Le Siciliane di A: il Palermo in crisi pareggia con il Parma. Per il Messina un buon pareggio

I rosanero in casa riescono a pareggiare con il Parma. Pareggio migliore per i rossoblù a Bologna

PALERMO - PARMA 1-1
Palermo (4-4-1-1): Guardalben 6.5, Zaccardo 5.5, Biava 6, Barzagli 6, Grosso 5.5, Santana 5 (M. Gonzalez 6.5), Barone 5.5, Corini 6, Mutarelli 6 (11' st Farias 6), Brienza 6, Toni 5.5. (1 Santoni, 4 Morrone, 6 Terlizzi, 20 Raimondi, 25 Conteh). All.: Guidolin 6.
Parma (4-2-3-1): G. Berti 7, Bonera 5, Potenza 6, P. Cannavaro 6.5, Contini 6.5, Simplicio 6, Budel 6.5, Marchionni 7.5 (37' st Rosina sv), Morfeo 5.5 (19' st Maccarone sv), Bresciano 6, Gilardino 6.5 (47' st Ruopolo). (1 Frey, 4 Bovo, 19 Pisanu, 29 I. Camara). All.: S. Baldini 7.
Arbitro: Bergonzi di Genova 6.
Reti: nel pt, 37' Gilardino; nel st, 29' M. Gonzalez.
Note: angoli: 7-4. Recupero: 1' e 5'. Ammoniti: Budel, Biava e Potenza per gioco falloso; P. Cannavaro per gioco scorretto; Mutarelli per fallo di mani; G. Berti per ostruzionismo; Toni per simulazione. Allontanato dal campo il direttore sportivo del Palermo, Rino Foschi, per comportamento irriguardoso e offensivo nei confronti dell'arbitro. Spettatori paganti 32.951, presenti 35 mila circa, per un incasso di 547.353,00 euro.
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Si allunga il digiuno di vittorie del Palermo, che da 35 giorni non riesce a conquistare l'intera posta in palio. Contro il Parma, i rosanero hanno addirittura rischiato di perdere e alla fine se sono riusciti a conquistare un punto lo devono al duo argentino Gonzalez-Farias che, mandati in campo forse più per disperazione che per convinzione dall' allenatore Francesco Guidolin, hanno confezionato l'1-1 quando ormai tutto faceva pensare che Baldini avrebbe regalato un dispiacere al suo ex presidente Maurizio Zamparini.
Il Palermo ha fatto molto per vincere e poco per non perdere e alla fine avrebbe anche meritato i tre punti per aver disputato un secondo tempo con grinta, determinazione e dinamismo degni del campionato di massima serie. Ma non c'è stato niente da fare, il Parma non si è piegato. Anzi, si è sempre difeso con ordine e, quando si è affacciato nella metà campo avversaria, ha sempre fatto male. Da oltre sei mesi gli emiliani non vincono fuori casa, ma al "Barbera" a lungo l'impresa è stata alla loro portata. Il primo tempo è del Parma, che gioca, diverte, crea palle-gol (quattro) e segna grazie a Gilardino, che si trova il pallone fra i piedi dopo un tiro di Budel e batte Guardalben con un destro molto angolato.

Un gol da bomber di razza, da implacabile opportunista, che mette in ginocchio i padroni di casa. Quel gol, però, il Parma lo aveva legittimato fin dai primi minuti di gioco, presentandosi con una certa frequenza e grande pericolosità davanti a Guardalben. Già al 1' Morfeo lancia Gilardino, che entra in area dalla destra, indirizza il pallone verso il secondo palo, dove Biava - a pochi passi dalla linea di porta - intercetta e allontana la minaccia. Dieci minuti dopo il pericolo per il Palermo viene sempre dalla destra: questa volta è lo scatenato Marchionni a crossare da destra per Bresciano che, dopo un velo di Gilardino, devia verso la porta, costringendo Guardalben a una parata che ha del miracoloso.

