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La Rosa d'oro a David Hockney

Bellezza, creatività e conoscenza: virtù riconducibili ad alcune straordinarie personalità del mondo della cultura

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Il Premio La Rosa d’oro, istituito dalla casa editrice Novecento, fu ideato a Palermo il 24 marzo 1984.
Fu Jorge Louis Borges a suggerirne l’idea, dopo avere ricevuto in dono questo prezioso simbolo, a cui egli attribuiva un particolare valore. Bellezza, creatività conoscenza: virtù riconducibili ad alcune straordinarie personalità del mondo della cultura.
Quest'anno La Rosa d’oro è stata assegnata (il 7 maggio scorso) all’artista inglese David Hockney. E' stato lo Fursterberg Parisstilista Yves Saint Laurent - vincitore della precedente edizione – a scegliere il nome di Hockney, e oggi leggerà la prolusione di consegna presso la sala Gialla di Palazzo dei Normanni.
Hockney è stato prescelto dallo stilista francese, secondo l'originale regolamento che regola La Rosa d'oro, il riconoscimento ideato dall'editrice Domitilla Alessi, che non prevede giuria ma una nomination suggerita dall'ultimo vincitore.
"Ci ho pensato prima di accettare, ma poi mi è piaciuto il meccanismo, insolito, senza una giuria che si può pilotare. E poi non ero mai stato in Sicilia...".

David Hockney è arrivato a Palermo venerdì scorso. Ha scelto di arrivare nel capoluogo siciliano con la nave, da Napoli. Per Hockney subito Monte Pellegrino, poi Mondello e Monreale.
"Sono arrivato al mattino presto, era tutto molto bello. Monreale la trovo fantastica, soprattutto il chiostro. Non capisco: perché la gente si affolla in chiesa e non visita il chiostro? E perché non mettere degli specchi che riflettano gli splendidi mosaici? L'ho detto a Domitilla Alessi (l'ideatrice del premio), in alcune chiese americane lo hanno già fatto".
Hockney  era già stato in Italia nel 1961. Era venuto perché voleva vedere le Alpi e invece, chiuso dentro il furgoncino di un amico, non riuscì a vedere nulla.
Pensava che ci fosse sempre il sole in Italia e invece trovò Firenze imbiancata dalla neve.

MotherPittore figurativo, fotografo, scenografo e grafico, Hockney è inglese di Bradford ma vive da oltre vent'anni in California, a Santa Monica.
Ama sperimentare. Non gli piace essere considerato un'icona della Pop Art.
"Non ho mai pensato di avere molto a che fare con la Pop Art ma qualcuno mi ha appiccicato questa etichetta. Sono molto interessato alla fotografia. C'è un libro dal titolo Il potere delle immagini: ecco, se la storia dell'arte e quella delle immagini divergono, l'arte soccombe al potere dell'immagine".
Anni fa ha ritrovato il Rinascimento dentro la camera oscura: cioè ha dimostrato in un libro come grandi pittori italiani del Rinascimento e i maestri fiamminghi abbiano adoperato la semplice tecnica della camera oscura, nota già nel Medioevo, per creare le loro immagini perfette: erano sufficienti una camera oscura, un foro, uno schermo e uno specchio concavo, e il capolavoro era servito.

E ad un maestro dell'immagine come lui viene spontaneo domandare quando al giorno d'oggi, nell'era della quotidiana manipolazione visiva, l'utilizzo della manipolazione delle immagini può considerarsi ed essere definita Stop aheadarte?
"La camera oscura è più antica della fotografia e le persone che la usavano prima erano artisti. Con la recente fine della fotografia chimica e l'avvento della fotografia digitale è possibile la manipolazione. Ma non è arte. Oggi la fotografia ha dei limiti severi. Il "Los Angeles Times" ha pubblicato due immagini sovrapposte, quello è un collage; a Londra il "Daily Mirror" ha pubblicato delle foto false non più di altre ma senza didascalie ingannevoli. Si tende a credere sempre che la fotografia sia verità, ma ciò è un errore. Di 160 anni fa. Specchi e lenti (la televisione?, ndr) danno potere, per questo mister Berlusconi è così potente. Prima di lui c'era il Papa ad apparire sempre in tv. Non so se tutto questo in Italia si può dire...". "Nessuno aveva previsto la diffusione delle piccole macchine fotografiche digitali che quasi ogni soldato americano porta con sé e che consentono di inviare immagini in tempo reale. I politici americani pensavano di poter trasferire la cultura americana in un paese arabo. Non ci sono riusciti. E sono stati derisi da una foto".

