INFLUENZA A

Nuova vittima a Napoli. E' la settima vittima nel capoluogo campano, la 13ma in Italia

L'influenza A ha fatto un'altra vittima: una donna è morta questa mattina all'ospedale Cotugno di Napoli. Aveva 42 anni e il suo stato di salute era complicato da patologie pregresse. La donna era ricoverata da una decina di giorni in rianimazione.
E' la settima vittima nel capoluogo campano, la 13ma in Italia. Intanto, sempre a Napoli, si attendono i risultati dell'autopsia compiuta sulla bimba di 11 anni morta venerdì scorso. La Procura ha disposto "un accertamento preliminare per verificare se esistano eventuali ipotesi di reato, e che potrà essere utile anche per la salute pubblica". "Vogliamo dissipare - ha spiegato il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore - ogni dubbio su questo caso. I risultati dell'autopsia serviranno, oltre che per stabilire se ci siano ipotesi di reato, anche alla sanità per capire effettivamente la natura di questo virus, se e come abbia avuto un ruolo nella morte della bambina, se c'erano malattie pregresse. I parenti hanno detto che la bimba stava bene e non soffriva di alcuna patologia. Per questo vogliamo capire cosa è successo".

"La piccola - ha fatto sapere l'assessorato alla Sanità della Regione Campania - è spirata ieri pomeriggio (il 30 ottobre, ndr) all'ospedale Santobono del capoluogo partenopeo dove era stata ricoverata, proveniente da un altro ospedale, meno di un'ora prima del decesso con febbre altissima e una sindrome cardiorespiratoria acuta di probabile origine cardiaca". Prima di contrarre il virus "per quel che si sa la bambina stava bene ma non si può escludere che avesse patologie latenti o che abbia contratto una doppia infezione - ha affermato il direttore sanitario del Santobono, Enrico De Campora - . Ora è stato disposto il riscontro diagnositico".
"La bimba di 11 anni morta all'ospedale Santobono di Napoli si era ammalata giovedì mattina - ha spiegato il direttore sanitario - venerdì è stata ricoverata all'ospedale di Scafati, dove la situazione è apparsa subito grave e la piccola è stata trasferita in ambulanza al Santobono dove è arrivata verso le 16. Le manovre rianimatorie - ha continuato - sono cominciate già in ambulanza e sono proseguite in ospedale dove la piccola è morta in 40 minuti per un problema miocardico. Si tratta di un'anomalia rispetto a quello che è stato descritto finora. Visto che la bimba aveva avuto la febbre giovedì - ha concluso De Campora - sono stati effettuati i test ed è stato riscontrato il virus A H1N1".

"Da quanto emerge dalle prime indiscrezioni la bambina undicenne morta a Napoli per effetto dell'influenza aveva problemi cardiaci. Se ciò sarà confermato dall'autopsia la bambina sarebbe dovuta rientrare nelle categorie a rischio da vaccinare prioritariamente". Questo è quanto affermato da Pasquale Di Pietro, Presidente della Società Italiana di Pediatria. "Considerando che il vaccino è arrivato (sia pure in quantità limitata) alle Regioni da pochissimi giorni e considerando il tempo necessario dopo la vaccinazione perché la protezione sia efficace, la piccola in questione non avrebbe comunque potuto essere protetta, ma a questo punto diventa indispensabile affrettare al massimo i tempi di intervento. Ci chiediamo - ha continuato Di Pietro - se le Regioni abbiano già tutte attivato un adeguato piano di intervento e abbiano iniziato a lavorare in questo senso. Purtroppo dobbiamo fronteggiare una situazione di emergenza con un vaccino che si è reso disponibile con ritardo, ma a questa difficoltà oggettiva non possiamo aggiungere anche ritardi generati da disorganizzazione e confusione". "La Società Italiana di Pediatria - ha ribadito Di Pietro - ha da tempo informato il Ministero, attraverso un articolato documento, di quelle che sono le specifiche esigenze dell'area pediatrica per la prevenzione e per la gestione dell'influenza pandemica. Ci auguriamo che siano tempestivamente messe in atto".
Per concludere, il Presidente della SIP ha invitato i genitori a non affollare i Pronto Soccorso per casi non realmente critici che possono essere gestiti differentemente, anche perché i Pronto Soccorso sono luoghi in cui può avvenire la trasmissione della malattia.
E dai pediatri di famiglia arriva un'indicazione opposta a quella data dalla Società italiana di pediatria: "E' assolutamente illogico e senza senso appellarsi alla necessità di vaccinare subito, indiscriminatamente, tutti bambini contro il virus della nuova influenza", ha affermato Giuseppe Mele, rieletto venerdì scorso al vertice della Fimp, l'associazione alla quale afferisce la quasi totalità dei pediatri di famiglia italiani. "E' invece necessario - ha sottolineato Mele - in linea con quanto stabilito dalle direttive ministeriali, vaccinare i bambini affetti da patologie croniche, per i quali non solo i vaccini sono già disponibili, ma lo sono con oltre 15 giorni di anticipo rispetto a quanto preventivato". Peraltro, ha aggiunto il presidente dei pediatri di famiglia, "come da noi richiesto e ottenuto dal ministero, le dosi di vaccino destinate ai bambini sono del tipo monodose, quindi più sicuri e con scarsissime possibilità di effetti collaterali". "La strategia sino ad oggi messa in atto dal ministero della Salute è stata condivisa con i pediatri di famiglia che costantemente, sull'intero territorio nazionale, stanno monitorando l'andamento epidemiologico dell'influenza. La situazione - ha concluso Mele - è assolutamente sotto controllo e non registriamo alcun problema particolare che giustifichi inutili appelli a vaccinazioni di massa".

