Le Siciliane di A

Zero... emozioni al Barbera (Palermo-Genoa 0-0). Troppo forti... i Viola (Fiorentina-Catania 3-1)

PALERMO - GENOA 0-0
PALERMO (4-3-1-2): Sirigu 6.5, Cassani 6.5, Kjaer 6, Migliaccio 6.5, Bovo 6.5, Nocerino 6, Simplicio 6.5, Bresciano 6.5, Pastore 5.5 (17' st Hernandez 6.5), Cavani 5.5 (34' st Budan sv), Miccoli 6.5 (83 Rubinho, 3 Goian, 14 Bertolo, 21 Melinte, 88 Blasi). All.: Zenga 6.
GENOA (3-4-3): Scarpi 6.5, Papastathopoulos 6.5, Biava 6, Bocchetti 6, Rossi 6.5, Milanetto 6.5, Moretti 5.5, Modesto 6, Mesto 6 (30' st Palacio 6), Floccari 5 (13' st Crespo 6.5), Palladino 6.5 (13' st Sculli 6.5). (1 Russo, 16 Esposito, 21 Zapater, 40 Tomovic). All.: Gasperini 6.
Arbitro: Brighi di Cesena 6.5.
Note: ammoniti Cavani per fallo di mani; Scarpi per comportamento non regolamentare; Papastathopoulos, Mesto e Biava per gioco falloso; Miccoli per proteste. Recupero: 0' e 5'. Angoli: 7 a 6 per il Genoa. Spettatori: 25.624, per un incasso di 320.197 euro.
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Battaglia senza vincitori al Barbera. Palermo e Genoa si affrontano a viso aperto, ma alla fine si accontentano di un pari a reti inviolate che fa comodo a entrambe, appostate a ridosso della zona Champions. Poco concreti i due attacchi, ma attenti i portieri e le retroguardie che, per una volta, riescono a salvare la porta.
Zenga, aspettando il ritorno dell'infortunato Balzaretti, torna alla difesa a quattro con Cassani, Kjaer, Migliaccio e Bovo. Nocerino si riprende il posto da titolare a centrocampo. Attacco confermato con Pastore dietro Miccoli e Cavani. Il Genoa deve rinunciare ad Amelia, sostituito da Scarpi. In avanti il trio Mesto, Floccari e Palladino.
Il Palermo va subito in gol, al 2', ma Cavani segna spingendo la palla in rete con il braccio. Brighi lo vede e lo ammonisce. Nel primo quarto d'ora si vede solo il Palermo. La difesa del Genoa va spesso in affanno e i rosa sfiorano il gol al 16' con Miccoli lanciato da Simplicio con un passaggio filtrante. Scarpi è bravo a rimanere in piedi e costringe il bomber a defilarsi.
I rosanero insistono e mettono alle corde in Genoa che non riesce a uscire dalla propria metà campo. Al 24' i liguri rischiano di andare sotto su una bella azione dei rosa, tutta al volo, che Simplicio conclude con una mezza rovesciata, ma colpisce male la palla e l'azione si perde.

Il Genoa prova a uscire ma rimane poco concreto in avanti dove nè Palladino nè Floccari riescono a rendersi pericolosi. Mentre i rossoblù avanzano, il Palermo tenta di sorprendere la difesa ligure in contropiede e al 34' Bresciano lascia partire un bolide dai trenta metri, ma Scarpi è attento e devia in corner. Dall'altro lato lo imita al 43' il collega Sirigu che si supera due volte, prima su tiro da fuori di Palladino e poi, di piede, sulla conclusione di Rossi sulla ribattuta.
Nessun cambio nella ripresa che inizia con un Genoa più convinto. Palladino prende per mano la squadra e tenta di sfondare sulla destra. Al 13' però Gasperini lo sostituisce con Sculli, mentre l'evanescente Floccari lascia il posto a Crespo. Anche Zenga tenta di dare più peso all'attacco sostituendo Pastore con Hernandez.
Crespo si rende subito pericoloso con una bella girata che Sirigu respinge con i pugni sul primo palo. Di nuovo l'argentino fa venire i brividi al 25' ai rosa con un altro tiro a fil di palo, stavolta dalla sinistra. Il Palermo esce di rado dalla sua metà campo e il Genoa ne approfitta. Sul traversone tagliato di Palacio, Sculli e Crespo non riescono a metterla dentro per un soffio.
Zenga si affida alle magie di Miccoli, Hernandez e Simplicio, ma non è serata. Le due squadre ci tentano fino alla fine con Sculli e Bovo, ma il pareggio è il risulato più giusto per Genoa e Palermo che, per una sera, devono rimettere nel cassetto i sogni di Champions.

