolare, del vertice del tunnel tra Alfano, Bersani e Casini. "A meno che siano stati vertici tra i partiti senza presidente del Consiglio, non posso eslcuderlo - ha detto il premier rispondendo a una domanda sul tunnel -. Ma io non ho presente i percorsi che hanno condotto le persone con cui interlocuivo al luogo in cui è avvenuta l'interlocuzione". Comunque, ha aggiunto Monti rivolgendosi alla stampa, "c'è sempre qualcosa di profondo nelle vostre domande".
Sull'orlo del burrone e gli avvoltoi che ci aspettavano - "Eravamo arrivati sull'orlo del burrone, senza parapetto e con delle forze che ci spingevano alle spalle". Così il premier descrive la situazione dell'Italia prima dell'intervento del nuovo esecutivo. Ad attendere il paese, in fondo al burrone, "c'erano tanti avvoltoi, ma non siamo caduti, non ci mangiano". "Abbiamo puntato con forza i piedi, per non cadere. Credo che ci siamo riusciti", dice Monti. Adesso occorre "fare uno sforzo per essere in forma e allontanarci da quell'orlo. Abbiamo degli straordinari punti di forza", sottolinea il premier.
Lontani dalla Grecia - "Non siamo molto vicini alla Grecia, andavamo in direzione sudest, ma abbiamo frenato in quella direzione". E' quanto ha detto il premier a proposito dei paragoni tra la situazione a Roma e quella ad Atene. "Abbiamo ingaggiato poderosi dei che dall'Egeo hanno emesso venti in direzione nordovest, il nordovest rispetto alla Grecia va in direzione di Bruxelles - ha sottolineato il presidente del Consiglio nella conferenza stampa di fine anno - e l'Italia, attraverso le nostre misure, si è allontanata dalla Grecia".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign]

 

 

29 dicembre 2011
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