Le evidenze di Gioacchino Genchi

Il superconsulente rivela: ''Ci sono chiare prove di telefonate di Dell'Utri ai boss di Cosa nostra''

Prima le accuse del pentito Gaspare Spatuzza, che collabora con la giustizia perché ha deciso - dice lui - di "dare onore a tutti quei morti e restituire la verità alla storia" (LEGGI). Poi le parole dei boss Filippo Graviano e Cosimo Lo Nigro, che hanno smentito Spatuzza (LEGGI). Prima ancora però c'è stata una condanna a 9 anni di reclusione, in primo grado certo, e la verità giudiziaria è tale solo a conclusione di un processo, sicuramente... però quella condanna c'è stata (LEGGI). Ora spuntano le rivelazioni di Gioacchino Genchi, vice questore di Palermo e consulente informatico per diverse procure: "Ho evidenze di telefonate di Dell'Utri ai mafiosi. Ci sono chiare prove che risultano dai tabulati, dei suoi contatti telefonici già all'origine della fondazione di Forza Italia. Ho dei dati inconfutabili che dimostrano come alcuni appartenenti di spicco a Cosa Nostra abbiano preso parte alla genesi del partito in Sicilia oltre che essere direttamente collegati ai soggetti che hanno compiuto le stragi del 93".

Questo ha detto Genchi, ospite di Klaus Davi nel programma web-tv Klauscondicio in onda su You Tube, sulla presunta vicinanza del senatore Pdl, Marcello Dell'Utri, con personaggi appartenenti a Cosa nostra. "Alcuni telefoni legati a fondatori dei club di Misilmeri e di Brancaccio, che si riunivano all'hotel San Paolo di Palermo costruito per conto dei Graviano e ad oggi confiscato alla mafia, sono stati utilizzati - ha detto Genchi - per chiamare mafiosi, stragisti, altri soggetti ora pentiti e condannati all'ergastolo, anche per contattare a casa il presidente Silvio Berlusconi". "Queste per me sono prove che dimostrano in modo indiscutibile il legame tra chi ha provveduto alla fondazione del partito in Sicilia e chi, a Milano o Roma, ha tirato le fila con i mafiosi. E Dell'Utri - ha concluso Genchi - è il soggetto che avvicina il Cavaliere a Palermo. Con lui non c'è stato solo un rapporto imprenditoriale ma da loro dipende l'intera genesi politica del partito".

Nell'intervista rilasciata a Klaus Davi, Genchi ha aggiunto inoltre che "la mente di Cosa Nostra è sempre stata negli Usa. Prova ne sono i ripetuti viaggi del boss mafioso, Domenico Raccuglia, negli Stati Uniti fin dai tempi delle stragi del '92. Queste furono decise in America, non certo a Corleone. I rapporti oltreoceano sono stati la prima cosa che ho evidenziato nelle mie relazioni e nelle mie consulenze proprio alla vigilia dell'attentato di Via D'Amelio. Mi riferisco a delle chiamate fatte negli States nell'estate del '92 che furono il punto di coordinamento e di controllo dell'attività stragista in Italia. Il cervello è sempre stato la, la dove c'era Buscetta".
Il superconsulente, inoltre, ipotizza terribili futuri scenari, non escludendo la possibilità di "una nuova stagione di stragi, soprattutto se le trattative tra Cosa Nostra, i suoi referenti e le istituzioni dovessero 'saltare'. Al momento - ha spiegato Genchi - ritengo che un simile scenario tuttavia sia improbabile ma, visto il clima di tensione che si è creato in Italia, tutto è possibile. Il passaggio che stiamo vivendo è molto difficile, ci sono grossi scontri che non sono certamente quelli tra maggioranza e opposizione visto che spesso votano in accordo, come nel caso di Cosentino. Quindi, nel momento in cui le lotte non sono più in Parlamento, privato completamente di ogni funzione, è possibile che accada tutto e il contrario di tutto". "Lo Stato - conclude perentorio Genchi - non prevede attentati di mafia perchè Cosa Nostra è messa bene ed è già tutelata dal Governo".

Affermazioni senz'altro molto pesanti quelle di Genchi, alle quali ha commentato con sdegno Luigi Vitali, componente della Consulta Giustizia del Pdl. "Quanto dichiarato dal consulente informatico Gioacchino Genchi nell'intervista rilasciata a Klaus Davi è di una gravità inaudita e impone che chiarisca il senso di quanto affermato a proposito del fatto lo Stato non prevede attentati di mafia perché Cosa Nostra è messa bene ed è già tutelata dal Governo". "Diversamente, credo che vi siano gli estremi per procedere penalmente contro questo signore che, approfittando del fatto di essere stato un consulente abituale della magistratura inquirente, si è costituito abusivamente un archivio che utilizza a suo piacimento. Devo prendere atto - ha concluso Vitali -, che, per quanto il capo dello Stato si spenda per un rasserenamento del clima, non solo la politica è sorda, ma ambienti esterni a essa ci mettono anche il resto".

[Informazioni tratte da Ansa, La Siciliaweb.it, IMGpress.it]

17 dicembre 2009
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