L'odio di pochi e l'amore di tanti

''Se da quello che è successo ne deriverà una maggiore consapevolezza il mio dolore non sarà stato vano''

"Mi rimarranno due cose come ricordo di questi giorni: l’odio di pochi e l’amore di tanti, tantissimi, italiani. Agli uni e agli altri faccio la stessa promessa: andremo avanti con più forza e più determinazione di prima sulla strada della libertà. Lo dobbiamo al nostro popolo, lo dobbiamo alla nostra democrazia, nella quale non prevarranno né la violenza delle pietre, né quella peggiore delle parole. In questi giorni ho sentito vicini anche alcuni leader politici dell'opposizione".
Queste le parole del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una nota diffusa ieri da Palazzo Chigi pochi minuti dopo le dimissioni del premier dall’ospedale San Raffaele dove era ricoverato da domenica sera in seguito all’aggressione subita a Milano (LEGGI).
"Se da quello che è successo deriverà una maggiore consapevolezza della necessità di un linguaggio più pacato e più onesto nella politica italiana, allora questo dolore non sarà stato inutile", prosegue la nota. "Alcuni esponenti dell’opposizione sembrano averlo capito: se sapranno davvero prendere le distanze in modo onesto dai pochi fomentatori di violenza, allora potrà finalmente aprirsi una nuova stagione di dialogo. In ogni caso – è la conclusione della nota – noi andremo avanti sulla strada delle riforme che gli italiani ci chiedono".

Il presidente del Consiglio ha lasciato la clinica di Don Verzè ieri nella tarda mattinata. Sul volto una grossa fasciatura a coprire i danni al naso e ai denti. Un breve saluto ai cronisti e poi via verso casa. Berlusconi è arrivato nella sua villa di Arcore verso le quattro di ieri pomeriggio. Ad attenderlo, davanti ai cancelli, l'applauso di un gruppo di simpatizzanti.
Per Silvio Berlusconi adesso si apre una fase di riposo. Almeno una decina di giorni gli han fatto sapere i medici. Ma il suo portavoce è scettico: "Sarà dura tenerlo fermo".

Infine, ieri sera, è arrivata la replica del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, alle parole di Berlusconi. Una risposta secca che ha rimandato al mittente i "consigli" del premier: "Quello che dobbiamo fare noi lo sappiamo bene. La maggioranza e Berlusconi pensino a quello che devono fare loro". Quello che il Pd farà, comunque, è votare contro "a qualunque legge ad personam".

[Informazioni tratte da Aise, Repubblica.it]

18 dicembre 2009
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