La mala educación

Il film che ogni regista si porta dentro per una vita. La mala educación è il film di Pedro Almodovar






Noi vi segnaliamo...
La mala educación
di Pedro Almodovar

"La mala educación non è un regolamento di conti con i preti che mi hanno male educato, né con il clero in generale. Il film non vuole neanche essere una riflessione sulla movida madrilena degli inizi anni '80. Il film non è una commedia anche se non manca l'umorismo, né un musical per bambini nonostante vi siano bambini che cantano". Pedro Almodovar.
Cos'è La mala La mala educación? E', inaspettatamente, un noir in chiave melò. Azzardiamo: il miglior film di Almodovar? E' il suo film, il film che ogni regista si porta dentro per una vita, che scrive e riscrive, accantona, cestina ("avevo toccato e ritoccato la sceneggiatura per oltre 10 anni ed avrei potuto continuare così per altri 10"). Un film nel film che ingloba pure un racconto. Tre storie, tre triangoli concentrici che alla fine si risolvono in una sola storia. Più difficile a dirsi che a vedersi.
Un giorno il giovane regista Enrique Goded riceve la visita di un amico d'infanzia, Ignacio, che non vedeva dai tempi del collegio. Ignacio gli chiede lavoro come attore e gli consegna un suo racconto dal titolo La visita. In quelle pagine è descritta la loro amicizia, la nascita del loro amore e la prematura separazione dovuta all'intervento del direttore del collegio, Padre Manolo, innamorato a sua volta di Ignacio. Enrique decide di trarne un film e di intraprendere un viaggio nel passato lastricato di segreti. La prima verità che scopre è che Ignacio non è chi dice di essere...
Da questo momento il film procede come un romanzo di Raymond Chandler, come un film di Preminger, Hawks e Lang messi insieme.  Diventa Eva contro Eva e ritorna a essere quello che è sempre stato. Un film di Pedro Almodovar.
Inizio e fine
La mala educacion inizia con una porta che si apre e finisce con una porta che si chiude. Inizia con un film che deve ancora iniziare e finisce con un film appena concluso. Inizia con Gael Garcia Bernal che bussa ed entra nella vita di Fele Martinez, finisce con Gael che bussa alla porta di Fele prima di andar via per sempre dalla sua vita.

Distribuzione Warner
Durata 103'
Regia Pedro Almodovar
Con Gael Garcia Bernal, Fele Martinez, Daniel Gimémenez Cacho, Francisco Boira
Genere Drammatico

La critica
"Un film fatto per chiudere i conti con la propria infanzia, anche se Almodovar più che di sé parla della Spagna, della fine del franchismo e di quel bagno improvviso di libertà in cui molti si bruciarono le ali. Una storia di passioni rovinose ed estreme, di preti che seducono bambini, di ragazzi che seducono adulti, di fratelli che prendono il posto di altri fratelli, per invidia, per ambizione, per gelosia. In una catena di amori e vendette in cui nessuno è veramente innocente ma nemmeno i peggiori sono del tutto colpevoli, perché ogni boia può nascondere una vittima (e viceversa), solo la droga è il male assoluto, tutto o quasi si può fare in nome della passione. Che è anche la parola da cui viene invaso lo schermo nell'ultima scena de 'La mala educaciòn'. Un film così profondamente gay che i personaggi sono tutti di sesso maschile con le fugaci eccezioni di tre figure ancillari, una madre anziana, una nonna decrepita e una sarta che compare pochi attimi sul set del film nel film. Perché 'La cattiva educazione', titolo da prendere alla lettera, è anche un irriferibile racconto a scatole cinesi; un film-matrjoska pieno non solo di travestimenti e ricatti, ma di storie che contengono altre storie, di racconti che diventano film, di citazioni di ogni tipo, com'è da sempre nello stile cinefilo di Almodovar. Anche se qui il cinema, oltre che selvaggia scuola d'arte e di vita, diventa specchio, rifugio, luogo di iniziazione sessuale. Nonché mestiere di uno dei due protagonisti, regista alla Almodovar (con le dovute differenze), che un giorno si vede consegnare da un ex compagno di scuola, suo primo amore, il racconto neanche troppo fantasioso della cattiva educazione ricevuta dai preti. (...) Questa storia tutto sommato lineare ne nasconde una assai più torbida, un intricatissimo noir in cui la dark lady è un maschio, il messicano Gael Garcia Bernal, che interpreta sia il misterioso attore-scrittore sia il travestito con un'innocenza e un trasporto che danno anche alle più esplicite scene gay un pathos inconsueto perfino per Almodovar. Magari 'Tutto su mia madre' e 'Parla con lei' erano meno soffocanti, più nuovi, emozionanti e vitali. Magari il vertiginoso gioco di specchi de 'La mala educaciòn' risulta più privato, meno sorprendente. Ma forse è presto per dirlo, film così vanno meditati, metabolizzati, ne riparleremo alla fine del festival."
(Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 13 maggio 2004)

"'La mala educación' è un film incantevole che partendo da uno spunto autobiografico, i dolori del giovane Pedro nei collegi dei preti anni '60, attinge a una sfrenata fantasia romanzesca. (...) Spazia tra passato e presente divertendosi a sottolineare come la vita si trasforma in melò e viceversa, propone inganni molteplici, scambi di persona, ritorni di personaggi spariti e sparizione di altri. Sul piano della narrazione Almodóvar sfoggia un'abilità da giocoliere, a volte sfidando la logica e la credibilità, ma ci mette un tocco ironico e perfino ilare che impreziosisce l' assunto tragico; e anche un palpito assolutorio che coinvolge i personaggi più negativi. Non esistono cattivi, solo esseri umani travolti dalla passione, la parola chiave della poetica di Pedro che non a caso risuona a suggello del film. I torbidi ricordi sono riscattati dalla tolleranza che viene con la maturità, le scene di violenta attrazione omosessuale (qui le donne contano poco) sono presentate con garbata naturalezza. Fra gli interpreti, tutti perfetti, spicca Gael García Bernal in una triplice incarnazione toccante e virtuosistica."
(Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 13 maggio 2004)

Presentato come film di apertura del 57mo Festival di Cannes (2004)

8 ottobre 2004
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