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Il traghetto della ''paura''

Notte di terrore per i 472 passeggeri della nave ''Vincenzo Florio'' che da Palermo avrebbe dovuto raggiungere Napoli

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Nel viaggio della nave ''Vincenzo Florio'' della Tirrenia, che salpata da Palermo avrebbe dovuto raggiungere Napoli, gli elementi dell'immaginario cinematografico dei film catastrofici ci sono stati tutti: notte di tempesta, mare forza otto, motori spenti per un black out per circa quattro ore, un incendio nel garage.
Mancavano però le cineprese. L'incubo è stato reale per i 472 passeggeri.
Il traghetto è ora nel porto siciliano, inclinato sul lato sinistro di circa 12 gradi. Adesso a si tenta di capire cosa sia successo.

La nave era partita da Palermo nella serata di sabato, alle 20,45. A 25 miglia dalla Sicilia, la ''Florio'' ha subito una interruzione di energia elettrica, probabilmente dovuta al maltempo. Si è tentato di rimettere in funzione i motori, ma per quattro ore non c'è stato nulla da fare. E' entrato in funzione il sistema d' emergenza per non rimanere completamente al buio. La nave ferma in balia del mare forza 8 ha subito strapazzi e rollii, questi, molto probabilmente, la causa dell'incendio scoppiato nel garage causato dallo scontro tra due camion. Insomma, due episodi tra loro non collegati ma che hanno composto un incubo unitario.
Il comandante Pasquale Lubrano, direttore della flotta del gruppo Tirrenia, nel pomeriggio di ieri, ad incubo finito, ha convocato i giornalisti per annunciare che: ''La Tirrenia ha aperto un'inchiesta''. Si aggiunge a quella avviata dalla capitaneria di porto.
Lubrano ha raccontato che la nave è partita alle 20,45 da Palermo, poi ''A causa del cattivo tempo la nave ha subito degli strapazzi continui con momenti di rollio e di beccheggio molto ampi''. Ed è proprio a causa di questi sbandamenti che i due mezzi nella stiva sono entrati in collisione provocando la scintilla che ha innescato l'incendio.
''Per fronteggiare questa altra emergenza - dice - il personale ha ritardato a rimettere in funzione i motori principali. Fatto che è avvenuto alle 4,30 dopo avere domato l'incendio''.
Lubrano ha inoltre precisato che il traghetto è entrato nel porto ''con i mezzi propri''. In funzione vi erano però soltanto due dei quattro motori in dotazione.

Tanta la paura nei racconti dei passeggeri, che fortunatamente non hanno subito danni ma solo uno shock che Tirrenia ''Vincenzo Florio''ricorderanno sicuramente per il resto della loro vita.
''A luci spente in balia delle onde. C' era gente che urlava, bambini che piangevano, madri che pregavano. Sono state quattro ore di inferno, perché non sapevamo che fine avremmo fatto''. Salvatore, 37 anni, autista di un tir che trasporta pesce, ricorda così i momenti di panico vissuti la notte scorsa a bordo del traghetto Palermo-Napoli. ''Prima ci hanno fatti salire nel salone del bar - ricorda Salvatore - nella parte alta della nave. Poi anche lì abbiamo cominciato a sentire la puzza di fumo che arrivava dal garage''. I passeggeri sono stati allora invitati a indossare i giubbotti di salvataggio. ''Abbiamo pensato che avremmo dovuto abbandonare la nave sulle scialuppe - continua Salvatore - ma poi per fortuna i motori della nave si sono rimessi in moto e lentamente siamo tornati a Palermo''.

"Siamo stati baciati dalla fortuna perché sembrava di essere sul Titanic, piegati su un fianco, con la paura di affondare da un momento all'altro". "Dopo circa due ore di navigazione - dice Gino Alberti, un cantante napoletano che stava facendo ritorno a casa - ci siamo bloccati in mezzo al mare. La corrente elettrica è andata via, tutta la nave era al buio e sentivamo dai megafoni la voce del comandante che diceva che qualcuno ci sarebbe venuti a salvare. Invece non è arrivato nessuno". ''Mentre eravamo in alto mare - aggiunge Gino Alberti - abbiamo incominciato a sentire una puzza di bruciato, e l'aria era irrespirabile. Abbiamo avuto molta paura e posso dire che un cero a San Gennaro adesso lo vado ad accendere''.

"E' stato terrificante. E' difficile da spiegare", racconta Arcangelo, uno dei primi ad essere sbarcato della nave- traghetto Florio. "Intorno alle 23 - ha spiegato ai cronisti - i motori si sono fermati all'improvviso. C'è stato il panico. Vedevo gli oggetti che volavano, i tavoli, le sedie. Gente che sbatteva dappertutto. Il panico è durato fino alle 4".

''Ho temuto per i miei figli - racconta con un filo di voce Maria, 35 anni - li tenevo stretti a me e li rassicuravo. Pregavo a bassa voce...''.

Sbarco dei passeggeriPrima delle 8 di ieri mattina, la "Florio" è entrata in porto. Difficili le operazioni per sbarcare i passeggeri. Prima che mettessero una passerella, tutte le persone, eccetto l'equipaggio e gli ufficiali, sono state fatte scendere grazie all'intervento di tre scale dei vigili del fuoco. Lo sbarco dei 472 passeggeri è stato completato, dopo circa quattro ore. I primi a guadagnare terra sono due anziani, poi una mamma con un bimbo di pochi mesi in braccio.

Sul piazzale del porto, oltre alle autoambulanze e le famiglie dei passeggeri, anche alcuni imprenditori preoccupati per i loro carichi che potrebbe essere stati completamente danneggiati. Si chiedono: ''Chi ci ripagherà adesso?''. Nel garage a causa del fumo sono morti anche due cavalli da corsa. ''E' incredibile che nessuno abbia pensato a questi animali'', afferma Gianluca Felicetti Responsabile Trasporti della Lav, Lega antivivisezione.
''Occorre prestare maggiore attenzione alle norme che regolano la sicurezza dei passeggeri e dei marittimi imbarcati, e non solo quando avviene un incidente'', aggiunge il segretario nazionale della Ugl Mare, Dino Russo.

Entrato in servizio nel 1999, il traghetto della Tirrenia 'Vincenzo Florio' - in grado di trasportare 1.800 passeggeri e 680 auto a una velocità di crociera di 23 nodi - ha subito in passato due incidenti senza gravi conseguenze.
Il traghetto già dai prossimi giorni potrà riprendere la navigazione.

20 dicembre 2004
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