Jarno Trulli con la Renault vince un Gp di Montecarlo ricco di sorprese

''Avrei vinto anche senza l'incidente di Michael Schumacher. La dedico all'Italia e all'Abruzzo''

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Aspettava questa vittoria da una vita: ce l'ha fatta nell'occasione più prestigiosa. Jarno Trulli ha finalmente rotto il ghiaccio ed è entrato nell'esclusivo club dei vincitori di una gara in F.1. Dopo 117 GP l'abruzzese ha coronato il sogno a Montecarlo in un fine settimana perfetto. Gli è mancato solo il giro veloce in gara (segnato da Michael Schumacher) ma non è il caso di essere pignoli: dopo la pole di sabato (che su queste stradine vale già mezza vittoria) con una macchina in grande forma come la Renault non doveva sbagliare. Non ha sbagliato nulla e ha vinto meritatamente. Finalmente.

Si voleva lo spettacolo e lo spettacolo, abbondantissimo, c'è stato. Incidenti, colpi di scena, equilibrio e divertimento. Alla fine ha vinto, con grandissimo merito, Jarno Trulli che è rimasto davanti praticamente per tutta la corsa. L'italiano della Renault è stato veloce, costante e freddo nel finale quando ha respinto gli attacchi finali di Jenson Button, arrivato alle sue spalle con soli 4 decimi di ritardo. Sul terzo gradino del podio è salito Rubens Barrichello con la Ferrari.

E Michael Schumacher? Ritirato.

La corsa si è infatti decisa tra il 42° e il 46° giro quando si sono ritirati nell'ordine Fernando Alonso, che seguiva Trulli, e soprattutto Schumacher con la Ferrari. Entrambi, coincidenza, per un incidente sotto il tunnel. Il primo finito largo e poi contro il guard-rail per doppiare Ralf Schumi, facendo uscire la safety-car. Proprio mentre seguiva la vettura dei commissari, Michael frenava di colpo dentro al tunnel, veniva toccato da Montoya e finiva a sua volta a muro danneggiando il muso e strappando la sospensione anteriore sinistra. Con ovvio corollario di polemiche. Tornando all'ordine d'arrivo a punti hanno chiuso anche Montoya (4° con la Williams), Massa (Sauber), Da Matta (Toyota), Heidfeld (Jordan) e l'altra Toyota di Panis.

La chiave della corsa, a livello tattico, era stata rappresentata dalla prima sosta ai box. Effettuata dalle Renault e dalla Ferrari di Schumi tra il 23° (Trulli) e il 26° giro (Michael). Svelando così la strategia comune sulle due soste, contrariamente agli altri entrati a rifornire ben prima. Ma i piani sono stati sconvolti dagli incidenti di Alonso e Schumi.
Non bastasse questo, grandi colpi di scena avevano già caratterizzato l'inizio gara. Prima la partenza "abortita" per la Toyota di Panis ferma sullo schieramento. Poi, al nuovo via, le Renault scattate bene prendendo il comando, mentre alle loro spalle Sato con la Bar era un fulmine e infilava Schumi, rifilandogli anche una toccatina alla ruota anteriore destra e passando quarto davanti a Raikkonen (McLaren) e alle due Ferrari.

Ma, nel corso del 3° giro, il motore della Bar del giapponese (che fumava dall'inizio) si rompeva alla curva del Tabaccaio. Nella confusione che ne seguiva, con il gruppo impegnato a rallentare per il fumo, Fisichella tamponava violentemente la McLaren di Coulthard e si impennava finendo ribaltato contro il guard-rail. Per fortuna il romano usciva da solo dall'abitacolo.
E cominciava il lungo pomeriggio della safety-car...

Fonte: Gazzetta.it

24 maggio 2004
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