Le cantine CVA Canicattì portano al Vinitaly l'orgoglio della cooperazione

Le cantine CVA Canicattì portano al Vinitaly l'orgoglio della cooperazione

Le cantine sociali siciliane a Verona con le nuove annate e la testimonianza straordinaria del vigneto nel parco della Valle dei Templi

CVA Canicattì modello d'eccellenza per il mondo delle cantine sociali, si presenta al Vinitaly 2018 con un'importante novità di rilievo. Dalla seconda metà dello scorso anno, infatti, l'azienda siciliana è entrata a far parte della rete di imprese "The Wine Net - Italian Co-Op Excellence", il network di cantine cooperative nato un anno fa e che oggi raccoglie sei tra le realtà italiane più importanti. Un'unione innovativa che vuole, da un lato, aumentare la percezione sul mercato del valore qualitativo oggi raggiunto in Italia dal sistema cooperativo, e dall'altro dare vita a strategie commerciali e di promozione comuni  nei principali mercati internazionali. "L'adesione a questa rete di imprese - spiega Giovanni Greco, presidente di CVA Canicattì - ci ha consentito, da un lato, l'ottimizzazione dei costi, soprattutto nel versante della promozione all'estero, e dall'altro ci ha fornito uno slancio per accrescere la visibilità del nostro brand e dei nostri vini, associati ad alcune denominazioni italiane più conosciute al mondo".

Giovanni Greco, presidente di CVA Canicattì

Al Vinitaly CVA Canicattì presenterà ad operatori e winelovers le ultime annate dell'Aquilae Nero d'Avola Bio e del fratello bianco, l'Aquilae Grillo Bio (Miglior vino bianco in assoluto al Concours Mondial de Bruxelles 2016). Stesso discorso per tutti i vini della collezione di CVA Canicattì, a partire dal resto delle produzioni a bacca bianca: Catarratto, Chardonnay e Grillo, sempre della linea Aquilae; Inzolia della linea La Ferla e il Fileno, un Grillo considerato tra i migliori per spessore enologico e fedeltà varietale. A Verona sarà anche possibile degustare presso lo stand di CVA (Padiglione 2, Stand G106) le ultime annate dei rosati La Ferla e il Delicio. Sul fronte dei vini rossi, ci saranno il Centuno (Nero d'Avola), il Calìo (Nero d'Avola e Nerello Cappuccio), lo Scialo (Nero d'Avola e Syrah) e lo Sciuscia (vendemmia tardiva di Nero d'Avola). Per la linea Aquilae, saranno presenti invece Nero d'Avola, Cabernet, Syrah e Merlot, etichette che per CVA Canicattì costituiscono le fondamenta del proprio fatturato grazie ad un imbattibile rapporto qualità/prezzo. Infine, non potrà mancare l'Aynat (Nero d'Avola), punta di diamante dell'intera produzione di CVA Canicattì, espressione autentica di un grande territorio, quello che parte da Agrigento e si estende fino alla provincia di Caltanissetta, dove in quasi 1000 ettari di vigneto 300 vignerons condividono un progetto produttivo e di mutualità davvero unico nel suo genere, per partecipazione, attaccamento e senso di orgogliosa appartenenza.

Il vigneto Diodoros nella Valle dei Templi - ph. Giuseppe Caruso

E, a proposito del territorio dove opera CVA Canicattì e delle sue ricchezze, non possiamo dimenticare l'incantevole paesaggio tra storia e mito che si dispiega dal vigneto ai piedi della Valle dei Templi, frutto di un progetto condiviso con l'Ente che si occupa della gestione del parco: "Il recupero del vigneto sotto il Tempio di Giunone - conclude il presidente Giovanni Greco - ha contribuito a tenere viva una cultura agricola millenaria, oggi espressa dal vino della Valle Diodoros, blend elegante e armonioso di Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Nero d'Avola che anche in questa edizione del Vinitaly sarà simbolo non solo della nostra cooperativa, ma anche dell'identità di una terra da sempre consacrata alla viticoltura".

- www.cvacanicatti.it

- www.vinitaly.com

11 aprile 2018
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