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Il "paziente zero" affetto da Ebola è in convalescenza

Il medico catanese di Emergency è finalmente in buone condizioni. Probabilmente potrà passare il capodanno in famiglia

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Le condizioni cliniche del medico catanese di Emergency colpito da Ebola sono "buone". Il paziente ha iniziato il periodo di convalescenza in regime di isolamento ospedaliero. Lo hanno reso noto ieri i medici dell'Istituto Spallanzani, che lo hanno in cura, annunciando che il prossimo bollettino medico è previsto per lunedì 29 dicembre.
Il medico si trovava in Sierra Leone, insieme ad altri colleghi di Emergency, per assistere i malati di Ebola dal 18 ottobre, quando è stato contagiato.

Il comunicato dice quindi che il medico è in effetti guarito, già nei giorni scorsi i bollettini medici avevano segnalato condizioni in netto miglioramento, tanto che il paziente si è alzato dal letto e ha cominciato a deambulare autonomamente già da qualche giorno. Non si parla più di terapie e farmaci, ma di convalescenza, il termine che indica il periodo dedicato al pieno recupero delle forze dopo la guarigione da una malattia.

Il proseguimento della convalescenza in regime d’isolamento ospedaliero è probabilmente una misura prudenziale che ha, sia lo scopo di monitorarlo e assisterlo finché ce ne sia bisogno e sia possibile (è pur sempre il primo paziente con Ebola trattato nel nostro paese), che quello di far trascorrere abbastanza tempo da poter escludere categoricamente, e di conseguenza rassicurare la popolazione, che le sue dimissioni siano prive di rischi per la salute pubblica. Anche se è noto che il virus sia contagioso solo durante la fase conclamata della malattia, l’isteria scatenata dal suo arrivo in Italia e qualche strumentalizzazione da parte della politica, consigliano di procedere con i piedi di piombo.
Sembra quindi che la malattia sia stata sconfitta dopo alcuni giorni nei quali il paziente ha sofferto parecchio, anche a causa delle reazioni ai trattamenti ai quali è stato sottoposto, tutti più o meno sperimentali visto il carattere di novità e la pericolosità dell’epidemia. Se tutto procede come prevedibile, probabilmente il medico di Emergency potrà festeggiare il nuovo anno in famiglia.

La prima a congratularsi per la notizia è stata la presidente dell'Ong Cecilia Strada, che su Twitter ha scritto "e finalmente, del collega allo Spallanzani, possiamo dire che è convalescente: quanto sollievo in una sola parola".
L'esempio del medico siciliano, che aveva lasciato momentaneamente il suo posto da infettivologo per andare in Sierra Leone, potrebbe finalmente essere seguito da molti più medici e infermieri italiani, come chiesto dal fondatore di Emergency Gino Strada. Con la legge di Stabilità in dirittura d'arrivo dovrebbe essere approvato un emendamento che velocizza le procedure per l'aspettativa dei medici.

La necessità di ulteriori aiuti nei tre Paesi colpiti è sottolineata dai numeri dell'Oms, che certificano come siano ormai più di 7mila i morti per la malattia in Africa occidentale. Tra i responsabili del dilagare del virus, afferma uno studio dei ricercatori dell'università di Cambridge, deve essere annoverato anche il Fondo Monetario Internazionale, le cui politiche avrebbero indebolito i sistemi sanitari dell'Africa occidentale rendendoli incapaci di gestire un'emergenza come quella che poi si è puntualmente verificata.
Secondo la ricerca, che ha analizzato tutte le politiche del Fondo, nell'area a partire dagli anni '90, sono tre i problemi principali sollevati dalle politiche. "In primo luogo l'Fmi ha richiesto politiche che hanno ridotto la spesa pubblica, assorbendo fondi che potevano essere diretti ad affrontare i problemi della sanità - scrivono i ricercatori -. In secondo luogo il tetto imposto alle spese sanitarie ha impedito di assumere e pagare adeguatamente medici e infermiere negli anni passati, con le cifre del personale sanitario che sono crollate. Infine la spinta del Fondo a un sistema decentralizzato, anche se con l'intenzione di favorire le comunità locali, nei fatti ha impedito una risposta coordinata all'epidemia".

23 dicembre 2014
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