Intanto anche a Roma si teme per la sorte di 3 bambini affetti dal virus della nuova influenza e ricoverati in ''condizioni stabili'' nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Umberto I. Sono in netto miglioramento invece "le condizioni di altri due" bimbi "postivi al test, ricoverati in Osservazione breve nello stesso ospedale".
A Genova è stato anticipato il parto di una donna incinta, in gravi condizioni a causa di una forma sospetta di nuova influenza A. L'equipe dell'ospedale San Martino, considerato il delicato quadro clinico della donna ha eseguito l'intervento nella tarda serata di venerdì. Il bimbo è ora in osservazione, ma non desta particolari preoccupazioni, mentre la neomamma, sana prima di contrarre il virus, è in rianimazione con ventilazione assistita in prognosi riservata. "La signora, una donna di 35 anni - ha spiegato il direttore medico di presidio Luciano Bernini - è arrivata da noi ieri (giovedì 29 ottobre, ndr), da Savona. Aveva l'influenza, al 90% l'influenza da virus H1N1, era alla 35esima settimana di gravidanza ma non ancora in travaglio - ha puntualizzato il medico - presentava gravi difficoltà respiratorie. Il personale che la seguiva ha quindi deciso fosse meglio procedere al cesareo".
Due casi di sindromi da 'Distress respiratorio acuto' da virus H1N1 sono stati registrati nelle ultime ore in Puglia. Lo ha reso noto l'assessorato alle Politiche della Salute della Regione. Il primo riguarda una donna di 52 anni con comorbilità (con patologie di base già esistenti), che presentava iperpiressia (febbre alta) da alcuni giorni. Ieri mattina, a causa di una 'insufficienza respiratoria ingravescente', è stata ricoverata presso l'Unità Ospedaliera di Anestesiologia e Rianimazione del Policlinico di Bari. Le condizioni della donna attualmente sono stabili.
Il secondo caso riguarda una donna di 31 anni incinta alla 31esima settimana con comorbilità (e patologie di base già esistenti) ed iperpiressia da due giorni. L'altro ieri pomeriggio ha presentato un''insufficienza respiratoria ingravescente', che ha richiesto il ricovero presso l'Unità di Malattie Infettive dell'Ospedale di Bisceglie e successivamente presso l'Unità di Anestesiologia e Rianimazione dell'Ospedale di Trani, dopo aver subito un parto cesareo. La donna è tuttora sotto osservazione mentre il bambino (nato alla 31esima settimana e dal peso di 2 kg) si trova ricoverato all'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia).
L'assessorato ha confermato che "tutte le attività di osservazione epidemiologica sono in funzione e che saranno fornite informazioni sull'evolversi della situazione, che non riveste alcun carattere di eccezionalità e che invece rientra nelle previsioni".

Oggi partono le vaccinazioni in Sicilia - Sul sito dell'assessorato siciliano alla sanità sono pubblicati tutti gli indirizzi completi dei centri di vaccinazione della Sicilia e le indicazioni stradali su mappa. Su www.regione.sicilia.it/sanita è presente una sezione dedicata all'influenza A dal titolo "Non lasciamoci influenzare", che contiene tutte le informazioni utili agli operatori sanitari, e di conseguenza ai cittadini, per fronteggiare al meglio i virus influenzali. Intanto sono arrivate in Sicilia nuove ottantamila dosi di vaccini che si aggiungono alle precedenti 37 mila. I centri di stoccaggio, dove le varie Asp vanno a rifornirsi, sono l'Istituto zooprofilattico di Palermo e l'azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania.
Da oggi comincia la campagna di profilassi che oltre alle categorie a rischio riguarderanno bambini, ragazzi, donne al secondo e terzo mese di gravidanza e pazienti con patologie croniche. Per le vaccinazioni le persone dovranno rivolgersi al medico di base che compilerà i moduli previsti e le indirizzerà al centro di vaccinazione di competenza. Sono oltre sessanta i "medici sentinella" siciliani che sorveglieranno l'andamento dei virus influenzali. In Sicilia l'influenza A finora ha fatto registrare circa 150 casi.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Repubblica.it, La Siciliaweb.it]

2 novembre 2009
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