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In Sicilia, dal 2000 a oggi, Telefono Azzurro ha aiutato più di duemila bambini

A Palermo entro marzo dell'anno prossimo nascerà il nuovo call center nazionale del Telefono Azzurro

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Dal 2000 a oggi Telefono Azzurro ha aiutato più di duemila bambini e adolescenti in Sicilia: 1 bambino su 4 ha chiesto aiuto perché vittima di una situazione di abuso o maltrattamento.
Ed è proprio a Palermo che entro marzo dell'anno prossimo nascerà il nuovo call center nazionale: 700 mq nei pressi di via Sampolo in cui presto saranno attive 40 postazioni pronte ad accogliere più di cento operatori che risponderanno al numero 114.
L'ha reso noto Ernesto Caffo, presidente del Telefono Azzurro, nel corso di un convegno a Palazzo dei Normanni all'inizio di questa settimana. ''Un investimento, sostenuto dalle istituzioni e dalla Regione siciliana - hanno detto gli organizzatori - che favorirà la gestione delle chiamate di emergenza, soprattutto in considerazione del nuovo Servizio 114 Emergenza Infanzia, attivo in Sicilia dallo scorso maggio''.

Palermo e Catania, negli ultimi quattro anni hanno totalizzato insieme il 50% circa delle richieste provenienti dall'intero territorio regionale (rispettivamente 26,8% e 22,9%); a seguire sono i bambini di Messina (11,5%) e Agrigento (11,3%) che si rivolgono più spesso al Telefono Azzurro. Sono state le bambine e le ragazze a necessitare maggiormente di aiuto (62,2% vs. il 37,8% dei maschi), mentre l'età di chi chiama si colloca fra gli 11 e i 14 anni (50,8%).
I disagi principali sono riferiti a problemi di tipo relazionale: problemi con i genitori (32,7%), problemi relazionali generici, ossia non riferiti ad una specifica categoria di persone della cerchia familiare (15,9%) e le difficoltà conseguenti alla separazione dei genitori (13,8%). Le cifre sono state presentate al Convegno "Abuso e Maltrattamento all'infanzia e all'adolescenza: le strategie di intervento in rete e il ruolo delle linee di ascolto e di emergenza", organizzato da Telefono Azzurro con il patrocinio dell'Assemblea regionale siciliana, presidenza della Regione siciliana, Provincia regionale e Comune di Palermo.

Il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, collegato in videoconferenza da Roma ha detto che ''La Sicilia riveste un ruolo particolarmente importante nelle azioni di sostegno all'infanzia in considerazione anche del fatto che è stata una delle regioni, insieme a Veneto e a Lombardia in cui è partito il servizio 114''. ''I casi di abuso e maltrattamento richiedono un intervento specifico - ha detto il presidente del Telefono Azzurro -. Per questo occorre elaborare insieme alle istituzioni e ai servizi del territorio siciliano modelli di gestione dei casi in cui sono coinvolti bambini e adolescenti, che tengano conto dei loro diritti e dei loro bisogni, secondo una prospettiva di 'rete', integrata e collaborativa. Occorre quindi rispondere al bisogno del territorio siciliano secondo un modello d'intervento coordinato e specifico a seconda della situazione''.

Nel periodo analizzato (2000-2004), Telefono Azzurro ha gestito 484 richieste di aiuto provenienti dalla Regione Sicilia (il 24,1% del totale) relative a specifiche situazioni di abuso fisico, sessuale, psicologico e trascuratezza - afferma Daniela Raineri, psicologa, una delle responsabili del nuovo call center di Palermo -. Le bambine e le adolescenti sono le principali vittime dell'abuso sessuale (80,3% rispetto al 19,7% maschi), e dell'abuso psicologico (62,7% contro il 37,3 %). I maschi prevalgono rispetto all'abuso fisico e alla trascuratezza sebbene non si rilevino differenze significative''.
Nel 76,4% dei casi ad abusare del minore è un componente del nucleo familiare: il principale artefice di molte situazioni di abuso è il padre (43,2%), seguito dalla madre (40,5%).

''Il nuovo Call Center di Palermo rappresenta un'operazione importante dal punto di vista strutturale ed informatico rispetto all'attività dell'Associazione ma non solo - annuncia Caffo - Grazie al contributo delle istituzioni locali e della Regione Siciliana, oggi Telefono Azzurro ha più possibilità di connettersi e comunicare con il territorio ma anche di fare formazione quindi preparare maggiormente i propri operatori. Oggi gli operatori della sede palermitana sono una trentina, entro giugno diventeranno ottanta, anche grazie al prezioso contributo Servizio civile nazionale da cui, nell'arco di un anno e mezzo, aspettiamo l'arrivo di circa cento volontari''.

3 dicembre 2004
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