FIORENTINA - CATANIA 3-1
FIORENTINA (4-2-3-1): Frey 6, De Silvestri 6.5, Gamberini 6, Dainelli 5, Gobbi 5.5, Montolivo 6, Zanetti 6 (39' st Donadel sv), Marchionni 7.5 (35' st Comotto sv), Santana 6 (46' pt Kroldrup 6), Vargas 7, Gilardino 6.5. (35 Avramov, 23 Pasqual, 20 Jorgensen, 9 Castillo). All.: Prandelli 6.5.
CATANIA (3-5-2): Andujar 6, Potenza 5, Silvestre 5.5, Terlizzi 6, Alvarez 5 (1' st Ricchiuti 5), Biagianti 6, Carboni 6, Llama 7 (18' st Marchese 5), Capuano 4, Mascara 7, Plasmati 5 (27' st Ledesma 6). A disp: Kosicky, Augustyn, Izco, Pesce. All. Atzori 5.
Arbitro: Tagliavento di Terni 5.
Reti: nel pt 4' Marchionni; nel st 3' Mascara, 24' Marchionni, 41' Gilardino.
Note: angoli 7-6 per la Fiorentina. Espulsi: pt 45' Dainelli per doppia ammonizione, st 13' Capuano per doppia ammonizione. Ammoniti: Carboni, Silvestre, Terlizzi, Kroldrup per gioco falloso, Mascara per comportamento regolamentare. Recupero: 2', 4'. Spettatori: 23.975, incasso 488.961,61 euro (paganti 3717, incasso 46.180; abbonati 20.258, quota 442.781,61).
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Un'altra sconfitta e un'altra partita fatta di rimpianti, ingenuità e occasioni sprecate. Il Catania prolunga la serie negativa perdendo anche a Firenze un incontro che, dopo un avvio in rapida salita, sembrava avere preso la piega giusta.
Il 3-1 finale a favore di una Fiorentina priva di alcuni elementi chiave come Mutu e Jovetic evidenzia i soliti limiti di una squadra che si smarrisce nei momenti cruciali della gara mostrando di non avere il cinismo e la concretezza indispensabili per farsi rispettare in Serie A.
Decisiva e imperdonabile, in tal senso, l'espulsione di Capuano in avvio di ripresa, quando, dopo aver appena raggiunto il pari, gli etnei sembravano in condizione, grazie alla superiorità numerica, di andare a caccia del successo.
Presentatisi ancora una volta in veste rivoluzionata con un 3-5-2 in cui spiccano gli innesti del debuttante stagionale Terlizzi nella difesa a tre (Spolli è in tribuna per un problema agli adduttori), del ripescato Alvarez sulla destra e di Plasmati come prima punta, i rossazzurri provano a offrire una prestazione più coraggiosa delle precedenti.
Con Llama a ispirare le punte e i due laterali a presidiare le fasce per sbarrare la strada a Marchionni e al temuto ex Vargas, Atzori tenta così di ripagare la fiducia rinnovatagli dalla società (ma per quanto?) chiedendo ai suoi una partenza aggressiva.
Gli etnei cercano immediatamente la porta avversaria con un sinistro di Llama che Frey devia in angolo, ma al primo affondo la Fiorentina passa con Marchionni, che approfitta della libertà accordatagli da Capuano per farsi luce al vertice dell'area e scagliare un sinistro che batte Andujar.

Non avendo nulla da difendere dopo appena 4 minuti, il Catania può quanto meno provare a combinare qualcosa di più in avanti e al quarto d'ora sfiora il pari con Plasmati, che da pochi passi vede la sua conclusione respinta da Frey.
Llama, il più vivace dei suoi, crea i presupposti per il gol cinque minuti dopo, quando sfonda centralmente approfittando di un errore di Montolivo e libera ancora Plasmati davanti al portiere avversario: il centravanti, però, divora il pareggio calciando alto.
La Fiorentina cerca molto Vargas sulla sinistra e il peruviano crea non pochi problemi ad Alvarez e Potenza. I viola, però, non combinano molto al tiro. E' invece il Catania a riprovarci sugli sviluppi di una punizione di Llama che finisce a Terlizzi, libero sul secondo palo, ma autore di un sinistro al volo decisamente sballato.
A un minuto dallo scadere, l'incontro cambia volto. Dainelli, già ammonito, mette giù Llama e viene espulso. Sulla punizione che segue, Mascara colpisce il palo e vede poi la palla carambolare sull'esterrefatto Frey finendo infine sul fondo.

Nella ripresa, con un uomo in più, Atzori decide di alzare il baricentro dei suoi inserendo Ricchiuti per Alvarez. Il Catania pareggia subito con una prodezza di Mascara, che scaglia un gran destro di prima intenzione da fuori area spedendo il pallone sotto l'incrocio.
Sarebbe il momento di insistere per approfittare della superiorità, ma Capuano commette l'incredibile ingenuità di farsi ammonire due volte dall'incerto Tagliavento nel giro di quattro minuti per altrettante entrate evitabili.
In dieci contro dieci, i viola riprendono il controllo della situazione. Atzori richiama in panchina l'ispirato Llama per mandare Marchese a sinistra, ma non basta perchè proprio da quella zona nasce il 2-1 fiorentino: De Silvestri sfrutta un buco creatosi sulla fascia mancina per servire all'accorrente Marchionni un cross basso che l'esterno viola trasforma in rete con un preciso destro.
Il Catania dovrebbe riversarsi in avanti per pareggiare, ma, come accaduto già troppe altre volte, non trova le idee e il peso offensivo necessario per sfondare. E' invece l'undici di Prandelli a rendersi pericoloso con Gilardino e De Silvestri prima che lo stesso Gilardino chiuda la gara girando in porta un assist di De Silvestri.
Per i rossazzurri è la terza sconfitta di fila e sabato al Massimino, prima della sosta, arriva il lanciatissimo Napoli. Probabilmente l'ultima chiamata per Atzori.

Fonte: La Siciliaweb.it

- La classifica di serie A

 

 

2 novembre 2009
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