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Lampedusa è disperata!

L'isola abbandonata dalle istituzioni: tra il problema dell'immigrazione e il rischio default

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Nei giorni scorsi il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, intervenendo alla commissione Diritti umani del Senato, ha parlato di immigrazione clandestina e, inevitabilmente, ha affrontato le problematiche che questa causa all’isola di Lampedusa.
"Nelle ultime due settimane sono giunte sulle coste italiane circa 1.000 persone, la maggior parte delle quali provenienti dalla Libia, anche se non di nazionalità libica, bensì di Paesi sub-sahariani e del Corno d'Africa che, presumibilmente, avranno diritto alla protezione internazionale". "Questa situazione - ha spiegato il ministro - deve far riflettere sulla portata epocale del fenomeno la cui gestione richiede un impegno continuo da parte del Governo e delle Istituzioni che hanno sempre mantenuta alta l'attenzione, sia sulla individuazione di forme di collaborazione e intesa con i Paesi di provenienza, sia sull'organizzazione dell'accoglienza e dei primi soccorsi".
"Sono molto preoccupata per Lampedusa, che sta scoppiando dopo gli sbarchi degli ultimi giorni",  ha continuato il ministro. "I centri di accoglienza dell'isola - ha ricordato - sono stati distrutti da incendi. Ne avevamo recuperato uno in via provvisoria per garantirci l'estate e ora dobbiamo fare i lavori per rendere operativi anche gli altri due. Lampedusa è il primo porto e lo vogliamo svuotare prima possibile".

A proposito delle condizioni del centro di accoglienza di Lampedusa, l’associazione Save the children ha denunciato le "inaccettabili" condizioni delle donne, dei neonati e dei minori presenti, proprio dopo gli sbarchi degli ultimi giorni. La denuncia di Save the Children parla di donne e bambini stipati nel Centro di prima accoglienza e soccorso e in particolare di 123 presunti minori soli arrivati dalla Libia e di 17 bambini piccoli accompagnati, tra cui 4 neonati. Il Centro ospita più del doppio della capienza massima, i servizi igienici non funzionano, ci sono solo 330 materassi per 879 persone.

"Particolarmente grave - denuncia ancora l’associazione che è presente sull'isola - la situazione per i minori non accompagnati e per le donne che hanno anche bambini piccoli e neonati, che sono stipati in 281 in uno spazio atto a ospitarne 50, con solo 3 bagni a disposizione e dormono in due per letto o a terra. Dal loro arrivo i neonati hanno dormito su cuscini, mentre alcuni minori hanno cercato di allestire dei giacigli di fortuna con cartoni stesi sul pavimento, dopo che l'acqua aveva invaso la camera e rimasti senza vestiti asciutti, dovendosi coprire con le sole coperte anche di giorno". "La situazione di sovraffollamento e confusione al Cpsa è tale che non ci consente neppure di fare in modo adeguato il nostro lavoro di informazione e sostegno ai minori non accompagnati - ha dichiarato Raffaela Milano, direttrice Programmi Europa dell'organizzazione - abbiamo fatto pressioni su tutte le autorità coinvolte nel coordinamento e nella gestione, il ministero degli Interni, quello del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Protezione Civile, ma ci è stato risposto che il problema è l'assenza di risorse finanziarie certe per la copertura dei costi, che determina il rifiuto da parte dei Comuni e delle singole comunità ad accogliere i minori". "Siamo incredibilmente, ancora e sempre, in una logica di emergenza: sono bastati alcuni giorni di mare calmo che consente l'attraversata, per mettere in profonda crisi il sistema di accoglienza. Pur riconoscendo i leciti diritti e l'interesse dei Comuni e delle comunità, è fondamentale garantire che siano i diritti e il superiore interesse dei minori a prevalere", ha aggiunto Milano.