Il Palermo si vede solo al 23', con una punizione di Corini che non impaurisce Berti, sorprendentente fra i pali al posto del francese Frey, ormai sempre più vicino all'addio dal club emiliano. Dopo il gol di Gilardino, che interrompe un lungo, confuso e poco piacevole batti e ribatti a centrocampo, il Parma, prima di tornare negli spogliatoi per il riposo, potrebbe addirittura raddoppiare, ma Guardalben neutralizza una punizione dalla lunga distanza di Bresciano. Il Palermo chiude il tempo in avanti con un diagonale di Mario Alberto Santana (inguardabile la sua prestazione, dopo una lunga assenza a causa di una distrazione muscolare) che si perde sul fondo.
La ripresa si apre con il Parma in avanti e il pubblico che comincia a fischiare, tuttavia è il Palermo a confezionare la prima palla-gol con Santana, che si libera al tiro e indirizza il pallone nel «sette» alla sinistra di Berti che manda in angolo. Guidolin decide che è il momento di cambiare e inserisce una punta al fianco di Toni (Farias) e un cursore di fascia (Mariano Gonzalez). Al 16' il Palermo va ancora vicino al gol con Zaccardo, che entra in area e conclude a botta sicura, il pallone viene smorzato e Berti se lo ritrova fra le mani. Un minuto dopo ci prova Barone, ma la sfera finisce di poco fuori.

Il Palermo sale di tono, ma non sfonda. Su angolo di Corini (26'), Grosso riesce ad anticipare di testa anche Toni, ma il pallone si alza di poco sopra la traversa. Il gol del pareggio arriva poco prima della mezz'ora, dopo un'azione alla mano portata avanti dai due argentini appena entrati: da Gonzalez a Farias, il cui tiro viene ribattuto, nel cuore dell'area arriva di gran carriera ancora Gonzalez che fulmina Berti. Il finale è tutto del Palermo che va vicino al gol con Toni (prodezza di Berti), Farias (tiro fuori di poco, da ottima posizione), Corini (punizione respinta ancora dal portiere del Parma) e Barzagli (colpo di testa a lato).


BOLOGNA - MESSINA 2-2
Bologna (4-5-1): Pagliuca 6, Daino 5 (21' pt Nastase 5.5), Petruzzi 5, Juarez 5 (17' st Binotto 5.5), Sussi 6.5, Zagorakis 5, Locatelli 6 (32' st Fragiello sv), Loviso 6.5, Amoroso 6, Bellucci 6, Cipriani 6.5. (39 Ferron, 3 Gamberini, 32 Capuano, 19 Colucci). All.: Mazzone 6.
Messina (4-4-2): Eleftheropoulos 5.5, Aronica 5.5, Zanchi 6, Rezaei 5, Parisi 5, Cucciari 6, Coppola 6, Donati 5.5, Iliev 6.5 (44' st Eramo sv), Di Napoli 7, Amoruso 6.5 (24' st Ametrano 6). (12 Sorriso, 7 Goneas, 55 Oliva, 20 Yanagisawa, 58 D'Alterio). All.: Mutti 6.
Arbitro: Preschern di Mestre (Venezia) 5.5.
Reti: nel pt, 4' Di Napoli, 30' Loviso, 33' Amoruso; nel st, 9' Cipriani.
Note: angoli: 11-2 per il Bologna. Recupero: 2' e 3'. Espulsi: 12' st Parisi per doppia ammonizione Ammoniti: Rezaei, Nastase, Aronica, Sussi, Bigotto, per gioco scorretto; Iliev per fallo di mano. Spettatori: 17.000 circa.
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Sarebbe potuta andare ovunque la vittoria, fra Bologna e Messina e, alla fine, il 2-2 è il finale più giusto. I rossoblù si sono trovati due volte a inseguire, ma poi si sono giocati 36 minuti in 11 contro 10, per l'espulsione di Parisi: ne hanno ricavato alcune occasioni, non il colpo vincente.
Nonostante il pareggio, continua a sognare la squadra di Bortolo Mutti, e poi si potrà consolare con la cena pagata da Di Napoli, promessa in caso di gol: l'ha fatto, il quinto in otto partite, prendendo pure una traversa, e uscendo dal Dall'Ara come il migliore il campo. Già è un attaccante di talento, Re Artù, se poi si trova a ballare in mezzo a nemici che si muovono alla moviola, diventa un fenomeno. Si intuisce subito perché il Bologna si è trovato in pendenza dopo appena quattro minuti, iniziando con un sonnellino collettivo. Iliev, che sulla fascia sinistra sarà un incubo, ha lasciato sul posto Zagorakis (uno dei peggiori) e messo in mezzo un bel cross, deviato in rete di testa da Di Napoli, lasciato solissimo sul taglio.

