Le Siciliane di A

Chi l'ha visto? (Bologna-Palermo 3-1). Il Catania continua a non vincere (Catania-Napoli 0-0)

BOLOGNA - PALERMO 3-1
BOLOGNA (4-3-1-2): Viviano 6, Raggi 6, Portanova 6.5, Moras 5.5, Lanna 6.5, Mingazzini 7.5, Guana 6.5, Valiani 6.5 (40' st Vigiani sv), Adailton 6.5 (22' st Mudingayi 6), Di Vaio 7, Zalayeta 7 (33' Gimenez sv). (15 Colombo, 6 Britos, 19 Tedesco, 41 Marazzina). All.: Colomba 7.
PALERMO (4-3-3): Sirigu 6, Cassani 6, Kjaer 5.5, Migliaccio 5, Bovo 5.5, Nocerino 5, Simplicio 5, Bresciano 5.5 (18' st Pastore 6), Cavani 5.5 (24' st Hernandez sv), Budan 5 (37' st Succi sv), Miccoli 5. (83 Rubinho, 3 Goian, 14 Bertolo, 88 Blasi). All.: Zenga 5.
Arbitro: Celi di Campobasso 6.
Reti: nel pt 42' Zalayeta, 45' Kjaer, nel st 4' Zalayeta, 47' Di Vaio.
Note: recupero 1' e 5'. Angoli: 6-4 per il Palermo. Ammoniti: Mingazzini per proteste, Bresciano, Valiani e Pastore per gioco scorretto. Spettatori: 14 mila circa.
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Il Bologna trova un bomber in Zalayeta, nel suo centrocampo la solidità mancata finora, nel Palermo un avversario troppo distratto per mettere in discussione una vittoria meritata e suggellata con tre gol, mai fatti, in questa stagione, in una sola partita. E nella vittoria tre punti che le fanno mettere la testa fuori dall'acqua del fondo classifica.
Merito di un rigenerato Zalayeta, che ha interrotto con una doppietta il suo digiuno e fatto sapere a Colomba che può contare su di lui. Ma anche di un assetto tattico ordinato ed efficace, fatto di pochi fronzoli e tanta corsa, sul quale ha brillato in particolare Mingazzini, in assoluto il migliore in campo.
Zenga ha tanti motivi per essere perplesso: un attacco che si muove poco, un centrocampo quasi trasparente, una difesa colpevole di troppe incertezze. E soprattutto un atteggiamento che, lontano dal Renzo Barbera, non è quello di una squadra con gli obiettivi del Palermo.
Il Bologna ha dimostrato di esserci fin dal primo minuto, con tanta manovra e anche qualche conclusione, firmate da Adailton e Zalayeta. Il Palermo ha avuto nei tiri dalla distanza l'unica arma contundente: con Miccoli, che ha sfiorato il palo e con Cassetti che ha impegnato Viviano nel suo unico intervento importante della partita. Troppo poco per i rosanero, con Budan annientato da Portanova e Miccoli troppo nervoso per essere davvero incisivo.

È in questo quadro che il Bologna ha trovato il vantaggio con il suo attaccante che fin qui aveva convinto di meno: Zalayeta non ha potuto sbagliare l'appoggio in rete, ben servito da Di Vaio che si era liberato di Migliaccio e Kjear. Passati però un paio di minuti, subito prima del riposo, il Palermo ha trovato il pari: sulla punizione-cross di Miccoli, Moras ha perso Kjear, Viviano ha avuto un attimo di troppo di indecisione e il giovane difensore danese ha pareggiato.
Ma il rientro in campo del Bologna è stato di quelli che piacciono agli allenatori e dopo quattro minuti si è rifatto avanti, ancora con Zalayeta, che ha trovato, fra i due centrali palermitani il viale per una passerella trionfale verso la porta (assist di Mingazzini) e la doppietta. Il Palermo non ha risposto, sono mancate voglia, idee, coraggio. Colomba si è coperto mettendo Mudingayi per Adailton, Zenga ha provato tutte le frecce, compresi Pastore, Hernandez e Succi.
E così, prima del riposo, il Bologna ha trovato anche il modo di mettere, in pieno recupero, il sigillo del 3-1 con uno strano gol: l'inesauribile Mingazzini ha perfettamente lanciato Di Vaio che ha saltato Sirigu, ma ha concluso debolmente. Kjear ha salvato sulla linea, ma ha restituito il pallone a Di Vaio che stavolta, presa bene la mira, ha trovato la porta ed è tornato anche lui al gol.
In un ambiente che continua ad essere poco sereno, fra le polemiche con il Comune per il nuovo stadio e le contestazioni dei tifosi alla società, i tre punti portano al Bologna, in vista della sosta, quel buonumore che serviva e gli permettono di mettersi cinque squadre alle spalle. Costringendo Zenga e i suoi ad un esame di coscienza di due settimane: gli spunti, è certo, non mancheranno.

