Le Siciliane di A. Il Palermo continua il suo volo in vetta. Catania e Messina seguono in maniera autorevole

PALERMO - SAMPDORIA 2-0
Palermo (3-5-1-1): Fontana 6, Zaccardo 7, Barzagli 6, Biava 6.5, Bresciano 6.5, Guana 7.5, Corini 7, Simplicio 7, Pisano 6.5, Di Michele 5 (33' st Cassani sv), Amauri 6. (20 Sirigu, 4 Gio. Tedesco, 10 Caracciolo, 15 Dellafiore, 18 Parravicini, 90 Brienza). All.: Guidolin 7.
Sampdoria (4-4-2): Castellazzi 6, Sala 5.5 (11' st Pieri 5), Falcone 5.5, Terlizzi 4, C. Zenoni 6, D. Franceschini 5.5 (33' st G. Delvecchio sv), Volpi 5.5, Palombo 5.5, Bonanni 6 (26' st Olivera sv), 27 Quagliarella 5, 20 Bonazzoli 5.5. (99 Berti, 5 Accardi, 18 Parola, 88 Foti). All.: Novellino 5.5.
Arbitro: Saccani di Mantova.
Reti: nel pt, 35' Corini; nel st, 25' Zaccardo.
Note: angoli 3-4. Recupero: 0' e 3'. Espulso: nel st 43' Terlizzi per proteste. Ammoniti: Corini per proteste, Di Michele per ostruzionismo. Spettatori: 22.244, per un incasso di 410.690,30 euro.
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Più facile del previsto. Il Palermo batte la Sampdoria con un gol per tempo, conquista il quarto successo consecutivo e prosegue la sua marcia in vetta alla classifica del campionato. I rosanero hanno vinto giocando al piccolo trotto e senza faticare particolarmente, risultando perfino lezioni in talune circostanze, ma soprattutto capitalizzando certi limiti della squadra di Walter Alfredo Novellino, apparsa stranamente poco organizzata e incapace di contrastare il passo a un Palermo risoluto, essenziale, oltre che ben registrato in ogni settore del campo. Anche in difesa, dove nel corso della stagione ha spesso lasciato a desiderare.
Era importante lanciare un altro segnale al campionato, ma anche all'Inter che il 26 prossimo sarà ospite del Palermo nello stadio Barbera. Il Palermo ha fornito un'ulteriore dimostrazione di forza, cancellando con un colpo di spugna la sconfitta subita giovedì sera contro il Newcastle Utd in Coppa Uefa. Il monologo del Palermo va in scena già nel primo tempo. Gol compreso sono sette le opportunità che i rosanero riescono a guadagnarsi, mentre della Sampdoria si ricorda solo una punizione di sinistro sulla barriera di Bonanni. Poi, più nulla.

Il Palermo sfodera una prova di grande maturità, ma non solo: mette in mostra la calma di chi sà che, prima o poi, il gol arriverà. E' solo una questione di tempo. Amauri è in grande spolvero, e si vede, non è un caso se proprio lui, dopo soli 4', riesce a guadagnare una ghiotta occasione: supera di slancio (e di potenza) due avversari ed entra in area con la sicurezza di chi è pronto a scoccare il tiro vincente. L'attaccante brasiliano, però, non ha fatto i conti con Falcone, che lo tiene per la maglia e lo mette giù: per Saccani non è rigore.
Il Palermo non demorde e al 7' Amauri, sempre lui, spalle alla porta, devia di testa una punizione di Corini, costringendo Castellazzi a una deviazione alta. Fra il 12' e il 17' i rosanero riescono a collezione altre due buone occasioni, rispettivamente con Di Michele (conclusione dai 22 metri di poco fuori) e Simplicio (destro largo di poco), ma è Guana al 28' inquadrare la porta e a chiamare in causa Castellazzi, che questa volta deve volare per mettere in angolo il suo destro al Curaro.
Ci pensa Corini, con una delle sue parabole letali su punizione, a mettere le cose a posto, poi Amauri cerca il raddoppio (di testa), ma non lo trova, sia pure per una questione di centimetri.

