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Le siciliane del calcio. Il Messina in compagnia dei rosanero, in vetta alla classifica

Il Palermo, beffato in casa ma primo. Cappotto per il Catania. Calcio e pugni per il Messina

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PALERMO – TREVISO 2-3
Seconda sconfitta casalinga stagionale per il Palermo, dopo quella subita contro la Salernitana che aveva determinato l'esonero dell'allenatore Silvio Baldini. I rosanero sono stati superati di slancio da un Treviso ben organizzato, tenace, attento e bravo a chiudere tutti gli spazi, che ha avuto il pregio di ribaltare il punteggio che a lungo lo ha visto sotto. Per il Palermo si tratta di una battuta d'arresto non grave, ma che comunque deve far riflettere il tecnico Francesco Guidolin e tutto lo staff tecnico rosanero.

Una volata sulla destra di Ganci, che si conclude con un tiro sull'esterno della rete, fa intuire che per il Palermo non sarà facile piegare il Treviso. I rosanero stentano a decollare e lo fanno solo dopo essere stati colpiti a freddo dalla rete veneta: è Chiappara (che un minuto prima aveva impegnato Berti in un difficilissimo intervento direttamente su calcio d'angolo) a propiziarla, con un lancio che al 19' taglia la difesa rosanero da destra a sinistra. D'Agostino approfitta di un'incertezza di Conteh e supera Berti con un preciso pallonetto.
Il Palermo tira fuori l'orgoglio e la rabbia della prima della classe, riversandosi nella trequarti avversaria e schiacciando gli avversari. Fioccano le occasioni: al 25' Mutarelli impegna in tuffo Gillet e 2' più tardi Toni, davanti al portiere, manda alto di poco. Alla mezz'ora il Palermo sfonda con un'azione portata avanti da Antonio Filippini che entra in area dalla destra e viene atterrato da Pianu, De Santis fischia il rigore proprio mentre Toni insacca alle spalle di Gillet.
L'arbitro non convalida il gol e sceglie il penalty che Eugenio Corini, al dodicesimo centro stagionale (il nono dagli 11 metri), trasforma con un tiro a mezz'altezza. Ma non è finita: il Palermo continua a premere e, prima di tornare negli spogliatoi, si porta in vantaggio con un' azione ben congegnata sulla destra dello schieramento offensivo. La ispira Corini, che serve Antonio Filippini, da questi a Toni che gira per Jeda; il brasiliano controlla a batte in uscita Gillet. Il tempo si chiude con una punizione di D' Agostino parata in due tempi da Berti.

La ripresa si apre con un brivido per il Palermo: dopo 42'' Ganci si trova solo davanti a Berti e gli spara il pallone addosso. Il Palermo risponde all'11' con una conclusione di Jeda deviata Al 17', sugli sviluppi di un calcio di punizione, il Treviso trova il pareggio: Gobbi calibra una parabola da sinistra verso destra per Bianco che, nei pressi del secondo palo, batte Berti con un tocco preciso.
La reazione degli uomini di Guidolin è rabbiosa e si concretizza in un tiro di Toni troppo largo ed una conclusione ad effetto di Emanuele Filippini che lambisce il palo. Poco dopo la mezz'ora è Antonio Filippini a chiudere una bella triangolazione con Gasbarroni che conclude fra le braccia di Gillet. Gli ospiti si fanno rivedere al 33' ancora su calcio piazzata: la bordata di Monticciolo si spegne, però, sull' esterno della rete.
È un segnale che prelude alla rete del successo realizzata a 9' dal termine da Ganci che viene pescato da un lancio millimetrico di Gobbi e batte in uscita Berti. La reazione del Palermo è ancora affidata al suo bomber Toni che al 38' impegna severamente Gillet con un diagonale rasoterra dalla sinistra. Il 3-2 finale per i veneti non cambierà più fino alla fine. 
Fonte: GdS

ATALANTA – CATANIA 3-0
Niente da fare. Il Catania, guadagnata una posizione di classifica tranquilla, cercava a Bergamo un risultato positivo per avvicinarsi alle zone di vertice della classifica e dare nuovi motivi di interesse alle ultime giornate di campionato. Contro l'Atalanta è andata però in maniera ben diversa.
La formazione catanese torna a casa con un'altra severa sconfitta in trasferta rimediando un secco 3-0 contro la squadra di Mandorlini. Gli etnei combinano poco, subendo il gioco degli avversari, più veloci e organizzati, capaci di far girare bene il pallone prendendo in mano il centrocampo, dove Behi, Grieco e Pagliuca vengono spesso anticipati e non trovano il modo di imbastire una manovra efficace. Oliveira e compagni non pungono quasi mai, sbandano in difesa e soffrono sulle fasce finendo con l'arrendersi ai padroni di casa, che agganciano il primo posto e si avvicinano sempre più alla promozione.
Matricciani e Colantuono insistono con il 4-3-2-1 schierando Terra al centro della difesa accanto a Stendardo. Zoppetti va a destra. A centrocampo conferma per Pagliuca e ritorno di Behi con Montervino avanzato accanto a Oliveira a sostegno della prima punta Taldo. Tridente per l'Atalanta con Gautieri, Pazzini e Pinardi.