CATANIA - NAPOLI 0-0
CATANIA (3-5-2): Andujar 6.5, Bellusci 6 (41' pt Augustyn 5.5), Terlizzi 6, Potenza 5.5, Izco 6, Biagianti 6.5 (42' st Pesce sv), Carboni 6, Llama 7 (21' st Plasmati 5), Alvarez 6.5, Mascara 5.5, Morimoto 5. (1 Kosicky, 3 Spolli, 8 Ledesma, 19 Ricchiuti). All. Atzori 6.5.
NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis 6.5, Grava 6, Cannavaro 6, Contini 6, Maggio 5, Gargano 5.5 (33' pt Pazienza 6), Cigarini 5.5 (27' st Datolo 6), Aronica 5.5, Hamsik 5, Lavezzi 5, Quagliarella 5 (40' st Denis sv). (1 Iezzo, 12 Pià, 16 Zuniga, 77 Rinaudo). All. Mazzarri 5.5.
Arbitro: Rosetti di Torino 6.
Note: angoli 8-2 per il Catania. Recupero 2' e 5'. Ammoniti: Bellusci, Contini, Augustyn e Aronica per gioco scorretto, Terlizzi per comportamento non regolamentare. Spettatori paganti 3.635 (abbonati 10.471), incasso 76.115 euro.
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Il Catania non vince, ma Gianluca Atzori è salvo. Almeno per ora. A caccia di un risultato pieno per venire fuori dalla crisi, gli etnei non vanno oltre un pari interno con il Napoli. Poca cosa per la classifica, ma quanto basta per lasciare il tecnico rossazzurro al suo posto.
Confermato ufficialmente dal presidente Pulvirenti subito dopo il novantesimo, Atzori torna negli spogliatoi con una bella dose di rammarico alimentata dagli sprechi dei suoi in attacco.
I limiti offensivi della squadra, non una novità in questa stagione, si palesano nelle tre comode palle gol bruciate nel corso di una partita in cui i padroni di casa hanno comunque cercato di fare qualcosa di più per vincere di quanto non abbia mostrato il Napoli, concessosi una serata di pausa dopo il decollo verticale prodotto dalla cura Mazzarri.
I partenopei paiono contratti, frenati: gli uomini di maggiore qualità (Hamsik, Lavezzi e Quagliarella) si vedono poco o nulla, l'aggressività e le accelerazioni che hanno fatto le recenti fortune di Cannavaro e soci non emergono ponendo così le basi per un pareggio non memorabile.

Il Catania, che con il 3-5-2 pare più spigliato, apre e chiude il primo tempo costruendo (e sbagliando) due macroscopiche occasioni da rete. La prima la fallisce Mascara dopo dieci minuti schiacciando di testa fuori bersaglio da pochi metri un traversone ben calibrato di Llama. La seconda, ancora più clamorosa, la butta via Morimoto allo scadere vanificando, a tu per tu con De Sanctis, un perfetto assist di Mascara con un tiro a botta sicura che s’infrange sul portiere avversario.
I rossazzurri mostrano maggiore iniziativa del Napoli nel tentativo di venire fuori dal mischione di centrocampo facendo la partita e mettendo sotto pressione i partenopei, che non sfruttano le fasce e restano sempre distanti da Andujar non andando oltre una punizione alta di Cigarini in avvio di gara.
La ripresa comincia con un'altra palla gol sprecata da Morimoto, che gira a lato di testa da posizione più che favorevole un cross di Llama. Pochi istanti più tardi, Lavezzi imita il giapponese facendosi stoppare la conclusione ravvicinata da Andujar dopo essersi involato verso l’area etnea sfruttando un’apertura di Cigarini.
Il Catania ha bisogno della vittoria e prova a forzare. De Sanctis se la cava due volte su Llama, costretto poi a uscire per un problema muscolare e rimpiazzato da Plasmati. Il Napoli non cambia passo e i rossazzurri ci riprovano con Terlizzi, autore di un destro sballato sugli svilluppi di un angolo. La partita cala di tono. Nel finale agli etnei servirebbe un forcing che non arriva e il risultato rimane inchiodato sullo zero a zero.

Fonte: La Siciliaweb.it

- La classifica di serie A

 

 

9 novembre 2009
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