In apertura di ripresa (3') si vede finalmente anche la Samp: il tiro di Daniele Franceschini, però, finisce sull'esterno della rete, dopo un rimpallo in area. Nel secondo tempo va in scena la saga degli errori e lo spettacolo ne risente. E' il Palermo a tenere il pallino del match in mano, mentre la formazione di Novellino conferma le difficoltà in fase d'impostazione che fin qui ne hanno segnato il cammino in campionato.
Con il passare dei minuti, gli spazi aumentano e il Palermo diventa più guardingo, al punto che Guidolin arretra Bresciano fino alla linea dei difensori, lasciando a Guana il compito di trasformare le azioni difensive in offensive. Una punizione di Corini al 21' finisce alle spalle di Castellazzi, ma nessuno tocca il pallone e allora Saccani si vede costretto a invalidare il gol.
Novellino si affida a Pieri, spostando Christian Zenoni da sinistra e destra, ma non cambia granché nell'economia - e soprattutto nella manovra - degli ospiti. Al Palermo manca il raddoppio che arriva al 25', dopo una dormita della difesa della Samp, che perde tutti i rimpalli nella sua area, sugli sviluppi di un'azione confusa e permette a Zaccardo di firmare il secondo centro stagionale in campionato, dopo quello contro il Messina. Nel finale Bresciano, Amauri e anche Biava potrebbero arrotondare, ma non ci riescono.


TORINO - MESSINA 1-1
Torino (3-4-1-2): Abbiati 5,5, Di Loreto 6, Cioffi 6,5, Franceschini 6, Comotto 6, Barone 5,5, De Ascentis 5,5, Pancaro 6, Fiore 5,5 (19' st Rosina 6,5), Oguro 5 (1' st Muzzi 5,5), Stellone 7. (1 Taibi, 4 Brevi, 3 Balestri, 23 Ardito, 19 Abbruscato). All. Zaccheroni 5,5.
Messina (4-4-1-1): Storari 6, Rea 6, Zanchi 5, Morello 6, Parisi 5,5, Alvarez 6,5(19' st Minetti 6), Cordova 7 (39' st Sullo sv), De Vezze 6, Masiello 5,5, Iliev 6 (30' st Floccari 5,5), Riganò 5,5. (88 Caglioni, 11 Di Napoli, 16 Ogasawara, 77 Lavecchia). All. Giordano 6.
Arbitro: Romeo di Verona.
Reti: nel pt 36' Cordova, nel st 16' Stellone.
Note: recupero 1' e 4'. Angoli: 11 a 0 per il Torino. Espulsi: 36' st Zanchi per proteste. Ammoniti: Rea, Morello, Parisi, Barone, Stellone e Zanchi per gioco scorretto, Franceschini per fallo di mano, Rosina per simulazione, Storari per comportamento non regolamentare. Spettatori: 19 mila.
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Il Messina passa in vantaggio, il Torino insegue e pareggia. Finisce 1-1 la sfida tra granata e siciliani, la grande delusione contro la squadra rivelazione di questo inizio di campionato. Al vantaggio, non del tutto meritato, del cileno Cordova replica nel secondo tempo Stellone, al suo terzo gol. Rimane invece all'asciutto Riganò, il capocannoniere della serie A.
E' un Torino arrembante quello che inizia il primo tempo. Dopo nove partite di nulla, la squadra granata mostra quel cuore Toro evocato dai tifosi che oggi hanno ricordato la scomparsa del mitico capitan Ferrini. Fra i titolari, Zaccheroni sceglie Oguro come spalla di Stellone e insiste ancora su Fiore dietro le delle due punte. L'ex viola cerca subito di riscattare le opache prestazioni di questo inizio di stagione. Al 7' è suo il tiro che colpisce la traversa dopo un bel colpo di tacco di Stellone. Che quattro minuti dopo (11') scheggia il palo con una punizione.

