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Le Siciliane di A

Un punto... che buono (Lazio-Palermo 1-0). Un punto... che peccato (Catania-Roma 1-1)

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LAZIO - PALERMO 1-1
La partita vista dal tifoso

Un punto buono, trovato in un campo difficile ma che alla fine potevano essere tre, con un po più di attenzione in difesa. Ma va bene così.
Ieri abbiamo trovato il portiere del futuro: Sirigu, con un nome che sembra extracomunitario ma è italianissimo, grandissime parate, sicurezza disarmante per un ventenne, e tutto sommato anche il Palermo ha dato dimostrazione a tratti di essere una squadra. A tratti purtruppo, perché il potenziale rosanero è di altissimo livello.Ieri in panchina c'erano elementi come Bertolo, Cavani, Pastore, tutti titolari fissi in altre squadre.
Zenga non appena troverà il feeling giusto farà volare il Palermo. Noi siamo ottimisti!
Buon calcio a tutti.
[A.G.]

LAZIO (4-3-3): Muslera 5, Lichsteiner 6, Cribari 5.5, Radu 6, Del Nero 6 (22' st Diakitè 6), Dabo 5.5, Baronio 6, Mauri 5.5, Foggia 6.5 (28' st Matuzalem s.v.), Cruz 5 (12' st Rocchi 6.5), Zarate 6.5. (1 Bizzarri, 7 Eliseu, 21 Inzaghi, 23 Meghni,). All.: Ballardini 6.
PALERMO (4-3-1-2): Sirigu 7, Cassani 6.5, Kjaer 6.5 (28' st Mchelidze s.v.), Bovo 5.5, Balzaretti 6, Nocerino 5, Migliaccio 6, Bresciano 6, Simplicio 5.5 (44' st Blasi sv), Budan 5 (11' st Cavani 6.5), Miccoli 5.5. (83 Rubinho, 3 Goian, 6 Pastore, 14 Bertolo, 88 Blasi). All.: Zenga 6.5.
Arbitro: Bergonzi di Genova 6.
Reti: nel st 30' Cavani, 40' Zarate.
Note: angoli: 15-0 per la Lazio. Recupero: 1' e 5'. Ammoniti: Cribari, Dabo, Zarate, Bovo per gioco scorretto, Simplicio e Mchelidze per comportamento non regolamentare. Spettatori: 29.000.
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Niente da fare, a Zenga non riesce di fare un altro dispetto a Ballardini. Ma il Palermo del tecnico che nella scorsa stagione allenava il Catania ed umiliò i rosanero al "Barbera" esce comunque dall'Olimpico con un punto, il primo della sua stagione in trasferta, che avrebbero potuto essere tre se Zarate, a 5' dalla fine, non avesse tirato fuori la Lazio dall'incubo della quarta sconfitta casalinga consecutiva (compresa l'Europa League).
La prodezza dell'argentino, protagonista di una partita di raro egoismo e quindi troppo individualista, ha placato i contestatori più accesi del presidente Lotito, che nel secondo tempo avevano intonato più volti cori d'insulti contro il presidente colpevole di non aver rinforzato la squadra e di non volere in formazione i dissidenti illustri Pandev e Ledesma, due giocatori che a questa Lazio farebbero molto comodo.
Dopo un primo tempo decisamente brutto, che aveva dato ragione agli assenti, il Palermo era passato in vantaggio al 30' della ripresa, quando Muslera si era fatto colpevolmente sorprendere da un tiro da fuori area del connazionale Cavani. L'esatto contrario del collega Sirigu, che con i suoi interventi nel finale, quando la Lazio è andata in forcing, ha salvato il pari del Palermo, festeggiando nel migliore dei modi l'esordio in serie A a 22 anni. Zenga, che di portieri ovviamente ne capisce, lo ha preferito all'incerto Rubinho di questi tempi ed il campo ha dato ragione al tecnico.
Così la sfida fra i due allenatori che in estate si sono contesi la panchina laziale (Zenga era la prima scelta di Lotito, ma aveva detto no al presidente), e che per le loro squadre hanno previsto un futuro da scudetto (ma alla luce della partita di oggi appare come minimo molto lontano), si è chiusa con un pareggio, il classico "brodino" che permette di lavorare in relativa tranquillità in vista dei futuri impegni di questa stagione dalle scadenze molto (forse troppo) ravvicinate.

