Influenza A: aumentano le vittime, cresce la preoccupazione

I sanitari continuano a tranquillizzare: ''Tutti i deceduti avevano un quadro clinico già compromesso, l'H1N1 è stata solo una concausa''

Salgono a cinque le vittime dell'influenza A a Napoli. Ieri altre tre vittime si sono aggiunte alle due già registrate nei giorni precedenti. Ieri notte sono morti un detenuto ergastolano di 50 anni, sofferente di broncopneumopatia ostruttiva cronica (Bpco), e un uomo di 65 anni, già debilitato a causa di altre patologie. Nel primo pomeriggio, invece, è morto un medico di 73 anni ricoverato all'ospedale Cotugno. Anche in questo caso il paziente soffriva di gravi patologie dell'apparato respiratorio alle quali si è aggiunta l'influenza A.

A Napoli è il secondo medico il cui decesso è collegato alla nuova influenza dopo il caso del chirurgo oncologo del secondo policlinico di Napoli. In città altri 4 pazienti sarebbero ricoverati in condizioni gravi con la prognosi riservata a causa di un quadro clinico molto complesso. Tra di loro una donna che ha da poco partorito con il taglio cesareo, ma le sue condizioni starebbero migliorando.
Intanto gli esperti, come Maria Triassi, componente del comitato pandemico della Regione Campania, continuano a rassicurare: "La mortalità dell'influenza A per complicazioni è ancora inferiore a quella per complicazioni dell'influenza stagionale".

Lombardia. Nelle ultime ore è morta di polmonite, ma è risultata positiva anche al virus H1N1 una donna di 74 anni, ospite a Cernusco sul Naviglio (Milano) in un centro per malattie psichiatriche dell'Ordine ospedaliero Fatebenefratelli. Si tratta della prima vittima dell'influenza A in Lombardia. La donna, riferiscono dalla Regione, era lungodegente nella struttura sanitaria. Visto l'aggravarsi dell'ultima polmonite che l'aveva colpita, martedì è stata trasferita in ospedale dove è morta. Al tampone l'anziana è risultata positiva anche all'infezione da virus H1N1 che però, sostiene la Regione, non può considerarsi la vera causa del decesso.

Emilia-Romagna. Un ventiseienne nigeriano, da tre anni in Italia e domiciliato in Veneto, è morto la scorsa notte nella degenza di terapia intensiva dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara. Il giovane, affetto da una forma grave di tubercolosi polmonare cavitaria, è risultato anche positivo al virus dell'influenza A.
Una donna di 43 anni è morta ieri all'ospedale di Rimini, rende noto l'Ausl locale. La vittima è deceduta "per grave insufficienza respiratoria" e "presentava fattori di rischio preesistenti". Era ricoverata, fanno ancora sapere i sanitari, "da alcuni giorni nel reparto di Rianimazione, monitorata costantemente dai medici e sottoposta a respirazione artificiale e alle terapie del caso".

Firenze. Buone notizie arrivano invece da Firenze, dove è in costante, lento ma progressivo miglioramento la donna di 32 anni affetta dal virus H1N1 ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Careggi. La donna, originaria del Casentino, era stata ricoverata sabato scorso al San Donato di Arezzo e le sue condizioni, definite gravi, avevano indotto i medici a trasferirla a Firenze. La paziente è sottoposta sempre a ventilazione meccanica.

In Sicilia, da qualche giorno un uomo di 38 anni colpito dal virus è ricoverato in coma all'ospedale Buccheri La Ferla di Palermo.

Insomma, cresce il numero delle vittime e cresce anche la paura, ma su un punto i sanitari insistono: l'H1N1 è solo una concausa perché tutti i deceduti avevano un quadro clinico già compromesso.

"L'Italia con la Spagna è il Paese col maggior numero di casi di influenza A: 380 ogni 100mila abitanti", ha detto il viceministro della Salute Ferruccio Fazio. Si tratta, ha aggiunto, di "un aumento di casi previsto, che anzi pensavamo si verificasse già un mese fa. Il sistema comunque sta reggendo bene", ha sottolineato, ricordando però che l'influenza A è comunque lieve e raccomandando la vaccinazione solo per le categorie a rischio.
"Le morti erano attese - spiega il direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, Gianni Rezza - Il virus è blando ma purtroppo a volte aggrava situazioni di salute già compromesse, oppure molto raramente uccide persone sane tramite l'insorgenza di una grave polmonite virale primaria. E' prevedibile che con l'aumento della popolazione colpita i decessi aumenteranno, anche se noi teniamo alta la guardia e l'Italia è intervenuta per tempo per frenare la pandemia".

In Sicilia nessun allarme - "L'assessorato regionale alla Sanità non ha mai chiesto, o ordinato, alle aziende sanitarie di non impiegare nei pronto soccorso i sanitari che non vogliono farsi somministrare il vaccino per l'influenza A". A precisarlo è l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo. "La situazione è assolutamente sotto controllo - continua - e non c'è nessun allarme rosso che riguarda la Sicilia".
Anche Antonella Bullara, dirigente generale del dipartimento delle attività sanitarie e osservatorio epidemiologico, dice che "non è stato adottato nè ipotizzato alcun provvedimento di allontanamento dai pronto soccorso dei medici che decidono di non vaccinarsi: c'è solo la raccomandazione a sottoporsi alla vaccinazione, come puntualmente richiesto dal ministero".

Per saperne di più sull'influenza A è possibile collegarsi al sito del ministero della Salute dove un link, www.fermailvirus.it, accompagna lungo un percorso-questionario per riconoscere i sintomi e comportarsi di conseguenza.
 
[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Repubblica.it, La Siciliaweb.it]

30 ottobre 2009
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