Il Messina privo dello squalificato Coppola e degli infortunati Iuliano e Zoro resta a guardare. Giordano ha un bel da fare a sbracciarsi a bordo campo per spiegare ai suoi come sfruttare la velocità degli esterni Alvarez e Masiello a favore di Riganò. Il capocannoniere del campionato è però ben controllato dalla difesa granata, che non rinuncia ai tre marcatori nonostante di fronte abbiano una sola punta. Gli unici pericoli per i padroni di casa arrivano dalla destra, dove l'honduregno Alvarez fa fare la trottola a Pancaro.
La pressione granata si avvievolisce con il passare dei minuti e i siciliani ne approfittano per guadagnare qualche metro. Il gol di Cordova, che al 36' sorprende Abbiati con una saetta da oltre trenta metri, è però una punizione eccessiva. Ma proprio nel momento in cui deve rimontare, la squadra di Zaccheroni torna a far vedere tutti i limiti del suo gioco. Inevitabili, di conseguenza, i fischi del pubblico che accompagnano i granata negli spogliatoi alla fine del primo tempo.
In casa, del resto, i sostenitori granata hanno già trangugiato tre sconfitte. Sopportarne un'altra non sarebbe facile per chi è appena venuto fuori da tre anni di serie B.
Zaccheroni cerca di evitare un altro dispiacere al suo pubblico proponendo ad inizio ripresa Muzzi al posto di Oguro. La prima occasione del secondo tempo (6'), però, è ancora del Messina: Fiore, tornato giocatore anonimo dopo il bell'inizio, serve l'avversario Iliev che dopo una fuga di quaranta metri mette al centro per Riganò, anticipato di un soffio da Franceschini. Il Torino replica con Barone (9'), che da buona posizione devia fuori un cross di Pancaro.

E' la forza della disperazione che muove i padroni di casa, che pareggiano al 16' grazie ad un potente diagonale di Stellone (16 ). Giordano prova a difendere il pareggio mandando in campo Minetti al posto di Alvarez, mentre il Toro tenta il colpaccio gettando nella mischia Rosina (esce Fiore). Il fantasista dell'Under 21 entra subito in partita, rendendo più imprevedibile la manovra granata.
Quando al 36' l'arbitro Romeo butta fuori Zanchi per proteste, il Torino si riversa in avanti e rischia grosso su un contropiede che Riganò sfrutta male concludendo fuori. Al 43' Barone protesta per un fallo da rigore non concesso e al 47' Rosina spara fuori di un soffio e sul fischio finale Muzzi di testa devia verso la porta un cross di Franceschi. Ma la palla non entra più.

Fonte: La Sicilia

REGGINA - CATANIA 0-1
Reggina (3-5-2): Pelizzoli; Lanzaro (40' st Rios), A. Lucarelli, Aronica; Mesto, Esteves (26' st Missiroli), Amerini (33' st Tognozzi), Tedesco, Modesto; Amoruso, Bianchi. In panchina: Campagnolo, Giosa, Carobbio, Barillà, Rios. Allenatore: Mazzarri
Catania (4-3-3): Pantanelli; Sardo, Sottil, Stovini, Vargas; Baiocco, Edusei, Caserta (49' st Minelli); Colucci (45' st Del Core), Spinesi (21' st Biso), Corona. In panchina: Polito, Falsini, Izco, Millesi. Allenatore: Marino
Arbitro: Tagliavento di Terni.
Reti: 24' st Corona
Note: Serata fresca, terreno in buone condizioni. Spettatori: 15.000 circa. Ammoniti: Lanzaro, Sottil, Lucarelli, Corona. Angoli: 9-6 per il Catania. Recuperi: 1' pt e 7' st.
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Pantanelli para, Corona segna. Il Catania vince in casa della Reggina grazie agli interventi decisivi del proprio portiere e al gol di "Re Giorgio". Una sconfitta immeritata per gli amaranto di Mazzarri che restano a -3, ma che oggi hanno poco da rimproverarsi, se non il crollo mentale dopo il gol siglato da Corona al 24' della ripresa. Fino a quel punto la Reggina aveva per lunghi tratti dominato la gara, anche se il Catania non ha mai rinunciato a giocarsi le proprie carte.
La Reggina, reduce dallo 0-0 in casa della Lazio, deve rinunciare a Leon. Al suo posto Mazzarri manda in campo Esteves piazzandolo nel centrocampo a 5 e lasciando alla coppia Bianchi-Amoruso il compito di sfondare la difesa catanese.
Dall'altra parte Marino non rinuncia al tridente, nonostante la pesante assenza dello squalificato Mascara. Al suo posto Corona che si sistema a destra con Colucci a sinistra e Spinesi punta centrale. A partire forte è il Catania che, con un gran sinistro di Baiocco, sfiora il vantaggio al 5'. Partita equilibrata, ritmi alti e gran confusione a centrocampo con Colucci e Corona, i due attaccanti esterni del Catania, che danno man forte al centrocampo etneo.