Si prenda il caso della Lazio: giovedì tenterà di raddrizzare la sua situazione in Europa League, dopo il ko interno con il Salisburgo, poi domenica dovrà giocare a Firenze. Nel primo tempo la squadra romana si era fatta notare per le giocate di Foggia ed un tiro dello stesso n. 17 al 20'. Poi c'era stata la bella parata di Sirigu su Zarate al 24'.
I padroni di casa, nei primi 21' di gioco, erano stati capaci anche di collezionare tre ammonizioni da parte del severo Bergonzi. L'occasione migliore la Lazio l'aveva avuta al 39', quando su tiro di Foggia rimpallato Kjaer aveva salvato precedendo Cruz che stava per battere a rete.
In apertura di ripresa ancora Sirigu protagonista all'11', quando aveva respinto di piede una conclusione di Zarate, poi al 20' ancora il portiere del Palermo era stato decisivo su conclusione di Foggia. Un minuto dopo i siciliani avevano replicato con Cavani che esitava nel servire la più semplice delle occasioni-gol a Simplicio e si faceva togliere il pallone da Muslera. Era questa l'unica occasione del Palermo, mentre la Lazio si batteva con maggiore sprint rispetto ai 45' iniziali, grazie all'innesto di Rocchi. Proprio l'attaccante veneto serviva a Zarate un ottimo assist ma l'argentino calciava alto.

A sorpresa al 30' arrivava il gol del Palermo con Cavani e la complicità di Muslera, ma dieci minuti dopo ancora Rocchi interveniva di testa su uno spiovente in area: la palla arrivava a Zarate che stoppava di petto e realizzava di destro scacciando l'incubo della sconfitta dall'Olimpico biancoceleste. Due minuti dopo doppio intervento di Sirigu su Rocchi, poi forcing finale della Lazio con gol mancato da Diakitè (colpo di testa su corner) al 93'. Lampi finali di un match il cui risultato è giusto, perchè la Lazio si è svegliata troppo tardi e poi bisogna premiare anche i meriti di Sirigu.

CATANIA - ROMA 1-1
CATANIA (4-3-2-1): Andujar 5.5, Potenza 6.5, Silvestre 6, Spolli 6.5 (26' st Bellusci 6), Capuano 6, Izco 6 (12' st Llama 6.5), Carboni 6.5, Biagianti 6.5, Mascara 5, Ricchiuti 6.5 (19' st Delvecchio 5), Morimoto 6.5. (30 Campagnolo, 9 Plasmati, 18 Augustyn, 24 Pesce). All. Atzori 7.
ROMA (4-3-1-2): Julio Sergio 5.5, Cassetti 5 (28' pt Motta 5), Mexes sv (19' pt Juan 5.5), Burdisso 5.5, Riise 5, Brighi 5 (11' st Cerci 5.5), De Rossi 6.5, Pizarro 5.5, Perrotta 5, Totti 5, Vucinic 6. (1 Lobont, 14 Faty, 21 Guberti, 89 Okaka). All. Ranieri 5.
Arbitro: Saccani di Mantova 4.
Reti: nel pt 21' Morimoto, nel st 47' De Rossi.
Note: angoli 6-2 per il Catania. Recupero 2' e 5'. Espulso Delvecchio (48' st) per proteste. Ammoniti: Carboni, Burdisso, Potenza, Biagianti e Cerci per gioco falloso, Morimoto per comportamento non regolamentare, Andujar e Mascara per proteste. Spettatori: 13.000, incasso 50.652 euro.
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Il regalo a Ranieri lo fanno De Rossi e la terna arbitrale. Nel giorno del suo trentatreesimo compleanno, Francesco Totti resta in posizione defilata, spettatore degli affanni della sua Roma al cospetto di un Catania più tonico e spigliato.
Il capitano giallorosso esce dall'anonimato solo nel recupero per calciare al volo il pallone dell'1-1 che De Rossi corregge in rete salvando in extremis i compagni e beffando gli etnei, che ormai assaporavano il gusto della prima vittoria in campionato.
La formazione catanese fa meglio dei deludenti avversari trovando meritatamente il vantaggio nel primo tempo e proteggendolo con applicazione nella ripresa, quando i padroni di casa hanno però il torto di non realizzare il raddoppio che chiuderebbe la gara esponendosi così alla doccia fredda finale, maturata sugli sviluppi di un angolo contestatissimo e assegnato da Saccani su segnalazione del guardalinee Petrella, che da oltre trenta metri vede oltre il fondo un pallone bloccato da Andujar ampiamente prima che la sfera varcasse la linea.
La rabbia del Catania a partita conclusa è proporzionale a quanto seminato nell'arco dei 90 minuti. Atzori preferisce Izco a Delvecchio e rimpiazza Martinez, frenato in extremis da un problema muscolare, con Ricchiuti. Ranieri sceglie Cassetti e Mexes in difesa al posto di Motta e Juan, ma dopo neppure trenta minuti deve rinunciare alle due novità nel reparto arretrato a causa di altrettanti infortuni.

