Le Siciliane di A: I rosanero con Toni ritornano a vincere. Per il Messina un giusto pareggio

Toni ritorna a segnare e il Palermo si sblocca. Il Messina pareggia ma resta terza in classifica

PALERMO - SAMPDORIA 2-0
Palermo (3-4-2-1): Guardalben 7, Biava 6, Terlizzi 6, Barzagli 6.5, Mutarelli 6, Barone 7, Corini 7 (41' st Zaccardo sv), Grosso 5.5, Zauli 7, Brienza 7, Toni 6.5. (1 Santoni, 4 Morrone, 7 Farias, 19 M. Gonzalez 30 Da Silva Pereira Adriano, 46 Gasbarroni). All.: Guidolin 6.5.
Sampdoria (4-2-3-1): Antonioli 5, C. Zenoni 6, 32 Pavan 5, Falcone 5.5, Tonetto 6, Diana 5.5 (22' st Pagano 6), Donadel 5.5, Palombo 5.5 (33' st Volpi sv), Doni 6, Kutuzov 6 (7' st Flachi 6), Rossini 5.5. (1 Turci, 8 Edusei, 14 M. Castellini, 72 Sacchetti). All.: Novellino 6.
Arbitro: Girardi di San Donà di Piave 6.
Reti: nel pt 18' Toni; nel st 2' Brienza.
Note: angoli 12 a 6 per la Sampdoria. Recupero: 0' e 3'. Ammoniti: Mutarelli e Donadel per gioco falloso; Doni per proteste. Spettatori: paganti 33.077, presenti 35 mila circa, per un incasso di 548.493,19 euro.
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Dopo 42 giorni di digiuno (l'ultima affermazione era datata 3 ottobre, 1- 0 al Bologna), il Palermo ritrova il successo. E lo fa nel giorno in cui Luca Toni, dopo 57 giorni di astinenza, riscopre la via della rete. Doppia festa, dunque, in casa rosanero nel turno di campionato che precede la sosta. La Sampdoria poco ha potuto contro una squadra vogliosa di scrollarsi di dosso i timori, le paure e i venti di una crisi sempre più vicina: i blucerchiati hanno pagato a caro prezzo tre assenze importanti.

Nessuna squadra, tanto meno quella di Novellino, può rinunciare a gente come Bazzani (squalificato), Volpi e Flachi, non in condizioni brillanti e fatti partire dalla panchina. Il Palermo è stato abile a non farsi sorprendere dalla partenza a razzo dei liguri che hanno cercato immediatamente la via del gol, ma non sono riusciti a trovarla anche per effetto delle prodezze di Guardalben, sempre reattivo, pronto e concentrato. E se la Sampdoria è stata costretta a rinunciare ai suoi big, che rappresentano l'asse portante della squadra, il Palermo ricomincia invece a beneficiare delle giocate di Zauli: con lui in campo appare fin troppo evidente come i rosanero riescano a proporsi in avanti e da rendersi pericolosi.
La compagine di Francesco Guidolin non può prescindere da un giocatore tecnicamente dotato come Zauli, che regala lampi di bel calcio, detta i tempi, fa salire la squadra e riesce come pochi a mettere Toni in condizione di segnare. La Samp sperava di sorprendere il Palermo e poi di chiudersi a difendere. Non è un caso se Kutuzov e Diana, dopo soli 3', provano a spezzare l'equilibrio, con una bella combinazione che permette all'attaccante bielorusso di indirizzare verso la porta, ma trova Guardalben ottimamente piazzato.

Passa un minuto e il Palermo reclama la concessione di un rigore, dopo che Grosso finisce a terra in area per un contatto con Pavan: l'arbitro concede una rimessa da fondocampo. Il Palermo alza il ritmo, ma la Samp conserva il possesso del pallone, senza però creare presupposti per il gol. Che invece realizza il Palermo, grazie a Toni, tornato implacabile opportunista. Brienza dopo 2' potrebbe raddoppiare, ma il suo tiro finisce alto di poco, poi sono i blucechiati ad assumere il comando delle operazioni e a schiacciare il Palermo, che rischia la capitolazione al 24', quando Kutuzov si trova solo davanti a Guardalben. Il portiere del Palermo, però, è in giornata di grazia e respinge, salvando il risultato.

La squadra di Walter Alfredo Novellino sale di tono e, al 25', una bella verticalizzazione di Diana permette a Kutozov di girare dalla destra per Rossini, ma l'ex atalantino manca l'impatto con la sfera a pochi metri da Guardalben. Le squadre vanno negli spogliatoi dopo che Terlizzi, di testa su punizione di Corini, manda fuori di poco. Nell'intervallo Novellino fa scaldare Flachi, uno dei big indisponibili alla vigilia. Quando l'ex viola entra in campo, però, il Palermo è già sul 2-0 e la partita sembra avere preso una piega amara per i liguri.
La Samp, nonostante il doppio svantaggio, non si disunisce e, fra l'8' e il 13', va vicinissima al gol: prima ci prova Diana, con un tiro da fuori; poi è la volta di Rossini, da distanza ravvicinata. In entrambe le circostanze, però, Guardalben è insuperabile. La Samp capisce che non è giornata e allora il Palermo si riaffaccia in avanti, ma non punge. Una conclusione al volo di Zauli, su lungo lancio di Brienza, manda in visibilio il pubblico, ma non Antonioli, che blocca a terra. Le ultime emozioni le regalano i genovesi: prima una combinazione Pagano-Flachi, viene conclusa dall'attaccante che, di testa, sfiora il palo opposto a quello di tiro; poi una mischia viene risolta dalla difesa del Palermo.


