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La ''Fase 2 della Sicilia

La "Fase 2 della Sicilia

Il Comitato tecnico-scientifico per l'emergenza Coronavirus in Sicilia riunito per determinare i criterio per una graduale riapertura in sicurezza

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Dalle 18 di ieri, dopo un confronto con il presidente Nello Musumeci e i vertici dell'assessorato alla Salute, il Comitato tecnico-scientifico per l'emergenza Coronavirus in Sicilia è riunito in seduta permanente per fornire al governo regionale un proprio parere sugli scenari progressivi di fine lockdown nel territorio siciliano. L'iniziativa, come è noto, è stata richiesta dal governatore.

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e l'assessore alla Salute Ruggero Razza

Il confronto fra gli esperti, coordinati dal commissario Antonio Candela, servirà a definire le più adeguate strategie di intervento per la "Fase 2" relativa alla ripresa delle diverse di attività sociali, lavorative, produttive e ricreative. L'obiettivo del Comitato, infatti, sarà determinare ogni criterio scientifico utile a garantire una graduale riapertura delle attività in sicurezza, proprio come stanno già facendo Lombardia e Veneto.

Perché, se è vero che l'Isola ha adottato misure più restrittive di quelle nazionali, adesso preme per non prolungare lo stop oltre il 3 maggio, data di scadenza dell'ultima ordinanza del premier sul lockdown. "Non si può andare oltre quella data - ha detto l'assessore alla Salute, Ruggero Razza - perché in Sicilia ci troviamo in una condizione epidemiologica diversa da quella di altre regioni".

Tra le proposte che il comitato tecnico-scientifico regionale ha suggerito ci sono: il sì agli sport all'aria aperta, la riapertura dei parchi giochi per i bambini (purché si mantengano le distanze di sicurezza e si igienizzino regolarmente superfici e strade...

Tra le proposte che i 14 "saggi" del comitato tecnico-scientifico regionale hanno suggerito ieri ci sono: il sì agli sport all'aria aperta, la riapertura dei parchi giochi per i bambini (purché si mantengano le distanze di sicurezza e si igienizzino regolarmente superfici e strade). Ok anche ai cantieri dove si lavora con i dispositivi di protezione e alle piccole attività commerciali.

Alcune misure - come il via all'attività all'aperto o le passeggiate dei bambini, oggi vietate per ordinanza regionale - potrebbero essere decise subito, altre vanno concordate con il governo Conte e in ogni caso varrebbero dopo il 3 maggio.

Fra gli ultimi a ripartire sarà il settore turistico...

Fra gli ultimi a ripartire sarà il settore turistico, che nel 2019 vedeva la Sicilia ai primi posti fra le regioni del Sud. "Dopo l'epidemia - ha detto ieri Musumeci - sarà possibile lanciare l'idea della 'Sicilia sicura' e dire ai turisti: 'Venite in Sicilia'". Un messaggio che il governatore ha rivolto agli stessi siciliani: "Restate qui a fare le vostre vacanze. Negli ultimi mesi dell'anno potremo recuperare. Qui si può fare turismo anche in autunno e d'inverno".

La cautela però è la parola d'ordine del governo Musumeci. "Se dovessimo aprire tutto subito, impatteremmo il virus con i numeri della Lombardia - ha spiegato un membro del comitato tecnico-scientifico - la condizione è una stretta osservanza sanitaria del territorio, con dipartimenti di epidemiologia pronti a individuare subito i focolai e isolare i positivi".

Ma allora da dove ripartire? "Un cantiere nautico dove gli operai già normalmente lavorano con le mascherine può ripartire subito - ha aggiunto il tecnico - così come le attività dove si lavora già con protezione individuale come industrie chimiche, segherie, acciaierie".

Al tavolo alcuni tecnici hanno proposto di riprendere le attività all'aperto, come il jogging: "Lo si potrebbe limitare alla mattina presto, nel raggio di pochi chilometri, e si potrebbero autorizzare sport in impianti aperti, vietando l'uso di spogliatoi o docce".

"Si potrebbe cominciare dal piccolo commercio anziché dai centri commerciali dove è più difficile garantire il distanziamento - suggerisce Bruno Cacopardo, infettivologo e membro del comitato - ma anche dai parchi giochi all'aperto, garantendo la bonifica regolare delle superfici esterne". "Il problema - aggiunge Cristoforo Pomara, professore di Medicina legale a Catania e membro del tavolo tecnico - è la carenza di dispositivi di protezione che in fase di allentamento devono essere garantiti a fette più ampie di popolazione".

Uno sguardo sulla Fase 2 lo dà anche la circolare regionale di ieri che stabilisce su quali categorie verranno condotti in via prioritaria i test sierologici. Oltre a operatori sanitari, a pazienti di cliniche, ospedali e Rsa, ai detenuti, alle forze dell'ordine, la circolare prevede test per la grande distribuzione organizzata, i negozi di alimentari, gli ambulatori sanitari privati che possono fare i test ai propri clienti

[Informazioni tratte da un articolo di Giusi Spica e Salvo Intravaia - Repubblica/Palermo.t]

17 aprile 2020
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