Influenza A: altre vittime in Italia

Il viceministro Fazio: ''Con la fine del picco, vaccineremo 24 milioni di persone''

E' di poche ore fa la notizia della morte di una bambina di otto mesi ricoverata da ieri all'ospedale Cardarelli di Napoli per sospetta influenza A. La causa del decesso è una polmonite bilaterale gravissima. Ancora, però, non si hanno i risultati del tampone. Se questi risulteranno positivi, il decesso andrebbe ad aggiungersi alle quattro nuove vittime registrate ieri: un indiano di circa 35 anni, un uomo di 55, una ragazzina di 14 e una bambina di 9, tutti risultati positivi al virus H1N1. Il bilancio dei morti in Italia sale così a quota trentuno.
L'indiano è stato trovato morto nella sua casa, in un paesino del Bresciano. Secondo la Regione Lombardia, si tratta del primo decesso direttamente correlato al virus H1N1. Sulla vicenda sta indagando la procura di Brescia. Gli altri tre, seppure contagiati dalla nuova influenza A, erano già affetti da gravi patologie e i n due casi i medici escludono che la causa del decesso sia dovuta al virus H1N1. L'uomo di 55 anni di Cavallino Treporti (Venezia) è morto all'ospedale di Mestre. Era ricoverato in rianimazione dai primi di novembre, dove era stato trasferito dal reparto di ematologia, perché soffriva di leucemia linfatica cronica, oltre che di diabete e broncopneumopatia cronica ostruttiva. La 14enne, contagiata dall'A/H1N1, è morta giovedì (si è saputo solo ieri) all'ospedale San Gerardo di Monza. Era malata di leucemia mieloide acuta. Mentre la bambina di 9 anni è deceduta all'ospedale Cardarelli di Campobasso. La piccola era in coma a causa di un grave tumore cerebrale. Sottoposta al test per l'influenza, è risultata positiva. Ma in questi ultimi due casi la direzione degli ospedali attribuisce la morte all'evoluzione delle malattie pregresse: l'A/H1N1 non c'entra, dicono.

In base ai dati del Ministero del Welfare, sono 75 in Italia i casi più gravi di influenza A, che richiedono cioè cure di alta specializzazione e assistenza respiratoria. Mentre è di 161 il numero complessivo delle persone ricoverate in ospedale per complicanze. In rianimazione, tra i nuovi casi registrati ieri, ci sono un bambino di Caserta, 10 anni, che si trova all'ospedale pediatrico Santobono di Napoli. E una donna ricoverata al Policlinico di Careggi, a Firenze.
In Europa sono salite a 389 le vittime per l'influenza A, comunica l'European Center for Disease Control and Prevention (Ecdc). Hanno superato quota 6 mila (6.005) nel resto del mondo. Il Paese del Vecchio continente con più vittime legate alla pandemia resta il Regno Unito (154 morti), seguito da Spagna (73), Francia (49) e Italia.
Da parte sua l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) assicura che i casi di influenza A riscontrati negli animali (come tacchini in Cile e Canada e alcune specie domestiche negli Stati Uniti), sono isolati e non rappresentano un rischio per la salute umana. Anche se la situazione deve essere tenuta sotto controllo.

"Con la fine del picco, vaccineremo tutti" -
Avanti con le vaccinazioni. Il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio ha parlato ieri del piano che prevede la somministrazione del siero a 24 milioni di persone, cioè il 40% della popolazione. Questo, per evitare "una seconda ondata, come accadde per la Spagnola e per la pandemia del 1968, di solito più violenta della prima. Abbiamo gli strumenti per farlo e dobbiamo evitare questa possibilità". Fazio ha inoltre deto che "con la fine del picco" si comincerà "a raccomandare a tutti la vaccinazione contro l'influenza A".
Quanto ai casi gravi che si stanno verificando fra persone giovani e sane, ha detto il viceministro, il dato importante è che "la mortalità è maggiore nelle persone di oltre 50 anni". Questa influenza "si diffonde così facilmente che attacca tutti - ha spiegato -, e attacca soprattutto i giovani perché non hanno la memoria immunitaria adatta. Non c'è da sorprendersi, l'importante è l'outcome finale e che il Paese sia preparato ad affrontare la situazione. Oggi abbiamo una rete condivisa con le Regioni per la gestione corretta dei casi gravi".

E l'acquasantiera anti-virus diventò un business -
L'acquasantiera antivirus, collocata in una parrocchia della Brianza e nata dal genio di un pizzaiolo, con il panico da febbre suina diventa ora un business. "Pensai a questo aggeggio sette anni fa nella mia pizzeria - racconta Luciano Marabese, l'inventore dell'acquasantiera che dal 2005 si trova nella chiesa dei Tre Fanciulli a Fornaci di Briosco, in Brianza - ma ora me la chiede mezza Europa. Mi hanno chiamato dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Polonia. Praticamente manca la telefonata del Vaticano".
E pensare che l'acquasantiera, nata nell'intervallo tra una pizza e l'altra, a Marabese era venuta in mente "per una questione di igiene. Poi, parlando con i parroci della zona, venni a sapere che era pure capitato che i tossici andavano a sciacquare le siringhe nelle acquasantiere". Da qui l'idea del 'sacro dispenser' elettronico: una cellula fotoelettrica che si attiva quando una mano passa sotto l'acquasantiera. Non è necessario così, per avere la propria dose d'acqua benedetta, immergere la mano dove la immergono tutti. "Io pensavo anche a un banale raffreddore, chi poteva immaginare la suina", dice Marabese alle prese con "telefoni roventi".
Il ritrovato tecnologico al momento contribuisce ad attutire la psicosi da influenza A nella chiesa brianzola ma a breve saranno pronte le nuove acquasantiere pensate con materiale termoformato. "Tempo quindici giorni - fa sapere l'inventore - e saranno pronte". Il costo è di circa 1500 euro. "Parte dei ricavati - precisa subito - sarà destinata allo sca­vo di pozzi d'acqua in Africa, per la missione dove ora opera il parroco predecessore di Briosco".

[Informazioni tratte da Corriere.it, Adnkronos Salute]

7 novembre 2009
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