Si potrebbe dire, dunque, che quei grandi artisti del '400-'500 "baravano"? "No, il loro era piuttosto un mezzo di misurazione. Per esempio, i pittori cinesi e giapponesi non usavano le ombre, i pittori europei, soprattutto dal XV secolo in poi, al contrario, le adoperavano. Con il photoshop che tutti i giornali utilizzano, la fotografia diventa pittura, puoi aggiungere, modificare. La macchina fotografica vede geometricamente, noi esseri umani psicologicamente".

Bigger splashE com'è, visto che il discorso gira attorno all'utilizzo degli specchi, David Hockney visto da David Hockey? "Un artista deve essere giudicato perciò che fa piuttosto che da ciò che dice. Un bel concetto che nessun politico tiene a mente".
Come già abbiamo ripetuto, l'inglese Hockney vine da tanti anni in California, e l'America ha apportato cambiamenti importanti alla sua arte. "Vivo in California da 25 anni, c'è una luce meravigliosa e lì posso condurre una vita riservata come piace a me". 
Quindi La Los Angeles piena di piscine è diventata parte di Hockney e viceversa. Le piscine delle mega ville di Beverly Hills, come dei modesti motel per camionisti di passaggio. Per Hockney, quello della piscina, come quello delle docce, è un tema ricorrente. Basti pensare a un lavoro in particolare,"Bigger splash".
"II primo hotel dove ho dormito negli States era modesto ma aveva una piscina. E una questione di clima. In Inghilterra non è possibile. Sì, preferisco la California a New York: lì non si può più nemmeno fumare!".

Oggi a Palermo oltre alla cerimonia di premiazione, sarà inaugurata la mostra "Paints The Stage", presso gli spazi di Palazzo Sclafani. Una raccolta di manifesti originali di Hockney, creati per il teatro tra il 1964 e il 2003.
L'evento prevede altri appuntamenti, nell’arco della giornata seguente. Presso l’Aula Magna di palazzo Steri, alle h.16.00 la proiezione di due film: "A Day on the Grand Canal with the Emperor of China" di David Hockney e Philip Haas, e "David Hockney. Pleasures of the Eye", un ritratto di Gero Von Boehm e B.Monti Della Corte.
Subito dopo, Hockney parteciperà a un incontro con gli studenti dell’Accademia di Belle arti e dell’Università di Palermo. Interverranno: la Prof.ssa Vittoria Crespi Morbio (storica dell’arte – Firenze) e il Prof. Mauro Pratesi. Dalle 17.30, presso la Sala delle Armi, sarà possibile visitare inoltre la mostra fotografica di Jeanloup Sieff, "Un Régard sur la Beauté. Hommage à Yves Saint Laurent".

INFO:
25 maggio 2004
Mostra Paints The Stage, David Hockney
Palermo, Palazzo Sclafani – Piazza S. Domenico Decollato
Fino al 4 giugno.
Orari: tutte le mattine dalle 10,30 alle 13.00.

26 maggio 2004
Proiezione film (h.16.00)
Inontro con gli studenti (h. 17.00)
Mostra Un Régard sur la Beauté – Hommage à Yves Saint Laurent, Jeanloup Sieff
Palermo, Palazzo Steri – Piazza Marina (Tel. 091334139)

25 maggio 2004
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