L'invasione degli agricoltori siciliani

Nel giorno d'apertura del vertice della Fao, Roma è stata invasa dagli agricoltori siciliani giunti in trattore

Ieri, nel giorno d'apertura del vertice della Fao a Roma, oltre settemila agricoltori siciliani hanno percorso le strade della capitale e si sono poi radunati in Piazza San Giovanni in Laterano per protestare contro la crisi dell'agricoltura. Nel pomeriggio sono arrivati in piazza Vittorio, all'Esquilino.
"Un corteo lungo oltre tre chilometri con decine di trattori e migliaia di agricoltori provenienti da ogni parte della Sicilia, Sardegna e Calabria ha invaso Roma per fare sentire il grido di allarme dell'agricoltura del Sud e della Sicilia che oggi versa in una crisi senza precedenti - ha detto Salvino Caputo, deputato regionale del Pdl che, insieme a oltre cento sindaci, ha guidato il corteo - In migliaia hanno invocato l'intervento del governo nazionale ed europeo per chiedere iniziative di sostegno per un settore produttivo che sta decimando le piccole e medie imprese agricole".
"Chiediamo prezzi giusti" hanno gridato gli agricoltori. "La situazione - ha detto uno dei manifestanti - dell'agricoltura al sud è critica chiediamo dei prezzi giusti per vivere degnamente la nostra vita da contadini. Non è possibile vendere il grano a 13 centesimi, un quintale d'uva a 10 euro e un litro di olio extravergine di oliva a 3 euro". "Oltre ai prezzi - ha detto un altro agricoltore - chiediamo che venga dato un contributo statale non alla produzione ma ai terreni. Per il grano è stato già fatto, ora manca il vigneto. Siamo qui a manifestare nel giorno in cui si apre il Summit della Fao e se non basta andremo a Bruxelles".
I manifestanti hanno bloccato il traffico in piazza San Giovanni con 3 trattori. Cinque giorni fa gli agricoltori della Sicilia sono partiti con circa 300 trattori verso la capitale; la maggior parte di questi non hanno potuto partecipare alla manifestazione e sono bloccati all'Eur.

"Il Governo non resti sordo alle richieste che vengono dalle organizzazioni agricole: la situazione è drammatica", ha affermato la parlamentare palermitana del Partito democratico, Alessandra Siragusa, esprimendo "sostegno agli agricoltori siciliani che manifestano a Roma". "Le imprese agricole in grave sofferenza - ha aggiunto - necessitano di interventi straordinari. Mi auguro che l'esecutivo compia un atto di responsabilità e modifichi in modo sostanziale la finanziaria nel suo passaggio alla Camera. Al momento le misure adottate sono inconsistenti".
"I Governi nazionale e della Regione Siciliana hanno abbandonato il settore agricolo alle proprie difficoltà senza prevedere alcun intervento capace di contrastare la crisi del settore", ha detto Giuseppe Lupo, segretario regionale del Partito Democratico, esprimendo "la propria solidarietà e vicinanza agli agricoltori siciliani che manifestano a Roma". "La crisi del Governo Lombardo - ha aggiunto Lupo - e della maggioranza che lo sostiene paralizza la Sicilia e non consente di affrontare le urgenti difficoltà dei diversi settori produttivi, con conseguenze negative per le imprese, i lavoratori e le loro famiglie. Chiediamo al presidente della Regione Raffaele Lombardo - ha concluso il segretario del Pd siciliano - di chiarire all'Ars se e come intende proseguire l'esperienza di Governo e se intende finalmente occuparsi delle riforme e delle emergenze della Sicilia".

"La solidarietà di mere parole espressa dal segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, non serve agli agricoltori. Servono atti concreti e costanti, giorno dopo giorno". Questa la risposta dell’assessore regionale all’agricoltura Michele Cimino. "Credo che sia Lupo a essere 'paralizzato' intellettualmente, non certo il Governo - ha puntualizzato Cimino - per diverse ragioni, una delle quali è la disinformazione: in questo momento mi trovo a Roma, Palazzo Chigi, per incontrare il ministro Luca Zaia e il sottosegretario Gianni Letta. Sono qui per assicurare la mia difesa agli agricoltori siciliani"."I gravi problemi - ha detto ancora Cimino - in cui versa l’agricoltura oggi, sono il frutto di decenni di sperperi, inconcludenza e incapacità di elaborare una strategia adeguata. Farebbe bene l’onorevole Lupo a tenerne conto piuttosto che criticare oggi senza avere fiatato in passato, iscrivendosi, quindi di fatto alla schiera dei nostalgici di un ritorno al passato di cui certo la Sicilia non ha bisogno". "Per fare un esempio - ha concluso l’assessore all’agricoltura - delle mille cose che poniamo in essere, da oggi è attivo l’accesso ai fondi creditizi agevolati della Crias e in una sola mattina abbiamo già registrato duemila domande e questo è il governo che l’onorevole Lupo si ostina a definire paralizzato".

[Informazioni tratte da La Siciliaweb.it, SiciliaInformazioni.com]

17 novembre 2009
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