La Cisl Sicilia propone una politica energetica basata sulle energie rinnovabile e sui rigassificatori

Sono i rigassificatori il punto di forza di una politica energetica incentrata sullo sviluppo sostenibile della Sicilia. A sostenerlo è la Cisl, per cui la tecnologia di espansione del gas offrirebbe una leva di riequilibrio dell'anomala struttura produttiva dell'Isola, in campo energetico.

La regione, ha reso noto ieri mattina il sindacato durante un convegno svoltosi a Palermo, regge la propria economia, per il 96,04% sulla produzione di energia termoelettrica; per il 3,35% sulla produzione idroelettrica. Per lo 0,61% appena, su fonti rinnovabili. Da qui la ''necessità di rivedere il piano energetico regionale favorendo la diversificazione'', ha sottolineato il segretario generale Paolo Mezzio, tra biomasse, idrogeno, energia solare, idrica, eolica. E ricorrendo anche al gas.
Anche perché, è la tesi Cisl, il gas è in grado di generare una ''catena del freddo che riverserebbe effetti positivi, in particolare sull'agricoltura e la pesca''. Il sindacato ha chiesto quindi ''agevolazioni e incentivi fiscali alla produzione di energia pulita''.

A raccogliere la sollecitazione, il viceministro allo Sviluppo economico Sergio D'Antoni e Giovanna Candura, assessore regionale alle Politiche industriali. Il primo ha annunciato che ''il governo Prodi intende sostenere le energie pulite e rinnovabili per dare, anche in questo modo, una spinta alla Sicilia e al Sud''. ''Stiamo lavorando - ha detto - per mettere in Finanziaria incentivi che consentano l'abbassamento dei costi anche mediante gli strumenti già messi a punto, come il credito d'imposta e il cuneo differenziato''.
L'assessore Candura ha pronunciato il ''sì del governo regionale sui rigassificatori''. ''E' nostro intendimento - ha sostenuto - fare in modo che si facciano e che assicurino una ricaduta positiva per le popolazioni interessate. Inoltre, che siano realizzati nel rispetto dell'ambiente''.

Il meeting di ieri è stato aperto dalle relazioni di Giuseppe Foresta, segretario regionale della Femca Cisl (la federazione dell'energia) e Vito Lo Jacono, numero uno siciliano della Flaei Cisl (gli elettrici). Per quest'ultimo, ''le centrali a olio combustibile, da cui proviene in Sicilia il 95% dell'energia elettrica, vanno trasformate. Sono obsolete'', ha detto. Foresta ha proposto un ''patto per attrarre investimenti, tra attori istituzionali e dell'economia''. E ha aperto a una riflessione sindacale in materia di termovalorizzatori. ''Nell'Isola - ha spiegato - si producono ogni anno oltre 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti, le discariche sono bombe ecologiche e la raccolta differenziata non è premiante per il cittadino virtuoso''. Il punto insomma, secondo la Cisl, è ''evitare sovradimensionamenti che facciano di una regione affollata di termovalorizzatori, una terra d'importazione di rifiuti'', con le parole di Mezzio. Per il leader Cisl, inoltre, la diversificazione delle fonti e la ecocompatibilità dello sviluppo sono priorità perché ''né in Occidente né in Oriente e neppure in India o in Cina si rimette in discussione il tenore di vita raggiunto''.

Al convegno Cisl hanno preso parte anche Sergio Gigli e Carlo De Masi, segretari nazionali, rispettivamente, di Femca e Flaei. Entrambi, sia pure con accenti diversi, hanno parlato di nuova politica energetica e rilancio di competitività, investimenti e occupazione. Sono intervenuti inoltre: Ivan Lo Bello, neo-presidente regionale di Confindustria; Ennio Fano, responsabile nazionale delle politiche ambientali dell'Enel; Pietro Busetta, presidente della Fondazione Curella e Adolfo Parmaliana, docente di chimica industriale nell'Università di Messina.

Umberto Ginestra

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www.cislsicilia.net

[Nella foto: rigassificatore di Brindisi in Puglia]

11 ottobre 2006
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