L'Eni punta sul petrolchimico di Gela (CL) partendo da un piano di miglioramento ambientale

Nei giorni scorsi è stato inaugurato al petrolchimico Eni di Gela (CL) l'impianto di Trattamento delle Acque di Falda (TAF), che permetterà il recupero, la depurazione e il totale riutilizzo delle acque inquinate dai trafilamenti di idrocarburi nel sottosuolo dello stabilimento. Il sistema di lavorazione sfrutta 67 pozzi interconnessi che prelevano il liquido per tutto il fronte sud del complesso industriale (cioè verso il mare) lungo il quale sono state costruite delle barriere sotterranee di resina bentonitica per arginare lo scivolamento a mare dell'acqua di falda, inquinata.
L'impianto ne depura 250 metri cubi-ora, che viene poi riutilizzata come acqua distillata per le caldaie della centrale termoelettrica, rendendo disponibile per il territorio una pari quantità della risorsa idrica per uso potabile che il petrolchimico prelevava prima dal dissalatore civile.

È la prima struttura del suo genere che viene realizzata in Europa. L'opera, costata 60 milioni di euro, è stata costruita nell'arco di 11 mesi dalla Raffineria di Gela, che così si avvicina alla conclusione del suo piano di miglioramento ambientale, che verrà sancito con la ormai prossima certificazione Emas.
L'amministratore delegato della stessa Raffineria, Giuseppe Ricci, ha detto che l'azienda ha agito su tre direttive: risanare l'esistente, prevenire futuri inquinamenti della falda, migliorare l'impatto ambientale dell'industria petrolifera nel territorio.
Il direttore generale dell'Eni, Alberto Alberti, ha annunciato massicci investimenti a Gela attraverso la creazione di un centro di ricerche avanzate, la ristrutturazione e il potenziamento degli impianti esistenti. Le attività di cantiere per la costruzione dell'impianto sono state avviate nel gennaio 2006, dopo l'ottenimento dell'autorizzazione finale da parte della Provincia di Caltanisetta conseguente al completamento dell'attività di bonifica dei suoli, ottenuta nel novembre 2005.

Il completamento dell'impianto, inizialmente previsto dopo 14 mesi dall'avvio del cantiere, vista la notevole rilevanza ambientale è stato anticipato a dicembre 2006, dopo soli 11 mesi di cantiere e già dallo stesso mese inizieranno le attività preliminari di avviamento, collaudo ed allineamento delle apparecchiature, che verranno realizzate in progressione con una previsione di messa a regime dell'intero impianto in circa 3 mesi. L'impianto è stato progettato per trattare una portata di 300 metri cubi/h.
Per tale opera sono stati posati circa 18.500 metri di tubazione. Completa tale progetto di messa in sicurezza e bonifica della falda sottostante il sito di Gela, la realizzazione dell'ultimo tratto di barriera fisica prevista per il contenimento della falda verso il ricettore principale (porzione di mare antistante la Raffineria), che è stato completato mediante l'inserimento nel terreno sul fronte mare di un diaframma plastico, realizzato secondo quanto previsto dal progetto autorizzato con apposito decreto interministeriale.

Fonte: La Sicilia

22 dicembre 2006
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