Secondo quanto riferito dai migranti a Save the Children e agli altri operatori umanitari presenti sull'isola, la situazione in Libia, dalla quale provengono la maggior parte dei migranti sbarcati a Lampedusa, sta peggiorando, con pesanti situazioni di ingiustizia o violenza nei confronti degli immigrati dall'Africa sub-sahariana - alcuni dei quali vivono nascosti per paura - come il lavoro non pagato o l'incarcerazione con la richiesta di un riscatto per poter uscire. Sempre secondo il loro racconto, sarebbero moltissimi gli immigrati presenti in Libia, anche arrivati negli ultimi mesi e molti quelli che aspettano di imbarcarsi per raggiungere l'Italia.
"Facciamo appello al governo perché sia disposto immediatamente il trasferimento dei migranti presenti al Cpsa e in particolare delle madri con i bambini e dei minori non accompagnati, che sono i più vulnerabili. Occorre inoltre individuare prontamente i posti disponibili in comunità di accoglienza sull'intero territorio nazionale e assicurare la relativa copertura finanziaria, oltre a riaprire almeno una struttura di accoglienza temporanea in cui accogliere i minori per il tempo strettamente necessario all'individuazione dei posti. Questa ennesima emergenza dimostra come sia indispensabile stabilizzare nel 2013 un fondo nazionale garantito dedicato al sistema di accoglienza e integrazione dei minori migranti che ne hanno diritto per legge", ha concluso Raffaela Milano.

Ma, Lampedusa non è un secchio troppo colmo, la soluzione dei problemi dell’isola pelagica - causati non soltanto dagli sbarchi - non può essere soltanto quella di svuotarla. Lampedusa è una terra di persone in grande difficoltà, che subiscono l’insopportabile lontananza delle istituzioni da troppo tempo. Una situazione limite che ha portato i cittadini all’esasperazione, quella che vede agire i disperati in maniera insensata.
"Se entro giovedì 29 novembre, non verrà prorogata la sospensione dei pagamenti dei tributi, contributi previdenziali e assistenziali e dei mututi per gli abitanti di Lampedusa, gli isolani sono pronti a fare uno sciopero della fame collettivo". Non solo. I lampedusani hanno anche fatto sapere che bloccheranno l'arrivo dei viveri sull'isola, inclusi quelli destinati al centro d'accoglienza che ospita centinaia di migranti.
E' il drammatico annuncio dei giorni scorsi di Antonio Martello, Presidente del Consorzio albergatori 'Progetto Isole Pelagie'. "Il primo dicembre 2012 è prevista la scadenza della proroga relativa alla sospensione dei pagamenti e, nonostante la problematica sia stata messa all'attenzione del Premier Mario Monti, di tutti i ministri e del neo Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, la popolazione di Lampedusa e Linosa non ha ricevuto ad oggi alcuna risposta", dice Martello.

Nei giorni scorsi, i commercianti e gli imprenditori si sono riuniti presso la sala congressi dell'Aeroporto di Lampedusa, insieme all'Associazione Imprenditori di Lampedusa, la Federalberghi di Lampedusa, l'Associazione Armatori di Lampedusa e il CO.GE.PA Lampedusa e Linosa hanno incontrato tutta la popolazione delle Isole Pelagie "per decidere le azioni da prendere nei confronti del Governo centrale, della Regione e delle Istituzioni locali".
"Ricordiamo - ha detto Angelo Mandracchia, presidente dell'Associazione Imprenditori di Lampedusa - che l'isola dopo aver subito il cospicuo flusso dei migranti, non ha ricevuto dal Governo alcun intervento a sostegno del settore economico e di tutta l'imprenditoria locale, danneggiata irreparabilmente dalla pubblicità negativa che ne è derivata dal fenomeno".
"Gli esigui provvedimenti disposti dal Governo sono stati 'a costo zero' - ha aggiunto Antonio Martello - ed oggi le isole di Lampedusa e Linosa rischiamo il fallimento se non sarà disposta la proroga della sospensione".

Insomma, la disperazione di un'intera cittadinanza comincia, ora, ad assumere toni sicuramente più alti ed eclatanti. "La situazione è drammatica - ha detto Piero Billeci, Presidente dell'Associazione Armatori Lampedusa - tutte le imprese locali sono al collasso e la classe politica non può essere indifferente all'enorme disagio che Lampedusa deve affrontare da sola".
La cittadinanza ha indetto, quindi, lo sciopero della fame "se entro il 29 novembre 2012 non riceverà la proroga e una risposta alle richieste inoltrate". Forzatamente si impedirà l'arrivo dei viveri sulle isole di Lampedusa e Linosa ed anche gli ospiti del centro di accoglienza parteciperanno allo sciopero.

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, Adnkronos/Ign]

29 novembre 2012
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