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Alcol, droga e poi al volante. In Italia, uno dei Paesi europei dove si consuma più cocaina, continuano le stragi sulle strade

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L'Italia è il terzo Paese europeo per consumo di cocaina dopo Regno Unito e Spagna. E' quanto emerso da uno studio pubblicato nei giorni scorsi dalla Commissione europea. Per quanto riguarda invece il consumo di cannabis, l'Italia è in quarta posizione sui 27 Ue, dopo Spagna, Repubblica Ceca e Francia. Più rassicuranti, invece, i dati sul consumo di ecstasy, che vede l'Italia al terz'ultimo posto. Meglio di noi fanno solo Polonia (penultima) e Grecia (ultima).

Lo studio, che si basa su persone di età compresa tra i 15 e i 34 anni, è stato pubblicato in occasione della presentazione del nuovo piano d'azione Ue per contrastare il consumo di stupefacenti nello spazio dei Ventisette. Il progetto, illustrato a Bruxelles dal commissario europeo per Giustizia, Libertà e Sicurezza Jacques Barrot, punta soprattutto a rafforzare la cooperazione tra Stati membri e a ridurre offerta e domanda di stupefacenti. Le misure prevedono anche un'alleanza europea contro la droga attraverso la quale si intende ridurre i danni sociali causati dal fenomeno. Il piano d'azione passerà adesso al vaglio dei 27 Stati membri e dovrebbe essere adottato entro fine anno.
"In Europa si contano due milioni di persone con seri problemi di tossicodipendenza: è giunto il momento di sensibilizzare i gruppi vulnerabili, i giovani in particolare, sui rischi legati al consumo di droga" ha affermato Barrot. "Grazie all'alleanza europea contro la droga - ha continuato il commissario - i cittadini europei saranno chiamati a svolgere un ruolo attivo, ad esempio informando e facendo conoscere le iniziative di successo finora realizzate".

Stando ai dati più recenti, il consumo di eroina, cannabis e droghe sintetiche si è stabilizzato o è diminuito mentre aumenta negli Stati membri il consumo di cocaina. Nell'Unione, si stima che il numero totale dei consumatori regolari o occasionali di droghe ammonti a 70 milioni per la cannabis, ad almeno 12 milioni per la cocaina, a 9,5 milioni per l'ecstasy e a 11 milioni per le anfetamine, mentre sono almeno mezzo milione coloro che ricevono ufficialmente un trattamento sostitutivo al consumo di droghe quali l'eroina. Nell'Ue si registrano circa 7.500 morti all'anno per overdose.

Intanto, per le strade italiane, gli assassini strafatti continuano ad ammazzare - Alcol, droga (la cocaina quella preferita), e poi al volante. E' ancora una volta questo il mix che firma le morti sulla strada del fine settimana. Sei tra sabato e domenica. Da Verona a Milano, da Teramo a Savona, a Roma, la cronaca è simile: automobilisti ubriachi e drogati che investono e uccidono.
Verona, investe pensionata - Ventiquattro ore di sangue iniziate sabato con la morte della pensionata di Verona, investita da un polacco che cercava di sfuggire ai vigili urbani. Nel sangue dell'automobilista i medici hanno rilevato un tasso alcolico quasi tre volte superiore al massimo consentito dalla legge. In passato l'investitore aveva collezionato già altre quattro denunce per ubriachezza. E' stato arrestato per omicidio colposo.
Investe dopo coca e alcol - Aveva sniffato cocaina e bevuto superalcolici il ventenne che la scorsa notte, a Bresso, nell'hinterland milanese, è passato con il rosso e ha investito un'utilitaria proprio all'incrocio dove un mese fa una sedicenne morì travolta da un'auto guidata da un altro ubriaco. Il responsabile dell'incidente è stato arrestato. La vittima aveva 32 anni.
Investe e uccide scooterista - Dalla Lombardia all'Abruzzo, la storia non cambia. A Giulianova, in provincia di Teramo, un automobilista di 52 anni ubriaco si è scontrato con uno scooter e ha ucciso Biagio Morganti, 39 anni, di Alba Adriatica. L'automobilista è stato denunciato a piede libero.
Ubriaco al volante: due morti - A Pietra Ligure, provincia di Savona, ieri notte un trentenne ubriaco è finito con l'auto contro un rimorchio parcheggiato. I due passeggeri che erano con lui sono morti. Il conducente, positvo all'alcoltest, è stato arrestato.
Una vittima a Roma - Arrestato perché positivo al test per l'alcol pure un romeno ubriaco che l'altro ieri sera, a Roma, alla guida di una Opel Corsa, ha tamponato un agente di Polizia e causato contemporaneamente un incidente in cui ha perso la vita una donna di 82 anni in auto con la figlia.

Arrivano le tabelle "anti-stragi" - Tutti i locali, dai pub alle discoteche, da domani avranno l'obbligo di esporre le "tabelle anti-incidenti". Indicheranno le quantità delle diverse bevande alcoliche che si potranno consumare per sedersi al posto di guida in condizione di sobrietà, pronti a sfidare l'etilometro (VEDI TABELLA).
Una novità che, come tutte le novità in Italia, porta con sé polemiche. Critica sull'obbligo si è infatti detta la Silb, l'associazione dei gestori di locali notturni, che aderisce alla Fipe: "Inutile andare avanti con le proibizioni che non ottengono e non otterranno risultati in termini di diminuzione della mortalità per abuso".
Parole che hanno irritato il sottosegretario con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi: "Ci sono esercenti seri, collaborativi. E organizzazioni che contrastano i programmi di prevenzione delle stragi del sabato sera". Ma il sindacato respinge le accuse. E ricorda la condivisione di campagne per la guida sicura.

Le tabelle per il calcolo del tasso alcolemico (cioè la quantità di alcol nel sangue) devono essere facilmente leggibili in tutti i locali "dove si svolgono con qualsiasi modalità e in qualsiasi orario spettacoli o altre forme di intrattenimento e dove siano venduti alcolici". Quindi pub, night, bar con musica concerti. Il decreto del 30 luglio 2008 chiarisce che le tavole "etiliche" dovranno essere formato-poster. E chiama a raccolta barman e camerieri raccomandando una "somministrazione responsabile".
Le tabelle non vanno prese come il Vangelo. Sono solo orientative. Stime. La risposta dell'organismo all'alcol è infatti soggettiva, non si può stabilire in assoluto quali sono gli effetti di una birra, di un bicchierino di amaro o di una delle bevande che vanno per la maggiore tra i giovani. Né si può calcolare in modo matematico quanto incideranno nei rilevamenti dell'etilometro. Molto dipende dalle capacità individuali a reggere l'alcol, peso, sesso, cosa e quanto abbiamo mangiato, da quali sostanze sono in circolo (droghe o farmaci).
Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio sull'alcol dell'Istituto Superiore di Sanità, è convinto che le tabelle siano comunque un utile strumento di prevenzione: "Saranno argomento di discussione fra chi deve mettersi alla guida. I giovani capiranno che una ragazza magra e a digiuno raggiunge il livello di 0,5 grammi per litro più facilmente rispetto a una coetanea più in carne, che ha consumato una cena abbondante".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Repubblica.it, Corriere.it]

 

 

22 settembre 2008
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