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In aula contro il pizzo

Per la prima volta 14 vittime del racket parte civile in un processo ai clan

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Ieri a Palermo, per la prima volta, 14 commercianti e imprenditori vittime del racket delle estorsioni si sono presentati come parte civile in un processo ai clan.
Quella che è avvenuto ieri davanti al Gup Vittorio Anania, che celebra l'udienza preliminare a carico di 76 tra boss, estorsori e favoreggiatori, è la più grossa costituzione di parte civile di vittime del pizzo mai avvenuta.
Oltre alle vittime hanno chiesto di partecipare al processo Confindustria Sicilia, Confcommercio e Confesercenti, il Comune e la Provincia di Palermo, SOS Impresa, la Cgil, il Centro Pio La Torre, la Lega delle Cooperative, le associazioni antiracket Fai e Addiopizzo e per la prima volta l'ufficio del Commissario nazionale antiracket. In aula, in rappresentanza del Governo anche il sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano.

Davanti al Gup 48 tra estorsori e uomini d'onore della cosca palermitana di San Lorenzo, tra i quali i capimafia Salvatore, Sandro e Calogero Lo Piccolo, e 28 commercianti che, negando di avere subito richieste estorsive, avrebbero favorito la mafia 
L'udienza preliminare di questo maxi processo, denominato 'Addiopizzo', si è tenuta a porte chiuse presso l'aula bunker del carcere dell'Ucciardone. Collegato in videoconferenza dal carcere Opera di Milano c'era, fra gli altri, il boss Salvatore Lo Piccolo.

Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha dichiarato: "Oggi è una giornata storica perché mai é stata così forte la partecipazione di persone lese. Le vittime oggi non sono sole perché oltre ad essere assistite dalle associazioni antiracket possono contare sull'appoggio delle forze dio polizia e delle autorita' istituzionali centrali e del territorio". Mantovano, inoltre, ha ricordato che "il Parlamento, su impulso del governo, sta lavorando per adeguare sempre di più la legislazione alle esigenze del momento. In sede di conversione del decreto legge sulla sicurezza saranno introdotti sostegni seri al fondo per le vittime della mafia, che aveva qualche sofferenza per le richieste sempre più consistenti. Saranno - conclude - anche introdotte misure per impedire l'accesso ai vari fondi di soggetti che hanno qualche forma di collusione con contesti mafiosi".
Era presente anche Giosuè Marino, commissario straordinario per il Coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, che ha ricordato che "quanto si è verificato finora è positivo, ma il fenomeno non è sconfitto".

Il Gup conunicherà, nella prossima udienza - fissata per il 29 ottobre -, l'ammissione delle parti civile.

[Informazioni tratte da La Siciliaweb.it, ASCA]

25 ottobre 2008
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