La Reggina fa fatica a trovare Bianchi e Amoruso e allora Tedesco decide di provarci dalla distanza costringendo Pantanelli in angolo. Siamo al minuto 22 e le fasi di studio sono ufficialmente terminate. La Reggina cresce, il Catania non riesce a sostenere le punte, Spinesi tocca pochissimi palloni e i siciliani si fanno vedere solo con una punizione di Vargas che finisce sul fondo.
Meglio la Reggina che comincia a creare palle-gol e a mettere in difficoltà la difesa rossazzurra. Al 30' perfetto il cross di Mesto per la testa di Bianchi che, da 6 metri, colpisce di testa a botta sicuro ma sfiora clamorosamente il palo. Spinge la Reggina, Catania in difficoltà sulle fasce. Al 36' Modesto va via a sinistra e serve al limite Amoruso, l'ex Juve entra in area e piazza un destro a girare che Pantanelli, con l'aiuto della traversa, devia in angolo.
Amaranto scatenati: al 41' gran destro dai 20 metri di Bianchi, ancora decisiva la risposta di Pantanelli che si allunga e devia in angolo. E' l'ultima azione di un primo tempo che la Reggina ha giocato meglio soprattutto nel finale, grazie alla qualità di Amoruso e alla spinta sulle fasce. Catania ordinato ma poco incisivo in avanti, troppo solo Spinesi, Corona e Colucci sono più due centrocampisti aggiunti che due attaccanti esterni.

Nella ripresa (dopo 3' di sospensione per lancio d'oggetti in campo), all'8', Lucarelli rischia l'autogol con un goffo intervento. All'11' potrebbe starci un rigore per la Reggina, ma per l'arbitro Tagliavento il fallo di mani di Colucci è involontario. Il Catania agisce in contropiede, ma senza creare grossi problemi alla difesa calabrese. Al 17' ancora Pantanelli salva la sua porta: sponda di Amoruso, destro di Tedesco da pochi metri, conclusione centrale che il numero 1 siciliano respinge con i piedi.
Un minuto dopo Pantanelli può solo assistere al sinistro di Aronica che, deviato da Sottil, fa la barba al palo. Marino decide di cambiare, il suo Catania soffre: fuori Spinesi dentro Biso, va Corona a fare la prima punta. E' la mossa giusta perché al 24', un cross di Baiocco dalla destra attraversa tutta l'area e finisce sul sinistro di Corona che batte Pelizzoli. Sospetta la posizione di Colucci, forse in fuorigico ma comunque passivo.

Esaltato dal gol Corona (insieme a Pantanelli il migliore dei suoi) prova un destro a girare che si perde di poco sul fondo. La Reggina accusa il colpo, ma ha una fiammata al 30': cross di Modesto, testa di Amoruso, Pantanelli blocca in tuffo. Catania pericoloso in contropiede, sempre con Corona che semina il panico sulla sinistra e serve Sardo all'indietro, fuori il destro in corsa del difensore catanese.
Reggina stanca, ma Amoruso non molla e al 41' ci prova con un sinistro che finisce sull'esterno della rete. Corona ha la palla per raddoppiare, ma Pelizzoli si oppone. L'ultima palla-gol è sulla testa di Missiroli, al 49', ma la conclusione è appena alta. Per la Reggina non è serata, gli amaranto rimangono a -3, il Catania vola a 13 punti.

Fonte: Repubblica.it

- La classifica di serie A

6 novembre 2006
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