L'imminente futuro dei computer

Ai seminari internazionali di Erice, l'ultima frontiera dell'informatica, quella delle ''passioni virtuali''

Ai seminari di Erice (TP) sulle "Emergenze planetarie", che oggi si avviano alla conclusione, non si è solo discusso per mettere in guardia, per sottolineare quali sono le magagne umane che hanno via via reso il pianeta Terra sempre meno vivibile, ma si è discusso soprattutto per trovare le possibili soluzioni ai danni che la boriosa idiozia dell'uomo ha permesso ci fossero "emergenze planetarie".
Fra queste possibili soluzioni ha trovato spazio il computer del futuro, che non sarà solo più potente ma riuscirà a "leggere" anche le emozioni, e a scandagliare l'animo umano.
Prospettiva meravigliosa e a tratti inquietante, che non appartiene più all'immaginario fantascientifico, ma ad una realtà quanto mai vicina, "entro i prossimi dieci anni" come assicura Axel Lehmann, dell'Institute for Technical Computer Sciences dell'Università di Monaco, intervenuto ai seminari .

Ai seminari sulle emergenze planetarie di Erice è stata illustrata l'ultima frontiera dell'informatica, quella delle "passioni virtuali". Fra dieci anni, assicurano i guru dell'informatica, il computer ci aiuterà a capire per esempio se il nostro sentimento per la donna contattata via e-mail sarà sinceramente corrisposto. Sarà possibile, infatti, constatare se il suo battito cardiaco ha subito un'accelerazione, se ha le mani fredde o sudate per lo stato emozionale. L'insieme di tutti questi parametri sarà valutato dal computer, in grado di fornire un responso in tempo reale al nostro rovello sentimentale.

Le forme di questo nuovo pc, capace di entrarci dentro meglio di venti sedute dallo psicanalista, non avrà quelle che noi tutti oggi conosciamo: il desktop comparirà sulle lenti di particolari occhiali, la tastiera sarà sostituita da un piccolo microfono, per scrivere basterà parlare.
Insomma questo nuovo pc "capace di leggerci" lo dovremo indossare e sarà, come detto, in grado di trasmettere emozioni e parametri chimico fisici, che avranno innanzi tutto importanti applicazioni nel campo della telemedicina.
A tutt'oggi i vari pezzi di questo pc sono in fase di sperimentazione presso i più avanzati laboratori di ricerca di Usa, Giappone ed Europa, ma lo potremo vedere concretamente prima di quanto immiginiamo.

Ogni rosa ha però le sue spine, e questo vale anche per il progresso tecnologico. L'ambasciatore Henning Wegener, responsabile del gruppo di monitoraggio della sicurezza sull'informazione istituito dal centro "Ettore Majorana" di Erice, lancia l'allarme sul rischio hackers: "così come ogni 18 mesi i computer raddoppiano la loro performance, in termini di velocità di calcolo e capacità di memoria con la stessa celerità diventano sempre più vulnerabili".
La certezza di respingere un cyber attacco la si avrà soltanto quando i computer oggi in uso saranno sostituiti con quelli ottici. Sostanzialmente, la differenza fra le due generazioni di pc è tutta racchiusa nel vettore: oggi l'informazione viaggia con gli elettroni; con i pc ottici viaggerà con i fotoni (quanti di luce). A differenza degli elettroni, i fotoni, se "disturbati", bloccano la trasmissione del flusso e registrano l'attacco, rendendo il sistema assolutamente invulnerabile. "La sicurezza - spiega Axel Lehmann - è garantita da una legge della fisica: 'il principio di indeterminazione di Heisenberg', secondo il quale se una particella viene 'guardata' cambia le sue caratteristiche, le proprietà fisiche. Per avere i pc ottici - aggiunge lo studioso - comunque ci vorranno ancora dai 10 ai 20 anni".

Quella dei pirati informatici non è comunque l'unica preoccupazione emersa nel corso dei seminari di Erice. Nell'era in cui la diffusione dei pc - passati negli ultimi tre anni da 500 milioni ad oltre un miliardo - aumenta costantemente e la capacità di calcolo diventa sempre più potente, potremmo non riuscire a conservare l'oceano di dati immagazzinati in questi anni.
A porre il problema è un'autorità nel campo della sicurezza, Olivia Bosch, del Royal institute of international affairs di Londra.
Oggi conserviamo molti dati sui tradizionali floppy. Fra dieci anni rischiamo di non trovarci più nulla all'interno o, addirittura, di non avere più software in grado di aprirli e, quindi, di leggerli.
Per impedire di perdere tutto, Oliva Bosch suggerisce "di istituire una biblioteca di software", in maniera da potere, anche fra 1000 anni, utilizzarli per leggere i documenti che conserviamo oggi. Per la Bosch, un altro sistema da utilizzare per preservare la memoria è quello di "tradurre, ogni qualvolta si cambia generazione di software, la massa dei dati conservati, in modo da poterli consultare usando il nuovo sistema".

E che Erice sia da sempre riconosciuta come "città di scienza" non sono soltanto i seminari Internazionali Antonino Zichichipresieduti dal professore Antonino Zichichi, presidente della World Federation Scientists. Anche la Nasa ha dimostrato il suo interesse verso lo splendido borgo medievale sulla rocca che sovrasta Trapani.
Infatti l'Ente spaziale americano ha annunciato la nascita a Erice di un Osservatorio per dare la caccia agli asteroidi e studiarli. La notizia è stata resa nota da Donald Yeomans, della Jet Propulsion Laboratory della Nasa di Pasadena (Usa), in conferenza stampa a Erice, proprio nell'ambito dei seminari internazionali sulle "Emergenze planetarie".
Il progetto di creare l'importante laboratorio a Erice, rientra nel piano di potenziamento dell'attività di monitoraggio degli asteroidi che la Nasa ha in corso.
Attualmente esistono soltanto sei Osservatori in tutto il mondo: due in Arizona, e uno rispettivamente a sud della California, nelle isola Hawaii e in New Mexico.
Il professore Zichichi ha spiegato che l'Osservatorio dovrebbe essere costruito entro i prossimi cinque anni.

E proprio durante il seminario è stata data la notizia che un piccolo asteroide di 10 metri il 31 marzo scorso ha "sfiorato" la Terra: è passato ad appena 14 mila chilometri di distanza, una misura astronomicamente molto piccola. "Si tratta di un evento - ha detto Clark Chapman del Southwest Research Instityute di Boulder - che si verifica mediamente appena sei volte nell'arco di un intero secolo". L'asteroide si è incendiato non appena è venuto a contatto con l'atmosfera, producendo un bagliore e sprigionando un'energia poco inferiore a quella prodotta dalla bomba atomica di Hiroshima.

24 agosto 2004
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