E' la ventunesima gara ufficiale a fila in cui la difesa rossoblù becca gol, un guaio che potrebbe diventare mortale. Tutta la risposta rossoblù è rimasta in un salvataggio sulla linea di Iliev, su colpo di testa di Petruzzi (8'), poi è stato il Messina ad avere più spesso il pallone fra i piedi. E a nulla serviva il centrocampo piuttosto folto scelto da Carlo Mazzone, con Loviso (uno dei migliori) messo davanti a una difesa cementata sul posto e Zagorakis troppo incostante sulla destra. Così, sul versante rossoblù, bastava che la palla cadesse dalle parti di Pagliuca ed erano guai potenziali, con Di Napoli e Amoruso sempre svegli. Difatti non sono mancati i rischi.

Al 14' Re Artù ha centrato la traversa, soppiantando di testa Petruzzi; mentre al 33' è arrivato il raddoppio di Amoruso, ancora grazie ai piedi del compagno di linea e a quelli, imbullonati al terreno, della retroguardia bolognese: il numero 11 ha fatto un'incursione sulla destra, crossando poi per l'ex juventino che ha controllato e freddato Pagliuca con un forte rasoterra, anticipando l'intervento di Juarez e Petruzzi. Basti, per commentare l'opera dei due gendarmi rossoblù, l'immediato attacco di nervi del portiere. In mezzo, c'erano stati gli unici minuti di felicità casalinghi del primo tempo, con il momentaneo pareggio di Loviso, al 30', al primo gol i A.
Stavolta la bella difesa addormentata è stata quella del Messina: il giovane centrocampista, nato a pochi chilometri da Bologna e uscito dal vivaio della casa, ha sfruttato una barriera piazzata malissimo e, invece di crossare, ha calciato direttamente in porta una punizione da circa 20 metri, beffando Eleftheropoulos (reduce dall'influenza), goffo nell'intervento disperato. Prima dell'intervallo, oltre al nuovo vantaggio del Messina, ci sono stati un tiraccio d'esterno sprecato da Zagorakis (34') e un colpo di testa di Locatelli alzato sopra la traversa (37').

Sono poi bastati nove minuti della ripresa per rivedere la parità: sull'ennesimo cross di Sussi, alla sua partita più bella da quando è sotto le Due Torri, Cipriani ha saltato più alto di Rezaei, segnando di testa. Tre minuti più tardi è iniziata la sofferenza degli ospiti, con Parisi (già ammonito) che s'è fatto buttare fuori per un evitabilissimo fallo. Mazzone ci ha provato, mettendo dentro Binotto e il giovane attaccante Fragiello, ma spremendone solo alcune occasioni: al 22' Bellucci ha tirato addosso a Eleftheropoulos; al 26' Locatelli ci ha provato di testa, e al 32' Petruzzi avrebbe potuto sfruttare meglio un pallone capitatogli sui piedi in mezzo all'area. Il Messina può avere solo cattivi pensieri sul fallo di mano di Zagorakis (23'), che ha intercettato un cross in mezzo all'area: per l'arbitro, involontariamente.

Fonte: La Sicilia

La classifica di serie A

Juventus 25 
Milan  21 
Lecce  15 
Udinese  15 
MESSINA  15 
Inter  14 
Fiorentina  14 
Cagliari  14 
Roma  13 
Lazio  13 
Sampdoria  13 
Chievo  13 
Livorno   12 
Brescia  12 
PALERMO  11 
Bologna  11 
Reggina 10 
Siena  10
Parma 
Atalanta  6 

8 novembre 2004
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