La Terra si è spostata

La violenza del terremoto nel sud est asiatico ha spostato l'asse terrestre e ha cambiato le mappe geografiche

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Il numero delle vittime del cataclisma nel sud est asiatico è ancora provvisorio. Si parla di circa 70 mila morti e tale bilancio salirà ancora. Ora la paura più grande è per le epidemie. L'Organizzazione mondiale della sanità avverte: le malattie potrebbero provocare una strage anche peggiore.

Parlavamo ieri di ''prova generale della fine del mondo'', ma gli effetti prodotti dal tremendo terremoto che ha avuto il proprio epicentro a largo di Sumatra, più che un segno della fine è stata - e ciò per quanto riguarda il pianeta -  la chiara manifestazione della continua vita della Terra, del suo naturale movimento vitale.
Al di là della distruzione e della morte, al di là del dolore e dell'immane disperazione, l'unico commento che rimane da fare è quello che ci riporta alla normalità di un avvenimento tale, ossia, è inutile parlare di straordinarietà, perché avvenimenti di questo genere nella zona dove è avvenuto era qualcosa di risaputo, prevedibile, che ci si aspettava. Tra l'altro le stesse zone e altre parti del mondo sono state colpite da terremoti e maremoti ben più intensi di questo, e che hanno provocato numeri più elevati di vittime.

E' l'inevitabile cinismo dell'osservazione e del fatto scientifico, è la primitiva crudeltà della natura. Poco da aggiungere. E' così che va da quando il pianeta terra si è formato.   

Il terremoto del 26 dicembre 2004 ha segnato ulteriormente la storia del mondo, sia in termini di storia umana, sia in termini di storia geofisica. Infatti la potenza di questo terremoto ha modificato l'asse di rotazione terrestre. La scossa tellurica - con il conseguente maremoto che dal sud est asiatico è arrivato sino alle coste dell'Africa orientale - ha fatto traballare la Terra sul suo asse, che è rimasto alterato in modo permanente.

Dal Centro di Geodesia Spaziale "G. Colombo" dell'Agenzia spaziale italiana di Matera, punto di riferimento mondiale per questi dati, il fisico Giuseppe Bianco, spiega: "Si tratta di risultati preliminari che indicano uno spostamento dell'asse di rotazione terrestre pari a 5-6 centimetri". Il ricercatore tuttavia precisa: "Questo mutamento non avrà conseguenze. Siamo abituati a convivere con alterazioni anche maggiori, del tutto naturali, come la nutazione, che avviene ogni 18 anni ed è provocata dal rapporto tra luna e sole". "Variazioni come quella registrata oggi ci sono anche in seguito a fenomeni atmosferici: è stato accertato sia successo in seguito al Nino, ma possiamo affermare con una certa sicurezza che finora una variazione simile non era avvenuta con tale rapidità".
Un'alterazione che comunque interessa gli addetti ai lavori e della quale non ci accorgeremo.
Conferma che non ci accorgeremo dello spostamento dell'asse terrestre anche Richard Gross, un esperto del Jet Propulsion Laboratory della Nasa a Pasadena, in California. Secondo quanto ha spiegato Gross al quotidiano Newsday, la velocità di rotazione della Terra potrebbe aver subito un rallentamento di meno di tre microsecondi (un microsecondo è pari a un milionesimo di secondo). Questo cambiamento di velocità, peraltro, potrebbe essere assai difficile da misurare.

Il terremoto ha però causato mutamenti anche a livello superficiale, sui quali alcuni esperti americani stanno discutendo. "Il sisma di magnitudo 9 - dice il geologo statunitense Ken Hudnut - ha cambiato le mappe geografiche, perché alcune delle isole più piccole al largo della costa sudoccidentale di Sumatra possono essersi spostate verso sud-ovest di circa 20 centimetri", altre sono addirittura spazzate via. Anche la punta nordoccidentale di Sumatra può essere scivolata verso sud-ovest di circa 36 metri, o che le isole di Sumatra si siano innalzate sul livello del mare, piuttosto che spostarsi orizzontalmente.

E' così che funziona la Terra, da milioni di anni, che noi ce ne accorgiamo oppure no. Ma la gente comune deve essersi comunque accorta dell'avvenuto mutamento, non dall'inclinazione dell'asse terrestre ma dal doloroso disastro che mostra la propria agghiacciante faccia in questi giorni, tramite i giornali e le televisioni. O almeno si spera che la gente comune se ne accorga, perché la venuta di tali cataclismi deve essere occasione di riflessione profonda.
Se anche stavolta, le immagini di dolore scivoleranno addosso a tutti quelli che non hanno avuto diretta parte in causa, allora sì che possiamo parlare di prova generale della fine del mondo, la fine del mondo degli uomini.

- ''Si è spostato l'asse terrestre'' (dal Corriere.it)
- Le analogie con il terremoto di Messina del 1908 (da La Sicilia)

29 dicembre 2004
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