Il Catania è costretto subito sulla difensiva. Dopo sette minuti ci prova Pinardi con un tiro di poco a lato, altri sette minuti ed è Pazzini, autore di un duro duello con Stendardo, a sfiorare la rete di testa su cross di Bellini. L'Atalanta sblocca il risultato al 26', quando, su angolo di Marcolini, Gonnella viene lasciato libero di colpire di testa in piena area. Il Catania non reagisce e comincia a innervosirsi (litigio tra Concetti e Stendardo su un lancio lungo raccolto dal portiere etneo). I locali vanno vicini al raddoppio nei minuti di recupero con Montolivo, che con un tiro dal limite impegna Concetti, pronto a opporsi al tentativo di Gautieri sulla respinta.
I rossazzurri cercano di cominciare la ripresa con un po' più di decisione, ma non vanno oltre due girate di Taldo (fuori) e Oliveira (centrale). All'11, invece, l'Atalanta va sul 2-0 con Bellini, che raccoglie un cross di Gautieri battendo a rete da sinistra. Gli ingressi di Sedivec e Scandurra per Montervino e Taldo non servono a svegliare il Catania, che nel tentativo di riaprire l'incontro si sbilancia e lascia ulteriori spazi ai bergamaschi, che al 28' chiudono definitivamente i conti con un colpo di testa di Gautieri, lesto ad anticipare Giallombardo, spesso in difficoltà contro la punta nerazzurra.
Fonte: La Sicilia

MESSINA – VENEZIA 2-1
Calcio e cazzotti.  Emozioni, sorprese, ma anche violenza e qualche gesto di follia pura. Non è mancato nulla nella 38esima giornata del campionato di serie B. L'episodio più eclatante a Bari, campo neutro di Messina-Venezia. All'82, sul 2-1 per i siciliani e con il Venezia ridotto in 9, il portiere dei lagunari, Soviero, è stato espulso ed ha completamente perso la testa, scagliandosi contro la panchina del Messina e, in particolar modo, dirigendosi come una furia verso il tecnico giallorosso, Bortolo Mutti.
Fermato appena in tempo dagli altri componenti della panchina messinese che hanno salvato il proprio tecnico, Soviero ha cominciato a sferrare una serie di pugni contro i malcapitati che cercavano di fermarlo. A farne le spese, in particolare un fotografo colpito e ferito dal portiere veneziano. A scatenare la furia di Soviero le espulsioni di Liendo, al 37', e Maldonado, all'80', il rigore (in effetti molto dubbio) concesso al Messina sull'1-1 e il cartellino rosso che Palanca gli ha sventolato sotto il naso. Davvero un gesto spiacevole in una gara che, comunque, lancia il Messina in testa alla classifica. Sul neutro di Bari dopo essere andati sotto, al 28' per la rete di Biancolino, i siciliani di Mutti hanno pareggiato al 19' della ripresa con Di Napoli e, al 36', hanno chiuso la partita con il contestatissimo rigore trasformato da Parisi. Per il Venezia un brutto colpo, tre espulsioni (per Soviero arriverà una lunghissima squalifica) e una sconfitta che complica i piani salvezza della squadra di Gregucci, quint'ultima con un punto di vantaggio sulla quart'ultima. Il Messina ritorna in testa alla classifica, grazie al colpaccio del Treviso che, a sorpresa, ha espugnato il campo della capolista Palermo con un incredibile 3-2.

La classifica di B

Palermo, Messina, Atalanta 65
Livorno 64
Piacenza 61
Cagliari, Fiorentina 59 
Triestina 58 
Ternana 55
Catania 53
Vicenza   52 
Torino 51 
Napoli 48 
Genoa, Treviso 46 
Albinoleffe, Ascoli, Salernitana 44 
Venezia, Pescara 41 
Verona 40 
Bari 37 
Como 32 
Avellino 28 

19 aprile 2004
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