Il repentino doppio cambio è l'emblema di una gara in salita per i giallorossi. Il Catania ha un approccio migliore all'incontro e si rende pericoloso dopo appena sette minuti con Morimoto, innescato da Ricchiuti e autore di un rasoterra troppo debole davanti a Julio Sergio.
Il presidio delle fasce di Potenza e Capuano e il filtro in mediana assicurato da Carboni e Biagianti consente agli etnei, ispirati in avanti da Ricchiuti, di guadagnare campo sino a passare in vantaggio al 21': un tiro-cross di Potenza sugli sviluppi di un angolo di Mascara mette in affanno Julio Sergio, la palla sbatte sulla traversa e viene raccolta da Morimoto, lesto a ribadire in rete.
La Roma, troppo compassata, fatica a trovare spazi in una trequarti che i rossazzurri chiudono bene, i laterali non sfondano sulle corsie esterne, Totti non si accende mai. I giallorossi si affacciano dalle parti di Andujar con due punizioni senza fortuna di Riise e De Rossi prima di costruire una palla-gol su azione manovrata con cross di Perrotta per l'inzuccata a lato di De Rossi.
Totti e compagni rischiano grosso in avvio di ripresa, quando Mascara evita per due volte il fuorigioco, ma in entrambe le circostanze non trova la lucidità per superare Julio Sergio. Ranieri si gioca subito il terzo cambio rimpiazzando Brighi con Cerci e passando al 4-2-3-1 con De Rossi e Pizzarro davanti alla difesa, Atzori replica puntando sullo stesso modulo degli avversari con Llama al posto di Izco.

Il Catania perde Spolli, poi Mascara ci riprova dal limite (tiro sporcato da De Rossi e deviato in angolo da Julio Sergio). Dalla Roma pochi segnali. Due conclusioni mancine di Vucinic fuori bersaglio sembrano sancire l'esaurirsi delle speranze giallorosse, ma nei minuti di recupero una palla salvata a terra da Andujar viene vista oltre la linea di fondo dal guardalinee Petrella: Saccani concede l'angolo e De Rossi trova il guizzo giusto.
Le vibranti proteste catanesi portano all'espulsione di Delvecchio e a un momento di sbandamento che culmina in un rinvio sballato di Andujar con palla che sbatte sul fondo schiena di Totti e si perde d'un soffio a lato evitando ai padroni di casa una sconfitta impensabile solo qualche istante prima.

Fonte: La Siciliaweb.it

- La classifica di serie A

28 settembre 2009
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