UDINESE - MESSINA 1-1
Udinese (3-5-2): De Sanctis 6.5, Bertotto 6, Sensini 5.5, Kroldrup 6.5, Belleri 5.5 (1' st Di Michele 7), Pizarro 7.5, Muntari 7, Jankulovski 5.5 (29' st Pazienza 6), Mauri 6, Iaquinta 5.5, Di Natale 6 (40' st Fava 6). (24 Handanovic, 3 Cribari, 19 Felipe, 26 Pieri). Allenatore: Spalletti 6.
Messina (4-4-2): Eleftheropulos 6, Aronica 6, Rezaei 6.5, Zanchi 6 (41' pt D' Alterio 6), Parisi 7, Ametrano 6, Donati 6, Coppola 6, Iliev 6.5 (22' st Rafael 6), Amoruso 7, Di Napoli 6.5. (29' st Yanagisawa 5.5) (87 Santoro, 7 Gonias, 54 Eramo, 30 Cucciari). Allenatore: Mutti 6.
Arbitro: Rodomonti di Roma, 7.
Reti: nel pt 12' Amoruso, nel st 9' di Michele.
Note: recupero: 4' e 3'. Angoli: 10 a 7 per l' Udinese. Ammoniti: Ametrano, Iliev, Coppola e Pazienza per gioco falloso.
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L'Udinese aggiusta nella ripresa una partita che si era messa male e, pareggiando con un buon Messina, resta al terzo posto in classifica. I bianconeri, visti nel freddo e ventoso pomeriggio dello stadio Friuli, sono però sembrati la copia sbiadita della bella squadra reduce da quattro vittorie consecutive; più bella e veloce la squadra di Mutti, quarta in graduatoria, capace di veloci contropiede con la coppia Di Napoli-Amoruso, che spesso ha messo in crisi la retroguardia udinese.

L'1-1 finale rispecchia l'andamento della gara, che ha visto le squadre spartirsi un tempo a testa. Partono bene i siciliani e, dopo una prima fase di studio, diventano pericolosi con un tiro forte di Amoruso, lanciato con un diagonale da Iliev, che impegna de Sanctis dal limite. E' solo l'antipasto del gol che arriva un minuto dopo, sullo sviluppo di un calcio d'angolo. La palla arriva alla trequarti a Parisi, che lascia partire un tiro rasoterra; Amoruso si trova sulla traiettoria e, sul filo del fuorigioco, si gira bene, lasciando fermo Sensini e battendo il portiere bianconero.

L'Udinese accusa il colpo e sembra non rispondere. Iaquinta è l'ombra del goleador ammirato mercoledì a Roma, lento e impreciso, e non riesce a dialogare con i compagni, soprattutto con Di Natale. I giallorossi di Mutti si fanno ancora pericolosi al 17', con uno scambio Amoruso-Di Napoli e tiro di questi dal limite, con palla che esce di pochissimo a lato.
La risposta dei friulani, però, non tarda, e grazie alla grande regia di Pizarro, i bianconeri cominciano a farsi vivi dalle parti di Eleftheroupolos, prima con Di Natale, che al 20' scaglia un destro a girare alzato dal portiere sopra la traversa, poi con un affondo da sinistra dello stesso attaccante, sul cui cross Rezaei riesce di un soffio ad anticipare Iaquinta, e quindi con un sinistro violento di Muntari da 30 metri, che il portiere messinese respinge a fatica.

Ma l'occasione più clamorosa giunge a tre minuti dalla pausa, con un diagonale di Sensini dalla destra che attraversa la porta; sulla sfera si avventa in scivolata Iaquinta, che però incredibilmente toglie letteralmente la palla dalla linea di porta. La riprese vede la mossa decisiva da parte di Spalletti, che toglie un esterno - Belleri - e inserisce Di Michele a rinforzare l'attacco. Quest'ultimo trova subito l'intesa con Iaquinta e da una percussione dei due nasce il gol del pareggio, al 9'.
Uno scambio veloce in verticale porta Di Michele a trovarsi da solo, con l'opportunità di scagliare un forte tiro a mezz'altezza, su cui Eleftheroupolos non può far nulla. E' il momento migliore per l'Udinese, che dà l'impressione di poter raddoppiare da un momento all'altro. A complicare le cose al Messina ci si mette anche un infortunio al centrale Marco Zanchi, uno dei migliori, che si provoca uno stiramento all'inguine.

Al 15' Pizarro tenta di sorprendere Eleftheroupolos con uno spiovente da 35 metri, di poco fuori, poi Mauri a due passi dalla porta si esibisce in una rovesciata, che però viene bloccata dal portiere. Pian piano la spinta offensiva dei bianconeri si esaurisce e, verso la fine, ci sono gli ultimi due brividi in contropiede del Messina, entrambi con Amoruso, con un colpo di testa al 42' e un tiro di sinistro al 44'.

Fonte: La Sicilia

La classifica di serie A

Juventus 31 
Milan  25 
Udinese 19 
MESSINA  17 
Chievo  17 
Lecce  16 
Inter  16 
Lazio  16 
Livorno  16 
Cagliari  16 
Fiorentina  15 
PALERMO  15 
Sampdoria 14 
Brescia  14 
Roma  13 
Reggina  13 
Bologna  12 
Parma  12 
Siena  11 
Atalanta  7 

15 novembre 2004
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