La splendida città di Erice (TP) continua a bussare alla porta dell'Unesco

Va avanti la proposta per la candidatura della Vetta a patrimonio dell'umanità

"Il nostro impegno continua. Il progetto è ambizioso e non ci tiriamo indietro". Il sindaco di Erice (TP) Ignazio Sanges continua a puntare sulla candidatura del suo Comune a patrimonio dell'Umanità. La strada obbligata è quella dell'Unesco. "La nostra proposta - dice il primo cittadino - è stata presentata nel 2002 al ministero ai Beni Culturali. Ma non può essere un'iniziativa isolata. Con l'ex assessore Pietro Carriglio, anima del progetto, è stato studiato un percorso. Quello degli Elimi, che trova Erice capofila e coinvolge Castellammare del Golfo, San Vito Lo Capo, Custonaci e Marsala, con le risorse ambientali, archeologiche, storiche e culturali che questa parte della provincia di Trapani può indicare come suo tratto di distinzione e di unicità del territorio".

Sanges ricorda il lavoro di Carriglio: "Ha fatto di tutto per accelerare le procedure. Ha trovato i contatti giusti per rendere coerente il progetto. Il suo apporto è stato determinante. Se ancora oggi continuiamo a mantenere ferma la nostra richiesta, dobbiamo molto all'abnegazione di Carriglio".
Il sindaco ha intanto incontrato una delegazione del club Unesco di Erice per dare un nuovo impulso al progetto. Un gruppo di lavoro sarà chiamato a sostenere l'attività dell'amministrazione che ha confermato la sua volontà politica per arrivare ad una risposta positiva da parte dell'Unesco. Il sindaco di Erice ha concordato una strategia comune con il presidente del club Vincenzo Bandi e con la responsabile operativa del progetto Vincenza Zichichi. Per Sanges è necessaria "una grande unità d'intenti per ribadire che la comunità ericina è pronta a sostenere quella che si presenta come una opportunità non soltanto per il territorio comunale ma per l'intera provincia e tutta la Sicilia".

La candidatura di Erice a patrimonio dell'Umanità è stata seguita dal proposta del consigliere provinciale Carlo Foderà, che ha proposto la Riserva dello Stagnone. Un'altra soluzione è stata indicata nell'isola di Mothia. Ma le candidature senza un progetto generale sono deboli. «Una singola realtà - sottolinea Sanges - ha davvero poche speranze di essere presa in considerazione. L'Unesco punta ad una prospettiva più ampia e le esperienze precedenti non lasciano dubbi sulla proposta culturale che può fare breccia fra le altre. Non dobbiamo dimenticare che la competizione è molto forte ed in gioco ci sono le bellezze naturali, storiche ed archeologiche di tutto il mondo".

Fonte: La Sicilia

18 giugno 2004
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