Il patrimono culturale mediterraneo al centro della Conferenza Ue di Palermo

Ricerca, formazione, conoscenza, patrimonio culturale e sviluppo

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Più investimenti per valorizzare il patrimonio culturale e maggiore ruolo alle regioni del bacino nella programmazione finanziaria. Questi i punti salienti che verrano discussi, oggi e domani, durante la Conferenza  sul «Patrimonio culturale e partenariato interregionale nel Mediterraneo» che si svolgerà a Palazzo dei Normanni, a Palermo. Inserito nell'ambito delle attività del semestre di presidenza italiano dell' Unione europea, il convegno è organizzato dalla Regione siciliana con il sostegno del ministero degli Affari esteri, attraverso il centro regionale per la progettazione e il restauro, organi dell' assessorato regionale ai Beni culturali. Sono previsti quattro work shop cui parteciperanno oltre cento rappresentanti di trenta paesi (15 dell' Ue, 10 della costa sud del Mediterraneo, 5 dell'area balcanica) per la stesura della Dichiarazione di Palermo che sarà presentata alla seconda Conferenza internazionale delle regioni prevista nel capoluogo siciliano il 27 e il 28 novembre.

I temi da affrontare riguardano la  ricerca, lo sviluppo delle risorse umane, la  formazione, la conoscenza, il patrimonio culturale e lo sviluppo. Quest'ultimo e il  tema dominante della conferenza. Infatti l'area mediterranea è caratterizzata da un patrimonio storico, culturale e ambientale di particolare rilevanza. Esso rappresenta un potenziale elemento unificante di comprensione reciproca e di efficacia nei rapporti di partenariato. Quindi è necessario ristabilire questa comune identità culturale per promuovere uno sviluppo incentrato sulla progettazione condivisa ed sul confronto scientifico riguardante il settore dei beni culturali.

Le politiche e gli strumenti finanziari di cui dispone l'Unione europea appaiono limitati rispetto alle sfide ed ai problemi da affrontare. Esiste pertanto, la necessità di proporre soluzioni innovative all'altezza dell'importanza geo-politica della regione mediterranea. A tal fine, la Conferenza vuole attirare l'attenzione delle Istituzioni Europee sulla necessità di rafforzare la dimensione "Beni Culturali" negli strumenti finanziari UE presenti e futuri, facendo riferimento alle pratiche di conservazione e manutenzione programmata dei Beni che sarà presentata alla seconda Conferenza internazionale delle regioni prevista nel capoluogo siciliano il 27 e il 28 novembre.

L' evento «è unico nel suo genere» perché i programmi finanziati dalla Ue sul tema patrimonio culturale sono pochi e non diretti alle regioni. Si cita l'esempio del programma MEDA ( lo strumento finanziario del Partenariato Euromediterraneo), con esperienze limitate a Euromed Cultural Heritage I e II per un ammontare di 47 milioni di euro rispetto da una dotazione finanziaria 5.300 milioni per il periodo 2000-2006. E' stato, inoltre, sottolineato che il patrimonio culturale è proposto come terreno comune di dialogo mediterraneo tra regioni e non come una rigida conservazione museale. Questa prospettiva è quindi finalizzata all'apertura di una prospettiva di carattere geo-politico nuova e «strategicamente interessante».

14 novembre 2003
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